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25 agosto 2016

marinareria - barrow


Fergus Fleming

i ragazzi di Barrow

Adelphi, 2016

Nel 1804, quando John Barrow ascende al soglio di secondo segretario dell'Ammiragliato britannico, sulle carte dei di lì a poco sudditi di Vittoria spicca ancora un numero allarmante di zone bianche. Alcune - l'Australia, e anche l'Antartide - per il momento potevano rimanere tali, ma in altre si annidavano enigmi da sciogliere quanto prima, data l'importanza strategica loro attribuita: il vero corso del Niger, ad esempio, e l'esistenza o meno di un Passaggio a nordovest. Su entrambi Barrow aveva idee spesso sbagliate, ma comunque chiare: e, soprattutto, la possibilità di realizzarle. Quindi, muovendosi dalla scrivania così di rado che in occasione del congedo i superiori, convinti che non potesse separarsene, gliene fecero dono, Barrow trascorse i quarant'anni del suo regno a montare un impressionante numero di spedizioni verso il Polo o l'Equatore. Difficilmente quelle avventure scampavano al disastro, al grottesco, o a una miscela variabile di entrambi. Eppure, ognuna contribuì alla maggior gloria del loro mandante, a tempo perso consulente del più importante editore inglese di viaggi, John Murray, quindi censore alquanto arcigno e non del tutto spassionato dei resoconti con cui i suoi ragazzi, portata a casa la pelle, speravano di arrotondare una paga piuttosto misera. La lunga, entusiasmante, divertentissima storia di caratteri leggendari come Parry, Ross e Franklin - dei loro sogni, delle loro imprese, della loro follia - è stata sempre raccontata come un'epopea.






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25 agosto 2016

tarde

Salvatore Prinzi (a cura di)

Gabriel Tarde. Sociologia, psicologia, filosofia

Orthotes, 2016

Gabriel Tarde (1843-1904) è un pensatore tanto interessante quanto dimenticato. Magistrato di professione, ma anche letterato, pioniere della criminologia e della sociologia, psicologo e filosofo, fu autore di quindici volumi e circa un centinaio fra saggi e articoli. Studioso celebre ai suoi tempi, citato da Bergson, Simmel, Weber, Freud, al centro di querellesinternazionali con Lombroso, Spencer o Durkheim, incaricato di insegnamento al Collège de France, è stato per molti aspetti un eretico che non ha fatto scuola. Tuttavia, prima con Deleuze, poi sempre di più negli ultimi venti anni, Tarde è stato oggetto di una riscoperta che dalla Francia ha coinvolto altri paesi europei. Di recente in Italia sono stati ripubblicati una dozzina di testi di Tarde. Abbastanza per chiedersi se vi sia una vera rinascita di quest’autore e se la sua opera possa aprire nuove vie di ricerca. È questa la domanda a cui intende rispondere questo volume che si configura come la prima pubblicazione collettanea dedicata al sociologo francese. Il presente testo si pone da un lato come un'introduzione all’opera di Tarde, per consentire a tutti di coglierne subito alcuni temi fondamentali, ma da un altro lato come un primo dibattito critico e tentativo di sviluppo delle sue idee. Anche per questo, per meglio capire cosa ci sia di “vivo” nell’opera tardiana e a riattivare la potenza del suo pensiero, il lavoro è stato arricchito con alcuni contributi inediti di Bergson, Simmel e dello stesso Tarde. Con uno scritto inedito di Gabriel Tarde e due note di Henri Bergson e Georg Simmel. Saggi di: Laura Bazzicalupo, Andrea Cavalletti, Sabina Curti, Filippo Domenicali, Edoardo Massimilla, Felice Ciro Papparo, Salvatore Prinzi




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24 agosto 2016

castiglione

Baldassarre Castiglione

Lettere famigliari e diplomatiche

Einaudi-Millenni, 2016

Per la prima volta raccolto l'intero corpus epistolare di un uomo che fu al centro delle questioni culturali, artistiche e politiche nei primi, decisivi decenni del Cinquecento. Il «buon christiano e bon italiano», come si legge nella summa autobiografica alla madre, che, davanti alla "fuga" di Federico da Pavia, si era posto un deprecante interrogativo: «E come diavolo non sono io obligato a dire che è falso, quel falso, che se fosse creduto per vero, potrebbe far tanto disordine?», tre mesi dopo il sacco (25 agosto) confessa a Vittoria Colonna di arrendersi alla sconnessione degli eventi, dichiara la propria difficoltà a parametrare la storia: «Hora che le calamità intervenute sono tanto grandi, che quasi come universal diluvio hanno fatte le miserie d'ognuno eguali, pare che a tutti sia licito e forse debito, scordarsi d'ogni cosa passata, et aprire gli occhi, e almen uscir della ignoranza humana insino a quel termine, che la nostra imbecillità ci concede: che è il conoscere, che niuna cosa sapemo, et il piú delle volte quello che a noi par vero, è falso, et per contrario quello che ci par falso è vero». Il rispetto della verità, dunque di sé stesso, rende ora doverosa per Castiglione, dalla condizione non di sconfitto ma di accusato, una autoapologia. Alla strumentazione difensiva e offensiva si era appellato Carlo V, per ribattere la violenza inquisitoria del breve papale del 23 giugno 1526: all'imperatore aveva prestato la penna Alfonso Valdés, e i sussulti riformatori avevano diffuso il testo a stampa in Europa, dalla Spagna alla Germania, alle Fiandre. Castiglione deve ora rispondere, privatamente, alle accuse di Clemente VII e della corte romana, giustificare il mancato preannuncio della tragedia che loro non avevano saputo impedire. Sentirsi ripetere che «questi disordini siano passati con molta colpa mia» obbliga la replica al papa e indirettamente all'imperatore, dove le giuste ragioni si rafforzano nella sofferenza razionale prima che cristiana per le calunnie, accettate per il bene della cristianità lacerata: «Vero è che la raggione vorrebe che poi ch'io vego la S.tà V., mio unico S.re e Vicario di Christo in terra, supportar con forte animo et pacientemente una tanto grave calamità non havendola meritata, io anchor supportassi senza dolermi questo dispiacere, il qual a rispetto del suo è picolissimo, ma alla imbecillità dell'animo piú pesa il minimo che alla prudentia e virtuosa fortezza del suo lo infinito. E cosí spero che quella grandezza di cuore accompagnata dal socorso divino aiutarà V. S.tà tanto che vincerà questa procellosa tempesta di fortuna, e viverà molt'anni con molta gloria e tranquilità, a servitio de Dio e benefitio de' christiani, come suoi devoti servitori desiderano». Qui, dove non finiva ma si interrompeva, anche per le occorrenze dispersive - ci si augura contingenti - degli archivi, incompiuta la nunziatura, i felici ritrovamenti dovuti a Francesco Di Teodoro hanno inserito notizie essenziali: nella lettera alla madre del 15 settembre 1527 (come ribadirà in quella del 28 dicembre 1528, quaranta giorni prima della morte) il conte Baldassarre Castiglione sintetizza lo spirito e l'alta ambizione della sua azione in Spagna: è alla madre che voleva dire e si sentiva di dire la propria verità politica e diplomatica, e a lei affidava, perché la trasmettesse ai figli e ai posteri, l'amara ma non rassegnata difesa del proprio nome: «circa al dispiacer mio della ruina de Roma, la qual cosa, anchorch'io mi sforzi passarla con minor affanno ch'io posso, pur holla sentita e sentola nel core, e Dio sa quante volte la ho veduta in aere e preditta e scritta, ancorché poco me sia stato creduto: bisogna haver patientia». (dall'Introduzione di Angelo Stella)




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23 agosto 2016

cinema

Thomas Révay (et Collectif)

Ciné-Bazar 1

LettMotif, 2016

Au sommaire : Samuel Fuller, Monte Hellman, Sam Peckinpah, Brian Trenchard-Smith, Sam Firstenberg, Steven Lambert, Menahem Golan, Jeff Lieberman, Jamie Rose, Sergio Martino, George Hilton…




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23 agosto 2016

industria - paesaggio

Rosario Pinto

il paesaggio industriale

Print Art, 2016

In questo volume l'autore affronta il tema della trattazione storica dello sviluppo che ha avuto la pratica artistica del cosiddetto 'paesaggio industriale'. L'analisi del lungo processo creativo artistico che viene preso in considerazione costituisce il frutto di una analisi storica lungo la quale l'autore accompagna il lettore, consentendogli di conoscere aspetti, manifestazioni e personalità d'artisti che hanno dato vita al 'paesaggio industriale', a quel processo, cioè, di trasformazione del territorio, che, soprattutto nei due secoli a noi più vicini, il XIX ed il XX, ha determinato un sovvertimento totale degli assetti ambientali.




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22 agosto 2016

conner - rat bastard

Anastasia Aukeman

Welcome to Painterland: Bruce Conner and the Rat Bastard Protective Association

Un. of California Press, 2016

The Rat Bastard Protective Association was an inflammatory, close-knit community of artists who lived and worked in a building they dubbed Painterland in the Fillmore neighborhood of midcentury San Francisco. This book presents new and little-known archival material in this authorized account of these artists and their circle..




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22 agosto 2016

james franco

James Franco

Il manifesto degli attori anonimi
Bompiani, 2015

Gli attori di questo romanzo d’esordio sono un commesso di McDonald’s che trascorre i suoi turni provando e riprovando nuovi accenti; un ex bambino prodigio che ricorda un baccanale sulla spiaggia; volontari ospedalieri e esuli della provincia americana più profonda; l’interprete di film sui vampiri che scopre un oscuro testo scritto da un famoso attore, ormai scomparso nel nulla; per non parlare del fantasma di River Pheonix. Poi c’è lo stesso James Franco, che si aggira dietro le quinte occhieggiando tra le righe, prima di prendere la parola e affascinarci con meditazioni sulla sua arte, oltre che con inquietanti storie piene di eccessi.
Spaziando tra i generi, dal saggio lirico alle testimonianza disarmanti, da messaggi imbarazzanti a note fantasma, James Franco ci fa entrare con leggerezza, humour e una buona dose di follia nel cuore oscuro della celebrità.




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21 agosto 2016

bakunin - zoé

Lorenza Foschini

Zoé, la principessa che incantò Bakunin. Passioni e anarchia all'ombra del Vesuvio

Mondadori, 2016

Annoiata dalla vita di corte, la principessa Zoé Obolenskaja, moglie del governatore di Mosca, donna colta e di gran fascino, ricchissima ma di idee radicali, lascia San Pietroburgo alla volta dell'Italia. Viaggia con i cinque figli e un seguito regale di dame di compagnia, bambinaie, istitutori, valletti, segretario e medico personale. Nel 1866, arrivata a Napoli, conosce Michail Bakunin, il nobile ribelle, avventurosamente fuggito dall'esilio in Siberia e ricercato dalle polizie europee. Nell'ex capitale delle Due Sicilie, il rivoluzionario russo pensa di trovare l'humus adatto per far esplodere la rivolta tra garibaldini, mazziniani delusi dalle promesse risorgimentali e le masse contadine. Conquistata dalle idee di Bakunin, la principessa Zoé gli mette a disposizione il suo immenso patrimonio, e in cambio viene elevata al rango di autentica rivoluzionaria. Nel paio d'anni trascorsi tra Napoli e Ischia i due aristocratici russi alternano all'attività sovversiva gite, crociere nel golfo, recite teatrali e picnic. Ed è proprio nel paradiso ischitano che Bakunin, sollevato dai problemi economici, mette a punto il pensiero anarchico e Zoé incontra l'amore, diventando l'amante del più fedele seguace di Michail, il polacco Walerian Mroczkowski, di undici anni più giovane di lei. Ma la voce che la moglie del governatore di Mosca abbia un comportamento scandaloso e sia la più generosa finanziatrice del movimento anarchico arriva allo zar che, infuriato, ordina al principe Obolenskij di riportare in patria Zoé e i figli. A Ginevra, in un drammatico colloquio con il marito, la principessa si rifiuta di rientrare in Russia e da quel momento la sua vita, nel segno della lotta «anarchica», sarà scandita da incontri straordinari ed eventi drammatici che susciteranno biasimo o ammirazione tra i suoi contemporanei rendendola una delle figure femminili di spicco in quegli anni di grande mutamento politico e sociale. Zoé Obolenskaja ha ispirato Anna Karenina di Tolstoj, Sotto gli occhi dell'Occidente di Conrad e La principessa Casamassima di James, poi su di lei è caduto l'oblio. Ma la sua vicenda ha suscitato l'interesse di Lorenza Foschini, che ha ripercorso i luoghi dove Zoé ha vissuto, ha rintracciato negli Stati Uniti i suoi diretti discendenti, ha consultato i documenti inediti custoditi ad Harvard, ha svolto approfondite ricerche di archivio, riuscendo a ricostruirne la figura affascinante e complessa in una biografia avvincente e insieme drammatica, che riflette i contrasti e le passioni di un'epoca.




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19 agosto 2016

catastrofi

Estinzioni. Storie di catastrofi e altre opportunità

Trento, MuSe, 16.07.2016 - 26.06.2017

Con Estinzioni. Storie di catastrofi e altre opportunità il MUSE dà il via a un ambizioso progetto che mette in dialogo le ricerche e le riflessioni sullasesta estinzione di massa - ovvero la crisi ecologica che stiamo vivendo - con le dinamiche che hanno caratterizzato le cinque grandi estinzioni paleontologiche avvenute negli ultimi 500 milioni di anni. Il progetto nasce da un importante lavoro di ricerca e selezione dei più significativi reperti originali di vertebrati estinti in tempi storici preservati presso i musei italiani (Torino, Roma, Firenze, Ferrara, Treviso, Voghera, Padova, Verona e Trento): dallo scheletro di un grande dinosauro sauropode (l’unico di questo tipo esposto in un museo italiano) che accoglierà il pubblico all’ingresso della mostra, al celebre cranio di Homo neanderthalensis “Guattari I”, il più completo preservato nel nostro paese. Il repertorio di reperti esposti - tutti originali - con le storie che si celano dietro ognuno di essi, permetterà di conoscere il destino delle specie più carismatiche ormai scomparse e di addentrarsi fra le pieghe di vicende meno note, ma altrettanto illuminanti. Il percorso della mostra è arricchito da raffinate installazioni multimediali, video e animazioni originaliinterviste spazi interattivi. Fra i documenti inediti anche interventi filmati eccellenti, fra cui quello di Severn Cullis-Suzuki, la bambina, divenuta oggi un’impegnata attivista ambientale, che nel 1992 “zittì” il mondo con il suo intervento all’ONU in difesa del futuro del pianeta. Questo corpus di testimonianze costituisce il filo narrativo di un progetto che, per la prima volta in Italia, mette in dialogo paleontologia e sociologia, biologia della conservazione ed economia offrendo un’analisi lucida e lontana dalla retorica delle dinamiche che rendono pericolosamente assimilabili i grandi eventi di crisi del passato all’epoca che stiamo vivendo (Curatela/curators: Massimo Bernardi, Michele Menegon, Alessandra Pallaveri - MUSE, Trento, Telmo Pievani - Università degli Studi di Padova)




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19 agosto 2016

muhammad ali

Sybille Titeux - Amazing Améziane

Muhammad Alì

BD comics, 2016

Graphic novel. "Impossibile non è un fatto, è un'opinione. Impossibile non è una dichiarazione, è una sfida. Impossibile è temporaneo, niente è impossibile." (Muhammad Ali)




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18 agosto 2016

monicelli

Mario Monicelli

La commedia umana. Conversazioni con Sebastiano Mondadori

il Saggiatore, 2016

Ignorata o screditata per anni dalla critica ufficiale, oggi la commedia all'italiana è celebrata come uno dei filoni più originali e fecondi nella storia del nostro cinema. Mario Monicelli ne è stato fondatore e massimo esponente. In questo fitto dialogo con Sebastiano Mondadori, il regista che ha inventato Totò neorealista e Vittorio Gassman comico, Monica Vitti mattatrice della risata e Alberto Sordi attore drammatico racconta passo dopo passo i suoi quasi sessanta film. Una storia artistica e personale che s'intreccia alla storia d'Italia, di cui Monicelli è stato testimone e censore, mettendo in scena fatti e misfatti, vizi e piccolezze di connazionali mediocri. Nella Commedia umana Monicelli fa emergere, come in un testamento spirituale, tutta l'essenza di un cinema in cui la risata sgorga, amara, da una vera "poetica del cialtrone", capace di svelare senza indulgenze la sproporzione tra l'atteggiamento sbruffone e millantatore degli italiani e le loro reali capacità, il loro individualismo tanto generoso di parole quanto gretto nell'animo e nei fatti. Ridere delle miserie umane, infierire sui disgraziati smascherandone difetti, tabù e pregiudizi: è la vena dissacratoria tipica di molta della migliore letteratura italiana ad animare la comicità spietata, spesso disperata di film come I soliti ignoti, La grande guerra, L'armata Brancaleone, Amici miei, Un borghese piccolo piccolo, Il marchese del Grillo, Speriamo che sia femmina.




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17 agosto 2016

zoroastrismo

Antonio Panaino

Zoroastrismo. Storia, temi, attualità

Morcelliana, 2016

Lo Zoroastrismo è una delle più antiche religioni viventi Le sue tradizioni più remote possono essere fatte risalire almeno al VI secolo prima della nostra era In questa storia millenaria, ha conosciuto profonde e talora radicali trasformazioni, che non ne hanno però mutato la natura caratteristica di religione etica Alle origini, la tradizione ha voluto vedere l'opera di un profeta il cui contorno storico in buona parte continua a sfuggirei: Zaratustra, ovvero Zoroastro secondo la nomenclatura occidentale Lo Zoroastrismo è anche noto come Mazdeismo, dal nome della divinità suprema di tale culto, Ahura Mazda, il "Saggio Signore", o come "Parsismo", una designazione però inadeguata perché si riferisce unicamente alla comunità zoroastriana dei Parsi dell'India, formatasi in seguito all'emigrazione forzata sopravvenuta con l'islamizzazione dell'Iran.




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16 agosto 2016

pop art


Alastair Sooke

pop art. Una storia piena di colori

Einaudi, 2016

Con tutta probabilità, la Pop Art è stato il movimento artistico piú rivoluzionario dal dopoguerra a oggi. Spostando l'attenzione dalla straordinarietà al quotidiano, la Pop Art ha demolito l'ideale di ogni forma di Modernismo, che trovava nell'interiorità tormentata la sua unica fonte d'ispirazione, rendendo cosí l'arte piú immediata, divertente, contemporanea e vicina alle masse: un'arte che ebbe come modelli lattine di Coca-Cola, star del cinema e fumetti. A partire dalle testimonianze dirette di alcuni grandi protagonisti, Alastair Sooke si sofferma non soltanto sulle celeberrime opere di Warhol, Lichtenstein e dei loro contemporanei, ma anche su quelle di autori che, se furono cruciali per il movimento, oggi sono per lo piú dimenticati: tra questi, Marisol Escobar, ai suoi tempi quasi piú celebre di Warhol, e la ex wrestler professionista Rosalyn Drexler. Nella sorprendente prospettiva del critico inglese, la Pop Art non riguardò solo New York, ma anche Londra, la West Coast americana e l'Europa, e continua soprattutto a fecondare la produzione di alcuni dei piú importanti e discussi artisti di oggi.





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16 agosto 2016

musica italiana - controcultura

Valerio Mattioli

SUPERONDA. Storia segreta della musica italiana

Baldini & Castoldi, 2016

Fuori dalla consueta diatriba Cantautori vs. Sanremo e Rock italiano vs, Musica leggera, "Superonda" è il racconto di quelle musiche che tra 1964 e 1976 riuscirono a sviluppare linguaggi originali e in grado per una volta di proiettare la musica italiana all'estero, esercitando una sotterranea influenza sul mondo dell'elettronica, del rock alternativo, e delle musiche sperimentali. Un percorso accidentato in cui le vicende di future icone nazionali come Ennio Morricone, Franco Battiate e Area si mescolano a quelle di artisti convertiti al rock come Mario Schifano, in cui l'avanguardia di Berio e Maderna dialoga a distanza con la musica su commissione dei Goblin e delle sonorizzazioni Rai, e in cui i fermenti della cultura underground fanno da sponda a colonne sonore per film di serie B, revivalismi folk e free jazz militante, per arrivare al Lucio Battisti di "Anima latina". Sullo sfondo, la nascita di un immaginario italiano fatto di spaghetti western e bottiglie molotov, gialli alla Dario Argento e avanguardie radicali, riviste di controcultura e sceneggiati di fantascienza, comuni freak ed espropri proletari.




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13 agosto 2016

bordini

Carlo Bordini

Memorie di un rivoluzionario timido

Luca Sossella, 2016

Questo romanzo totalmente legato all'autobiografia è una sorta di bilancio di circa vent'anni della mia vita. Poiché sono stati anni pieni di traumi, la stesura di questo libro è stata una lotta con me stesso. Per questo ci ho messo un tempo lunghissimo a finirlo. Un bilancio, un esame di coscienza su due temi fondamentali: il rapporto con la politica (sono stato a lungo militante di un gruppo trotskista) e i grovigli affettivi che hanno caratterizzato i miei rapporti col mondo femminile. Il tutto preceduto da un'adolescenza vissuta tra depressioni, cambi di facoltà, fughe e sedute dallo psicanalista. Una normale figura di disadattato, quindi, alla ricerca di un equilibrio.




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