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22 gennaio 2017

chavela vargas

Antonio Di Martino – Fabrizio Cammarata

Un mondo raro. Vita e incanto di Chavela Vargas

la Nave di Teseo, 2017

Una vita fra musica, alcool, passioni impossibili e magia: Chavela Vargas è stata una delle voci più importanti dell'America Latina. Una Edith Piaf messicana, amante di Frida Kahlo, musa di Almodóvar, che ha infranto gli schemi e attraversato la storia di un intero secolo. Una carriera iniziata negli anni '40 e arrestatasi misteriosamente; la rinascita, come una fenice, dopo un oblio durato vent'anni; il ritorno sulle scene mondiali e la conquista definitiva di un'immortalità artistica che l'ha consacrata tra le icone della musica sudamericana. Romanzo con il passo, la voce e l'emozione di un canto "ranchero", "Un mondo raro", nato dal viaggio di due amici cantautori e dalla loro passione per le canzoni di Chavela Vargas, ne insegue l'avventura: dall'infanzia dolorosa in Costa Rica alla scoperta ubriacante del Messico, dai concerti nelle bettole al pubblico dell'Olympia di Parigi. Una storia di euforia e solitudine, di incontri folgoranti e struggenti addii, tra iniziazioni sciamaniche e amori travolgenti, infiammati da litri di tequila.




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22 gennaio 2017

majano

Mario Gerosa

Anton Giulio Majano. Il regista dei due mondi 

Falsopiano, 2016

Il nome di Anton Giulio Majano ha firmato alcuni dei grandi capolavori della televisione: ha fatto commuovere gli italiani con La cittadella, li ha coinvolti con le avventure di David Copperfield, li ha visti partecipare ai drammi di E le stelle stanno a guardare. Majano, che si è destreggiato con abilità negli snodi della storia, reinventando il Medioevo della Freccia nera, il senso della decadenza della Mitteleuropa in Due prigionieri, il Settecento del Signore di Ballantrae. In questo libro emerge la duplice natura di Majano, regista versatile che dapprima si dedicò al cinema, firmando una dozzina di film, passando dalla commedia all’horror, e che poi si gettò a capofitto, con entusiasmo, nella nuova avventura della televisione, scrivendone i canoni, definendone le regole, meritandosi l’appellativo del re del teleromanzo. Uomo d’altri tempi, ufficiale di cavalleria, distintosi nella guerra nel deserto, aveva uno straordinario talento nel mettere in luce il talento dei suoi attori, che non di rado conquistarono grazie a lui la celebrità. Arricchiscono questa monografia le testimonianze di Roberto Chevalier, Mariella Fenoglio, Loretta Goggi, Isabella Goldmann, Orso Maria Guerrini, Anna Maria Guarnieri, Giuliana Lojodice, Mita Medici, Edoardo Nevola, Ilaria Occhini, Giuseppe Pambieri. Prefazione di Oreste De Fornari e postfazione della regista Cinzia Th Torrini. Mario Gerosa (1963), giornalista professionista, nel 1987 ha vinto il Premio Pasinetti-Cinema Nuovo con un saggio sugli attori di Luchino Visconti. Tra i suoi libri, Robert Fuest e l’abominevole Dottor Phibes e Il cinema di Terence Young.




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20 gennaio 2017

nancy

Jean-Luc Nancy

del sesso

Cronopio, 2016

"L'eccitazione sessuale, con tutta la sua forza animale e il suo singolare dominio sull'animale umano, rappresenta una turbolenza ontologica del rapporto: alla pari del linguaggio, lo porta molto lontano, cioè dove non si può parlare di 'satisfactio', dove non se ne può mai fare abbastanza, ma dove c'è incessantemente qualcosa da fare, qualcosa che non avviene mai come tale, né come risultato, che perciò non è mai "fatta", ma che pure non smette mai di volersi fare. Cosa facciamo quando facciamo l'amore? (domanda sussidiaria: in quante lingue si dice, più o meno letteralmente, fare l'amore?) Noi non facciamo niente nel senso di produrre qualcosa (se si fa un figlio, che lo si consideri o meno una produzione, non si tratta dell'amore in quanto tale, che potrebbe benissimo essere del tutto assente)." (Jean-Luc Nancy)




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19 gennaio 2017

onfray

Michel Onfray

Décadence

Flammarion, 2017

Chacun connaît les pyramides égyptiennes, les temples grecs, le forum romain et convient que ces traces de civilisations mortes prouvent... que les civilisations meurent - donc qu'elles sont mortelles ! Notre civilisation judéo-chrétienne vieille de deux mille ans n'échappe pas à cette loi. Du concept de Jésus, annoncé dans l'Ancien Testament et progressivement nourri d'images par des siècles d'art chrétien, à Ben Laden qui déclare la guerre à mort à notre Occident épuisé, c'est la fresque épique de notre civilisation que je propose ici. On y trouve: des moines fous du désert, des empereurs chrétiens sanguinaires, des musulmans construisant leur « paradis à l'ombre des épées», de grands inquisiteurs, des sorcières chevauchant des balais, des procès d'animaux, des Indiens à plumes avec Montaigne dans les rues de Bordeaux, la résurrection de Lucrèce, un curé athée qui annonce la mort de Dieu, une révolution jacobine qui tue deux rois, des dictatures de gauche puis de droite, des camps de la mort bruns et rouges, un artiste qui vend ses excréments, un écrivain condamné à mort pour avoir écrit un roman, deux jeunes garçons qui se réclament de l'islam et égorgent un prêtre en plein office - sans parler de mille autres choses ... Ce livre n'est ni optimiste ni pessimiste, mais tragique car, à cette heure, il ne s'agit plus de rire ou de pleurer, mais de comprendre.” (Michel Onfray)




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18 gennaio 2017

haskell - grandi maestri - arte - mostre

Francis Haskell

La nascita delle mostre. I dipinti degli antichi maestri e l'origine delle esposizioni d'arte

Skira, 2016

Il libro ricostruisce per la prima volta la nascita e gli sviluppi di uno dei più interessanti fenomeni del sistema culturale moderno: le mostre d'arte dedicate ai grandi maestri. E ne svela, attraverso una raccolta di fatti, episodi e retroscena, le logiche e i meccanismi, validi anche per il presente. Francis Haskell guida il lettore attraverso le esposizioni che hanno fatto epoca: per quanto di durata limitata nel tempo esse hanno arricchito il gusto del pubblico e plasmato la nostra idea di storia dell'arte.





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17 gennaio 2017

kulesov

Lev Kulesov

L'arte del cinema. Scritti teorici e riflessioni didattiche

Audino, 2016

Da sempre ricordato nella storia del cinema soltanto per la sua celebre teoria sul montaggio, Lev Kulesov è stato uno dei primi teorici dell'estetica del cinema, un regista capace di applicare le sue fertili osservazioni alla messa in scena e un raffinato insegnante, alla cui scuola si sono formati alcuni dei più importanti registi del cinema sovietico, come Pudovkin e, seppur per un breve periodo, Ejzenstejn. Kulesov però non è stato solo il suo "effetto" di montaggio. Nei suoi scritti infatti ha affrontato con sorprendente lungimiranza le potenzialità espressive e le peculiarità o linguistiche del cinema, fino a stilarne una sorta di vasto vademecum da applicare alle sue stesse opere, intese come cine-saggi del proprio pensiero. Teorie che ha contemporaneamente diffuso tra i suoi attenti e talentuosi allievi. Dalla dettagliata costruziohe delle singole inquadrature ai consigli pratici agli operatori di ripresa, dall'acculato lavoro espressivo sull'attore alla modalità di utilizzo delle parole nelle didascalie, dalla progettazione geometrica dello spazio scenico a un utilizzo produttivo del montaggio, che nel suo dinamismo assume la lezione del cinema americano e del suo primo grande esponente, David Wark Griffith: Kulesov analizza tutte le eventualità di realizzazione, le discute, ne fornisce-regole e procedure con lo scopo di trasmetterle a una cinematografia sovietica agli albori e ancora troppo acerba rispetto agli scintillanti modelli guardati come inevitabile riferimento.




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16 gennaio 2017

jacopetti

Jacopetti Files. Incontro con Fabio Francione e Fabrizio Fogliato

Genova, Fondazione De ferrari, 16 gennaio, ore 17

Uno dei cineasti più fraintesi ed avversati nella storia del nostro cinema. Che lo si ammiri o no, il cinema di Gualtiero Jacopetti non può lasciare indifferenti. Mondo cane, Africa addio, Addio zio Tom sono solo alcuni dei film che hanno inventato i contorni di un nuovo genere cinematografico, il Mondo Movie. Nato sul finire degli anni '50 come sottogenere del Documentario, il Mondo Movie vuole colpire lo spettatore ricorrendo a immagini e a temi spesso scioccanti e controversi, al limite della morbosità. Non a caso il genere è conosciuto anche con il termine "shockumentary". Il genere - nei decenni successivi - si dirama in più affluenti che hanno come sorgente i protagonisti di quell'incredibile stagione (Franco Prosperi, Paolo Cavara, Stanis Nievo, Antonio Climati, Mario Morra) fino ad abbracciare e includere l'approccio eretico e scientifico dei Fili Catiglioni. Francione e Fogliato ricostruiscono in questo libro la biografia di un fenomeno di culto, attraverso interviste, testimonianze, sondaggi critici, materiali editi e inediti, contributi originali e un corredo fotografico tratto da archivi pubblici e privati. Francione – Fogliato: Jacopetti Files (Mimesis, 2016)




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15 gennaio 2017

rotta - montesquieu - voltaire


Salvatore Rotta

Montesquieu e Voltaire in Italia

Mucchi, 2016

Montesquieu viaggiò in Italia tra il 1728 e il 1729 e conobbe bene la nostra letteratura, che per lui era quasi una cosa sola con la latina: arrivato alla fine dell’Esprit des lois, citò, quasi in forma di ringraziamento, una solenne clausola virgiliana («Italiam, Italiam»: il grido dei compagni di Enea all’approdo dal lungo viaggio). Voltaire in Italia non venne mai ma amò la nostra lingua e la nostra letteratura, pur aborrendo papisti e inquisitori («veramente l’Italia è mia patria», scrisse a un corrispondente parmigiano, per altro sacerdote). I due studi raccolti in questo volume – dotti quanto eleganti – guardano all’illuminismo francese attraverso il prisma italiano, mostrando legami e diffidenze, emulazioni e resistenze tipiche di un’Italia che, come tutta Europa, ragionava in francese ma immaginava con la lingua di Ariosto e di Metastasio. Con la metà del Settecentol’Italia dell’Arcadia poetica e dell’erudizione muratoriana si aprì, attraverso molte vie, alle istanze dell’illuminismo: la dottrina di Montesquieu invitava a ripensare la secolare storia del diritto e nello stesso tempo a praticare incisive riforme; la condanna all’Indice dell’Esprit (avvenuta, quasi fulmine a ciel sereno, nel 1751) non impedì la diffusione del libro, che ebbe sempre tra noi lettori e interpreti d’eccezione, da Verri a Beccaria, da Filangieri ad Alfieri. Diversamente istruttiva la fortuna dell’opera di Voltaire: cui spesso si guardò come a poeta e letterato (pur intriso di motivi ideologici: il cruciale Mahomet, tradotto da Agostino Paradisi) più che come a filosofo e storiografo; furono i giacobini di fine secolo a salutare in Voltaire il grande liberatore dai conformismi, e il Candido venne persino tradotto in ottava rima. Questo libro invita a ripercorrere, col rigore dell’indagine storica e letteraria, una vicenda antica ma sempre nuova: soprattutto in un tempo come il nostro in cui le voci della tolleranza filosofica rischiano di essere soverchiate dal fanatismo. (A cura di Franco Arato, con una prefazione di Rolando Minuti)





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15 gennaio 2017

toppi

SERGIO TOPPI

La NPE annuncia la pubblicazione dell'opera integrale di Sergio Toppi

"La notte, o Signore, è ancora regno dei rapaci notturni. L'alba che mi porterà la morte è lontana: consentimi, mio re, di allietarti le ore che verranno narrandoti storie antiche e singolari, finché la nuova luce mi tolga voce e vita..." Finalmente disponibile Sharaz-de - Le Mille e una Notte. 256 pagine a colori e in bianco e nero, su carta spessa, prefazione di Matteo Stefanelli e in appendice una intervista inedita al Maestro. Un capolavoro assoluto in uno splendido volume cartonato a colori. Attenzione però: è disponibile soltanto in 1.500 copie e si esaurirà presto! Con questo volume inauguriamo la collana interamente dedicata al grande Sergio Toppi. Seguiranno "Blues" (con un inedito) tra un paio di mesi e il "Bestiario" in estate. La collana, tuttora in costruzione, consta attualmente di 30 volumi.




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14 gennaio 2017

libri d'artista - archivio palli

Libri d’Artista, libri d’Arte, libri Oggetto dall’Archivio Carlo Palli
Pistoia, Biblioteca San Giorgio, 14 gennaio -15 febbraio 2017
In occasione della manifestazione Pistoia Capitale italiana della Cultura la Biblioteca San Giorgio offre negli spazi espositivi una rassegna sul libro d’Arte, d’Artista e Oggetto con i materiali provenienti dall’Archivio Carlo Palli. In mostra cento opere di cento autorevoli artisti internazionali che, nel corso del secondo Novecento, hanno fatto del libro d’arte, del libro d’artista e del libro oggetto uno strumento di ricerca e di sperimentazione libero dai canali commerciali, unendo all’editoria la tèchne creativa per uno slancio culturale dall’aulico sapore espressivo e comunicativo. Da Vincenzo Agnetti a Anna Banana, da Enrico Baj a Joseph Beuys proseguendo con Alighiero Boetti, William S. Burroughs, John Cage, Keith Haring a Man Ray, Sol Lewitt e Yoko Ono, la mostra mette in luce l’importanza che tutt’oggi riveste il libro fatto ad arte, senza tralasciare i nomi più rilevanti della cultura pistoiese contemporanea e il valore archivistico che conserva e promuove la conoscenza delle rarità e dei nomi che hanno fatto e che faranno la Storia dell’Arte. I libri dialogano e si confrontano fra loro, lasciando al pubblico l’incanto della scoperta e della meraviglia, rinnovando il piacere della lettura attraverso quell’originalità e quella curiosità che solo l’Arte sa suscitare. (A cura di Laura Monaldi)




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14 gennaio 2017

totò

Ennio Bispuri

Totò kolossal. Quello che non sapete e che vorreste sapere sul Principe della risata

Gremese, 2016

Scritto da uno dei massimi studiosi del grande attore napoletano, questo libro fornisce agli appassionati tutte le informazioni possibili sulla sua arte e la sua vita, con un'ampiezza e una minuziosità senza precedenti, tali da giustificare appieno la qualifica di opera "colossale" e definitiva sul Principe della risata. La sua carriera cinematografica viene ripercorsa innanzitutto in dettagliate schede delle singole produzioni, ciascuna completa di cast, trame, curiosità, calchi e plagi, battute celebri ed errori. Ma non solo, perché ad esse seguono molti altri repertori che ricostruiscono il cinema di Totò sotto diversi e più insoliti profili: ad esempio, i lettori troveranno gli elenchi di tutti gli sceneggiatori e i registi dei suoi film, così come quelli degli attori e delle attrici che hanno lavorato con lui, delle sue controfigure e delle sue "spalle", fino ai doppiaggi, le censure, le edizioni straniere e persino tutti i nomi e i mestieri dei suoi personaggi. Lo stesso scrupolo informa le altre sezioni dedicate all'arte di Totò: il teatro, la televisione, le sue poesie e le sue canzoni, per le quali vengono addirittura riportati tutti i cantanti che le hanno interpretate. E poi ancora le interviste, le pubblicità, i documentari e gli special, i progetti mai realizzati. Accanto all'artista, l'uomo Totò, del quale Bìspuri mette a fuoco - oltre ai meri dati biografici - anche gli aspetti più personali: le donne e la gelosia, la generosità e lo spirito vendicativo, l'indifferenza verso la ricchezza.




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13 gennaio 2017

venturelli - film 2016

RENATO VENTURELLI. "BELLOCCHIO VIRZI TARANTINO & CO. I MIGLIORI FILM DEL 2016"

Rapallo, Biblioteca Internazionale – Villa Tigullio, Sabato  14 gennaio 2017   Ore 16.00

Il critico cinematografico dell’edizione genovese di “La Repubblica” propone un bilancio della stagione 2016, che ha offerto opere notevoli e controverse come Fai bei sogni (Bellocchio), The Hateful Eight (Tarantino), Ma loute (Bruno Dumont), Io Daniel Blake (Loach), La pazza gioia (Virzì), Al di là delle montagne (Zia Zhang-ke), Sully (Eastwood), Un padre una figlia (Mungiu), ecc. 




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13 gennaio 2017

samarcanda - cardini

Franco Cardini

Samarcanda

il Mulino, 2016

Nessuna città ha un nome così evocativo: appena lo pronunci l'Oriente t'assale. Samarcanda è l'estrema tra le Alessandrie fondate dal re macedone; è la città delle fortezze e dei sepolcri; è il nodo carovaniero sulla Via della Seta, il maggior raccordo commerciale di terra fra Cina ed Europa; è la sede del Gur-Amir, tempio e santuario, centro del mondo dalla cupola turchese sotto la quale il grande Tamerlano dorme per sempre. Parla una lingua in cui coesistono e si contrappongono tre alfabeti - cirillico, latino, arabo - come specchio della lotta tra chi ancora guarda al vecchio colonizzatore russo, chi sostiene l'islamizzazione e chi vorrebbe giocare sino in fondo la carta dell'occidente.




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11 gennaio 2017

ennio contini

Ennio Contini

RACCONTI

De Ferrari, 2016

Ennio Contini scrittore, pittore e critico; poeta sconosciuto ai più e intorno al quale ancora aleggia – a distanza di dieci anni dalla morte – un silenzio pesante rotto solamente da sporadici interventi. La sua militanza fascista (condannato a morte nel Dopoguerra e poi graziato, scontò nove anni di carcere) lo ha reso una figura controversa, e sottostimata rispetto al reale valore letterario e artistico. Fu in stretto rapporto con personaggi – stranieri e italiani – della letteratura e della cultura (Ezra Pound, Douglas Paige, Armand Godoy, Ferenc Kormendi, Alan Neame, Salvatore Quasimodo, Bonaventura Tec-chi, Renzo Laurano, Giovanni Titta Rosa, Gherardo del Colle, Mario Novaro, Angelo Barile, Camillo Sbarbaro, Farfa, Adriano Grande, Aldo Capasso, Gaetano Salveti, Alfredo De Palchi) ci quali è stato per lungo tempo in contatto, non solo epistolare, (A cura di Francesca Bergadano)




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10 gennaio 2017

berlin - taylor

Isaiah Berlin - Charles Taylor

Individuo, pluralismo, comunità

Morcelliana, 2016

Individuo e comunità, pluralità dei valori, loro conflitto e possibile conciliazione: sono alcuni dei temi decisivi della filosofia politica contemporanea. Temi che qui trovano un loro distillato nel dialogo tra Isaiah Berlin e Charles Taylor: due prospettive differenti nel declinare questi termini, pur all'interno del comune orizzonte di un liberalismo che non dimentica i suoi limiti.




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