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variazioni


Diario


17 maggio 2012

kantorowicz

Ernst H Kantorowicz

LA GERMANIA SEGRETA

Marietti, 2012

I testi raccolti in questo volume raccontano un aspetto essenziale del grande storico dei Due corpi del re e dei Misteri dello Stato. L'avvento del Terzo Reich costrinse Kantorowicz a rigiocare contro il regime nazista la propria posizione politica di conservatore e di appartenente al Circolo del poeta Stefan George, portandolo ad accettare l'esilio negli Stati Uniti. Questo esilio, da cui non farà più ritorno, non implicò solo un cambiamento in senso esistenziale. Esso avrebbe segnato una svolta decisiva anche nel modo di concepire, leggere e raccontare la storia.




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16 maggio 2012

renoir - bazin

André Bazin

JEARENOIR

Mimesis, 2012

Fondatore insieme a Jacques Doniol-Valcroze dei “Cahiers du Cinéma”, Bazin è stato uno dei più importanti animatori della vita culturale francese del secondo dopoguerra e ha elaborato una teoria del cinema che è stata fonte d’ispirazione per la nascente Nouvelle Vague. L’incompiuta monografia su Jean Renoir costituisce uno dei suoi ultimi sforzi creativi.




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16 maggio 2012

bernardini - celesia

Viaggiar per storie: per mare, per cielo
Paolo Luca Bernardini. INGHILTERRA E MODERNITÀ: GENOVA SCOPRE LONDRA
Genova, Palazzo Ducale - Sala del Minor Consiglio, mercoledì 16 maggio 2012, h.21,00
Inghilterra è modernità. Genova scopre Londra: questo il tema del secondo appuntamento del nuovo ciclo di incontri “Viaggiar per Storie”, realizzato dalla Fondazione Edoardo Garrone, in collaborazione con la Fondazione per la Cultura Genova Palazzo Ducale. All’Europa continentale, preda di ogni sorta di dispotismo, lo splendore della monarchia limitata inglese l’aveva raccontato Voltaire, e poi Montesquieu nella prima metà del Settecento. Ma ad un figlio della Genova decadente ma non decaduta, Pietro Paolo Celesia (1732-1806), dobbiamo la prima descrizione diretta del mondo della libertà anglosassone, dove la Corte è lontana e la democrazia partecipata, dove la libertà è tutelata e la borghesia regna. Console genovese dal 1756 al 1759, viaggiatore attento e libero da impegni istituzionali nei quattro anni precedenti, Celesia ci offre un quadro vivacissimo del mondo inglese, attraverso corrispondenze private e dispacci ministeriali. Per la prima volta un genovese, e illuminista,ci dona una descrizione spontanea e appassionata della libertà d’Oltremanica, rischiando la censura, ma ponendo una bella pietra di paragone per l’Antico regime in cui si dibatteva anche la Superba.





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16 maggio 2012

lombroso

Emilia Musumeci

Cesare Lombroso e le neuroscienze: un parricidio mancatoDevianza, libero arbitrio, imputabilità tra antiche chimere ed inediti scenari

Franco Angeli, 2012

In un'epoca in cui le neuroscienze hanno fatto il loro ingresso trionfale anche nei tribunali italiani, influenzando, con l'ausilio delle tecniche di neuroimaging e di genetica comportamentale, il giudizio sulla capacità di intendere e di volere degli imputati, questi interrogativi diventano ormai ineludibili. Nel momento in cui ad uccidere non è l'uomo ma i suoi geni o il suo cervello, venendo meno il tradizionale concetto di libero arbitrio, si pone il problema della conciliabilità dei concetti di imputabilità e responsabilità penale adottati dal nostro ordinamento con tali istanzedeterministiche. Per sciogliere tale nodo problematico, checostituisce la posta in gioco dell'attuale dibattito tra neuroscienzee diritto, è opportuno comprendere se quello attuale rappresenti unoscenario inedito o se riproponga, al di là dell'ovvia diversità del contesto, quello di fine dell'Ottocento, segnato dalla pubblicazione de L'Uomo delinquente di Cesare Lombroso, il cui nocciolo duro è una concezione del delitto come fenomeno naturale. Pertanto è utile rileggere senza pregiudizi l'opera di Lombroso per capire se oggi i neuroscienziati che rigettano le sue tesi su crimine e devianza, ritenute un'anticaglia ottocentesca, stiano in realtà compiendo un parricidio mancato, riproponendo lo stesso paradigma che cercano, in tutti i modi, di negare.





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15 maggio 2012

barocco

Tommaso Montanari
il BAROCCO
Einaudi PBE, 2012
La scommessa del volume di Tomaso Montanari è quella di non rinunciare ai vantaggi, e al fascino, della sintesi interpretativa che tale categoria porta con sé (con la sua pretesa di definire tanto un'epoca quanto un'estetica e una sensibilità) senza per questo sacrificare la conoscenza puntuale delle singole opere d'arte. Il secolo di Caravaggio e Rubens, di Bernini e Borromini, di Poussin e Velázquez viene così percorso per intero, tenendo come chiaviinterpretative la centralità dello spettatore, il rapporto conl'arte antica e con quella rinascimentale, la diffusione geografica del nuovo stile, la tensione tra funzione religiosa e libertà dell'artista, il peso degli equilibri politici e il ruolo dei grandi mecenati. Mettere in evidenza la varietà e la contraddittorietà che segnano ciò che chiamiamo arte barocca significa mettere ancor più in evidenza le tante ragioni che ci spingono a vedere proprio in quel periodo le radici della nostra modernità.





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15 maggio 2012

criminality

Peter Baofu

The Future of Post-Human Criminality:A Preface to a New Theory of Heroes and Villains

Cambridge International Science Publishing, 2012

Is crime really so social in its origin that, as Richard Quinney (1966) once said, "crime is a social phenomenon"? This social view of criminality can be contrasted with an opposing view which is more biological in orientation, as shown in the arguments that, for example, "crime is most frequent in second and third decades of life" (that is, among young folks) and "males commit moreoverall…crime" (than females). (WK 2011; L. Ellis 2009) So,which view is correct here? Contrary to these opposing ideas (andother views as will be discussed in the book), criminality (in relation to heroes and villains) is neither possible (or impossible) nor desirable (or undesirable) to the extent that the respectiveideologues (on different sides) would like us to believe. But the challenge to these opposing views about criminality does not implythat the study of criminality (or criminology in short) is use less,or that those fields of study (related to criminology) likepsychology, anthropology, sociology, economics, political science,biology, literature, ethics, religion, and so on should be rejected too. Needless to say, neither of these extreme views is plausible.Instead, this book offers an alternative (better) way to understandthe future of criminality, especially in the dialectic context ofheroes and villains-while learning from different approaches in theliterature but without favoring any one of them (nor integratingthem, since they are not necessarily compatible with each other). Inother words, this book offers a new theory (that is, the reflectivetheory of criminality) to go beyond the existing approaches in anovel way. If successful, this seminal project is to fundamentally change the way that we think about criminality, from the combined perspectives o fthe mind, nature, society, and culture, with enormous implications for the human future and what the author originally called its"post-human" fate.





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14 maggio 2012

appiah - onore

Kwame Anthony Appiah

il codice d’onore. Come cambia la morale

Raffaello Cortina, 2011

Come avviene un progresso morale? Cosa spinge le società a ripudiare consuetudini barbariche accettate per secoli o addirittura millenni? Un eminente filosofo ci mostra come l’onore sia stato la forza motrice delle rivoluzioni morali nel passato e come potrebbe ancora esserlo nel futuro. Appiah dimostra che gli appelli alla ragione, alla moralità o alla religione non bastano, certe usanze vengono abbandonate nel momento in cui entrano in conflitto con l’onore. Con dettagli avvincenti, l’autore analizza le idee d’onore che sono state il motore di alcune delle rivoluzioni storiche più significative – la soppressione del duello, la fine della consuetudine della fasciatura dei piedi delle donne cinesi, l’abolizione della schiavitù –, proponendo un nuovo punto di vista sull’indagine morale. Kwame Anthony Appiah insegna Filosofia alla Princeton University. In italiano sono stati tradotti Cosmopolitismo (Laterza, 2007) e “Quell’x tale che…”. Introduzione alla filosofia contemporanea (Laterza, 2009).




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14 maggio 2012

is

Patrick Marcolini
LE MOUVEMENT SITUATIONNISTE. Une histoire intellectuelle
L'Échappée, 2012
Dans les années 1960 et 1970, partout dans le monde, des révoltes éclatent contre l’emprise grandissante de la marchandise et de l’État sur tous les aspects de la vie. Les situationnistes ont contribué à forger les outils critiques de ce soulèvement généralisé, aux côtés d’intellectuels et de groupuscules influencés par le marxisme et l’anarchisme. Mais à la différence de ces derniers, ils ne venaient pas tant du mouvement ouvrier que des avant-gardes artistiques du XXe siècle?: Dada, le surréalisme, le lettrisme. Artistes en rupture de ban, mi-rebelles mi-voyous, les situationnistes s’étaient réunis sur la base d’un programme radical?: le refus des conditions de vie faites à l’homme moderne, aussi bien dans les sociétés capitalistes avancées que dans les régimes dits communistes, et la volonté d’expérimenter de nouvelles formes d’existence et de communauté en rupture avec l’ordre établi. Ce livre analyse avec précision les racines culturelles des théories et des pratiques situationnistes. Il explore également leur postérité diverse et souvent contradictoire?: entre récupération et radicalisation, du côté des intellectuels postmodernes ou de l’art contemporain, chez les stratèges du pouvoir néocapitaliste comme dans les rangs des révoltés d’aujourd’hui.




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13 maggio 2012

segnalibri - fila

Alessandro e Michaela Merseburger. Ha collaborato Gabriele Pasquali

Uno su 500. StoridesegnalibrFILA
IntergraficaVerona, 2012
Il catalogo è completo degli esemplari prodotti da FILA, celebre industria italiana della matita. Le serie appaiono in tutti gli esemplari e a colori. In fondo al volume sono presenti sezioni dedicate alle aziende direttamente concorrenti. Un capitolo a parte illustra altri strumenti cartacei di promozione. Dei vari segnalibri FILA viene segnalato un indice di rarità e un'ipotesi di prezzo antiquariale.




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13 maggio 2012

irene brin

Claudia Fusani

Mille Mariù.      Vita di Irene Brin

Catelvecchi, 2012

Irene Brin ha inventato un nuovo linguaggio, capovolto il punto di vista sulla realtà, rotto gli schemi linguistici e narrativi della cronaca giornalistica in un Paese, l'Italia del Ventennio fascista, in cui la donna doveva rispettare il modello predefinito di moglie-madre-regina. Coraggiosa, snob forse, inquieta, insolente, autodidatta, bellissima, dispotica, insuperabile commerciante, sognatrice, autrice di parole che si trasformano in ritratti fotografici, nemica dell'ipocrisia e del perbenismo. La biografia diIrene Brin, nom de piume di Maria Vittoria Rossi - che è stata anche Marlene, Mariù, Contessa Clara e decine di altri nomi e altrettanti personaggi - è un viaggio inedito e pieno di sorprese nel secolo scorso. La vediamo in Liguria ragazzina, figlia di un generale e di una viennese ebrea che le insegna cinque lingue, la sottrae dalla scuola fascista e non la ferma quando mette piede nella redazione tutta piombo e uomini de "Il Lavoro". Poi Roma, il matrimonio con Gaspero, la vita quotidiana con Leo Longanesi e il dietro le quinte della redazione di "Omnibus". Irene inviata di guerra al seguito del marito. Una vita, mille vite: il dopoguerra, la povertà, la scoperta della moda e del made in Italy. Le avanguardie artistiche che giungono da tutta Europa e dal nuovo mondo alla galleria L'Obelisco di via Sistina. Il cinema e il rapporto con Audrey Hepburn e Gregory Peck nelle pause di "Vacanze romane". (Prefazione di Concita De Gregorio)




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13 maggio 2012

bataille

Dans l'oeil de    GEORGESBATAILLE
(Michel Crépu, Revue des Deux Mondes”, mai 2012) Le lecteur pourra s’étonner de trouver le nom de Georges Bataille en« une » de la Revue des Deux Mondes. Une revue réputée si modérée à travers son histoire, ouvrant ses portes à un écrivain majeur du XXe siècle, l’un de ses aventuriers les plus extrêmes, dans le sillage très personnel d’un Nietzsche, un explorateur de la mystique dans ses confins les moins reconnus, les moins cadrés, un penseur de la dépense, de cette fameuse « part maudite » d’où puisse surgir une vérité, un rire, une joie, cela peut surprendre.Mais les temps changent. La scène des « idées » aussi, nous vivons une situation inédite, sauvage, excellente pour l’esprit.Aujourd’hui la Revue des Deux Mondes prend la parole au sujet deGeorges Bataille. Parce que Bataille nous intéresse prodigieusement,parce qu’il nous passionne. 
Pourquoi? D’abord parce que Bataille n’appartient à personne. Un Michel Surya, un Francis Marmande, un Jean-Michel Besnier, « batailliens » de longue date, ont su faire voir cela, cette irréductibilité de Bataille dans le paysage de l’aventure artistique, littéraire, philosophique du XXe siècle. À côté du surréalisme, et de tousles « ismes », à côté, en travers, ailleurs, à Lascaux devantles chevaux extraordinaires de l’outre-temps, devant la peinture de Manet, grand disputeur d’un « non-savoir » et d’une méditationsur la mort et l’Éros, dont témoigne ce beau numéro 10 de Telquel de l’été 1962, la mort « dont on ne peut rien savoir » et qui pour cela même figure aux yeux de Bataille un hors-lieu décisifpour l’expérience humaine. Phllippe Sollers, dans le numéro d’hommage de la revue Critique (fondée par Bataille) qui parut en 1963 après la mort de l’écrivain, parlant de « grandes irrégularités de langage » : en un sens, c’est la trace d’unetelle, « irrégularité » que ce numéro s’efforce de suivre. 
Au sortir de la Seconde Guerre mondiale, dans la mêlée intellectuelle menée par ces ténors de la scène germanopratine qu’étaient un Sartre, un Camus, un Merleau-Ponty, le nom de Bataille était àpeine audible. Cette douceur qui émanait de sa personne, d’unbibliothécaire de province, ces textes étranges, à mi-chemin de la philosophie et de la théologie, transfuges d’on ne sait quelle trajectoire clandestine, provocants par leur sérénité même. Etcette écriture si nette, si noire dans sa lumière, qui avait l’air d’arriver de nulle part, ni des piaules de la rue d’Ulm, ni ducomptoir de la NRF. La jeune génération d’alors, celle de Telquel, fut au rendez-vous : quelqu’un parlait une langue encore jamais entendue de la sorte. Il s’agissait d’y aller voir. Cinquante ans plus tard, qu’en est-il ? Où en sommes-nous avec cet écrivain porteur d’une telle capacité de foudre ? Au fond, touts’est passé avec l’auteur du Bleu du ciel comme s’il avaitreçu, plus nettement, plus purement que les autres, l’évidence d’une fin propre à l’Europe des lumières. Un héritage, oui, bien sûr, mais dont l’alphabet se déchiffre plus à Lascaux quedans les manifestes éculés du Progrès, une langue à faire entendre qui soit l’écho de cette immense dislocation métaphysique qui a tout emporté avec elle. Il n’est rien de plus étrange, danssa terrible simplicité, que l’écriture de Georges Bataille :comme s’il importait de s’avancer, nu et direct, dans cette nouvelle terre disloquée qui est la nôtre. 
Cinquanteans après sa mort, Georges Bataille figure plus que jamais ce pointd’irréductibilité dans un monde de marchandisation en perpétuelle évaluation et comptabilité de lui-même. Il y a une altérité deBataille, intense et calme, qui n’est pas de ce monde-là. Pour autant, son mode de présence n’en est que plus signifiant, plus précis. Bataille, l’irrécupérable ? Assurément. Le legs n’enest que plus précieux. C’est en quoi, bien sûr, il nous importe énormément de le déchiffrer. Bonne lecture.




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12 maggio 2012

artiste - carol rama ecc.

Rachele Ferrario

Lsignore dell'arteQuattro artiste italiane che hanno cambiato il nostro modo di raffigurare il mondo

Mondadori, 2012

"Carol Rama dipinge dentiere e sessi femminili e maschili, l'eros el'inconscio, il suicidio del padre e i disturbi nervosi della madre, scandalizzando la cultura ufficiale, che la riconoscerà solo quando avrà compiuto settant'anni. Carla Accardi traccia segni e costruisce geometrie, unica donna nel gruppo dei pittori astratti vicino al Partito comunista. Giosetta Fioroni raffigura volti femminili e costruisce teatrini, anticipa il reality chiudendo in una stanzaun'attrice da osservare attraverso lo spioncino, divide la vita conun grande scrittore, è amica dei poeti e dei pittori maledetti dipiazza del Popolo, attraversa il dolore senza mai perdere la gioia di creare. Marisa Merz usa l'alluminio, la cera, il sale, con i ferri da calza tesse il rame e il nylon, guarda alla natura e alla fabbrica.  A ottantun anni è una regina dell'arte internazionale ma rimane chiusa nel suo silenzio e nel suo enigma." Rachele Ferrario ricostruisce le storie di queste grandi artiste, che hanno cercato la libertà nella vita e nella sperimentazione e hanno saputo affrancareil loro lavoro dal luogo comune dell'"arte al femminile", eci offre nel contempo uno scorcio dell'effervescente vita culturaledei primi decenni del dopoguerra: dai salotti torinesi (con Giorgio Manganelli, Edoardo Sanguineti e il giovane Calvino) alla Roma de lCaffè Rosati, dei galleristi, dei registi e degli attori, fino allaParigi di Tristan Tzara e Alberto Giacometti.




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12 maggio 2012

quinones

Ricardo Quinones

Erasmo Voltaire

Armando, 2012

Erasmo e Voltaire hanno attirato il nostro interesse in virtù del ruolo chehanno avuto nei momenti di svolta della cultura occidentale. Questostudio è un ampio confronto tra le due importanti figure, alla luce delle diverse fasi delle loro carriere filosofiche, dei loro testi edella loro rilevanza storica. In questo saggio Ricardo Quinones chiarisce perché essi possono essere considerati dei maestri del moderno liberalismo.




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11 maggio 2012

massoneria

Paolo M. Siano

La massoneria tra esoterismo, ritualità e simbolismo.  Vol.1: Studi vari sulla Libera Muratoria

Casa Mariana Editrice,2012

Questo volume raccoglie alcuni studi del Padre Siano sulla Massoneria, in parte inediti, in parte già pubblicati su alcune riviste di teologia. L'autore dedica grande attenzione alla ritualità eall'esoterismo della Massoneria (morte iniziatica, "illuminazione",unione degli opposti...).




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11 maggio 2012

mediterraneo - città

Teresa Colletta (acura di)

CITTÀ PORTUALI DEMEDITERRANEO. Luoghi dello scambio commerciale e le colonie di mercati stranieri tra Medioevo ed età moderna
Franco Angeli, 2012
Il volume si concentra sulla stabile presenza di colonie commerciali nelle città portuali, da sempre di grande attrazione per le comunità straniere per i loro continui scambi di merci e di attività mercantili ed indaga, con i contributi di studiosi e ricercatori didifferenti università italiane e francesi, sulla storia urbana dellecittà costiere del Mediterraneo, della Francia e dell’Italiameridionale. Questo fenomeno urbanistico, che ha inizio giànell’Alto Medioevo con gli Amalfitani, gli Ebrei, i Greci, i Pisani, i Genovesi, i Catalani, i Toscani, i Provenzali etc., prosegue nel lungo Medioevo nelle città delle due sponde delMediterraneo; solamente successivamente, nel Basso Medioevo, si verificherà anche nelle città di commercio del Nord Europa.Fenomeno mediterraneo quindi che proseguì anche in età moderna con “trasferimenti” di molte Nationi in zone più centrali delle medesime città portuali, con la costruzione di edifici “riservati”per lo scambio e per il commercio. I temi affrontati ed i casi portati all’attenzione nel volume da parte dei numerosi studiosi (storici, architetti, archeologi, economisti etc.) si concentrano sul ruolo svolto nello sviluppo urbano dell’insediamento “straniero”, in età medioevale e moderna, seguendo una specifica strategia d’impianto urbano.




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10 maggio 2012

kapuscinski

ArturDomoslawski

La vera vita di Kapuscinski: reporter o narratore?

Fazi, 2012

Kapuscinski ha dato l' esempio di un grande giornalismo improntato a una scelta etica, volto a dare voce a chi non l'ha e a produrre una qualche forma di cambiamento nel mondo. Tenace demolitore di luoghi comuni, con la sua vita il "maestro Kapu" ha testimoniato l'indipendenza del reporter, seguendo per mezzo secolo guerre e conflitti in vari continenti, dalla Polonia comunista all'Africa postcoloniale, dall'Iran di Khomeyni alla Russia sovietica. A rischio della propria vita. Biografia riccamente documentata, "La veravita di Kapuscinski" ha dato adito a forti polemiche per aver insinuato un pesante dubbio: Kapuscinski è stato un grande reporter o un grande narratore? Ebbe mai la tendenza a esagerare, se non addirittura a inventare i fatti? Ha davvero incontrato di persona Che Guevara o il leader rivoluzionario del Congo Patrice Lumumba? Da questo spunto derivano quesiti di metodo di straordinario interesse:fino a che punto è lecito modificare lo svolgimento dei fatti per scrivere un reportage? Dove finisce il reportage e dove inizia laletteratura? Qual è la relazione tra la realtà e la parola, tra la storia e la letteratura?





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9 maggio 2012

beardsley - ross


Robert Ross

Aubrey Beardsley

Pallas Athene, 2012

An unprecedented glimpse into the life of the æsthetic movement,reprinted for the first time in 80 years. The first ever biography of Aubrey Beardsley was written by one of his close friends and earliest patrons soon after his death, and is a fascinating and evocative document of the period. Robert Ross was one of the first people who Beardsley met when he arrived in London to make his name in 1892. Within six years he was dead, but the work he produced in that short time revolutionized art, and he was fixed forever in the public imagination as one of the leading spirits of the decadent era. This republication is a close copy of the firststand-alone edition of 1909, and includes the original illustrationsand the'revised iconography' or catalogue of his work by Aymer Vallance. An afterword by Matthew Sturgis puts this important book and its authorin context. .Aubrey Beardsley (1872–1898) was an illustrator, author, and a leading figure in the Aesthetic movement whose figures included OscarWilde and James Abbott Whistler. Robert Ross(1869–1918) was a journalist and critic in the circle of Oscar Wilde, whose literary executor he became. He energetically promoted Beardsley. Matthew Sturgis is the author of Aubrey Beardsley: A Biography, Paperwork: Peter Clark, and Walter Sickert: A Life.





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9 maggio 2012

fascino - vantaggi

Catherine Hakim

Capitale erotico.Perché il fascino è il segreto del successo

Mondadori, 2012

Il mondo sorride ai belli, già da bambini. E questo vantaggio iniziale si prolunga nel corso di tutta la vita. Chi è avvenente è portato ad avere più amici, più amanti, a conquistare con maggiore facilitàla simpatia di colleghi, clienti, ammiratori. Ha più successo nellasfera privata, ma anche nella politica, nello sport, nelle arti e nel lavoro. Ognuno di noi è dotato di alcune risorse personali che puòcercare di sviluppare per migliorarsi: il capitale economico (ildenaro), il capitale umano (l'educazione e l'esperienza) e il capitale sociale (le conoscenze e l'ambiente sociale in cui sicresce). Esiste però una quarta, fondamentale risorsa: il capitaleerotico. Con ironia, la sociologa Catherine Hakim espone in che cosaconsista questo prezioso giacimento - una miscela di bellezza, sexappeal, abilità sociali, vitalità, eleganza e competenze sessuali -spiegandoci quale ruolo abbia nella vita quotidiana e quanto siadeterminante per comprendere i meccanismi relazionali, economici,psicologici della nostra società. Il capitale erotico è a disposizione degli uomini come delle donne, eppure queste ultime, chene posseggono in quantità maggiore, essendo da sempre abituate acoltivarlo, ne beneficiano in misura minore. Pregiudizi maschilisti e teorie femministe per troppo tempo ci hanno inculcato l'idea che sfruttare il fascino femminile sia sbagliato: ma perché le donne non dovrebbero approfittare del proprio vantaggio?





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8 maggio 2012

wakamatsu

Nicola Boari

Wakamatsu Koji. Il piacere della distruzione

Falsopiano, 2012

La filmografia unica e sorprendente di un maestro del cinema giapponese.“...L'orrore fisilogico di Wakamatsu per il pregiudizio scavalca l'assassinio individuale per approdare all'assassinio e alla carneficina di massa” Nagisha Oshima





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8 maggio 2012

letteratura contemporanea

Carlo Tirinanzi De Medici

Il vero iconvenzionale

UTETuniversità, 2012

"Scrivere della contemporaneità, specie se si esce dalla modalitàsemplicistica della recensione e si vuole progettare strutture più ampie, significa costruire sulla sabbia, a poca distanza da quel mare che forse si riprenderà il posto dove abbiamo tentato di edificare"."Il vero e il convenzionale" studia il romanzo occidentale contemporaneo attraverso un'attenta e sofisticata selezione di opere(Pastorale americana, Il mal di Montano, Troppi paradisi, Underworld,Le particelle elementari e Le benevole), scelte in quanto capaci disegnare la nostra epoca e, forse, la storia letteraria presente efutura. Il libro si occupa di un tema tanto centrale per la storiadel romanzo quanto poco indagato nella seconda metà del Novecento,il realismo, e lo fa da una prospettiva innovativa e originale.L'autore adotta uno sguardo sovranazionale e suddivide le possibili strategie contemporanee di rappresentazione della realtà in"convenzionaliste", ancorate a un modello forte ditradizione letteraria (da Stendhal a Proust), e "veridiche",nelle quali l'effetto di realtà è dato dalla sovrapposizione tra mondo attuale, quello in cui viviamo noi lettori, e mondo possibile del romanzo. Tirinanzi De Medici racconta la contemporaneità senza rinunciare all'approfondimento storico delle forme e dei generi.




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8 maggio 2012

psicologia analitica

Anima & Terra”1

Falsopiano, 2012

L'indirizzo comune può riguardare solo i grandi temi trattatati, concernemti la psicologia analitica e l'ecologia sociale, il più possibile correlate” (Franco Livorsi, direttore) 




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7 maggio 2012

poesia visiva

CENT'ANNI DI SCRITTURA VISUALE IN ITALIA 1912-2012. I classici
Ivrea, Museo della Carale Accattino, dal 5/5 al 16/9/2012
La Mostra è dedicata agli artisti, tuttora viventi, che parteciparono nel 1973 alla mostra organizzata da Luigi Ballerini alla GAM di Torino. Opere di: Nanni Balestrini, Mirella Bentivoglio, Ugo Carrega, Arrigo Lora Totino, Stelio Maria Martini, Giulia Niccolai, Anna Oberto, Lamberto Pignotti, Sarenco, Gianni Emilio Simonetti, Carlo Alberto Sitta, Rodolfo Vitone. (In attesa della retrospettiva, vengono pure esposti alcuni disegni di Martino Oberto OM, tra i quali l'Angelo bianco, da poco ritrovato)




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7 maggio 2012

gola

Florent Quellier

Gola. Storia di un peccato capitale

Dedalo, 2012

L'uomo mangia e beve non solo per una necessità fisiologica. Certo, l'alimentazione è essenziale per la sopravvivenza, ma molto presto nella storia essa è diventata un valore aggiunto in grado di influenzare la qualità stessa della vita. L'autore prende le mosse dal Medioevo, quando il piacere legato al cibo, o meglio la ricerca di tale piacere viene identificata dal cristianesimo come uno dei sette peccati capitali, la gola, le cui radici sono ricondotte al peccato originale. Ha così inizio un itinerario storico, in cui la gola accompagna l'uomo nella sua evoluzione culturale, rispecchiandone inclinazioni, aspirazioni, contraddizioni. Da sinonimo di ingordigia e voracità a principale spunto di fantasie utopiche, da pomo della discordia tra protestantesimo e cattolicesimo, fino alla sua rilettura moderna in chiave di scienza gastronomica e fenomeno di costume, la gola mostra tutta la sua ambiguità e un'inesausta capacità di suscitare le discussioni più accese. A tavola si mangia, si beve, ma si fa anche molto altro... Il libro è arricchito da uno splendido corredo iconografico, immagini tanto belle a vedersi quanto funzionali a una più efficace comprensione del discorso storico.




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6 maggio 2012

fuck you - sanders

Ed Sanders

FugYouAn Informal Historof the PeacEye Bookstore* thFucYou PressthFugsand Counterculture in thLower EasSide

DaCapo Press, 2011

FugYou is Ed Sanders's unapologetic and often hilarious account of eight key years of "total assault on the culture," to quote his novelist friend William S. Burroughs. FugYou traces the flowering years of New York's downtown bohemia in the sixties, starting with the marketing problems presented by publishing Fuck You / A Magazine of the Arts,as it faced the aboveground's scrutiny, and leading to Sanders's arrest after a raid on his Peace Eye Bookstore. The memoir also traces the career of the Fugs--formed in 1964 by Sanders and hisneighbor, the legendary Tuli Kupferberg (called "the world'soldest living hippie" by Allen Ginsberg)--as Sanders strives to find a home for this famous postmodern, innovative anarcho-folk-rockband in the world of record labels.




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6 maggio 2012

fluxus

FluxusJUBILEUM.L'ultima avanguardia nelle collezioni venete
Treviso, Palazzo Giacomelli, dal 5 al 27 maggio 2012
In occasione del festeggiamento del 50°Anniversario della nascita del movimento. Sono esposte una cinquantina di opere dei principali esponenti di Fluxus, provenienti da collezioni venete, che evidenziano l’importanza che ha avuto il movimento Fluxus in questa regione, grazie sopratutto all’attività di collezionisti come Luigi Bonotto e Francesco Conz i quali, fin dagli Anni Sessanta, hanno fatto nascere e crescere un interesse culturale e collezionistico verso questa avanguardia che,proprio nel Veneto, ha avuto uno dei luoghi fondamentali della sua diffusione e produzione in Europa. Nel periodo della mostra TRA-TrevisoRicerca Arte organizzerà eventi, convegni, proiezioni di video. (In collaborazione con Unindustria Treviso, Archivioo Bonotto e Archivio Conz. A cura di Valerio Dehò)




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6 maggio 2012

flannery o'connor

Flannery O'ConnorSola a presidiare la fortezza.Lettere (A cura di OttavioFatica. Minimum fax 2012)

(Giuseppe Ceretti, “Sole24ore”,20 aprile 2012) Da qualsiasi parte lo prendi, l'epistolario di Flannery O'Connor ha ildono raro di destare interesse, né apparire mai banale. Ciò per unasola, semplicissima ragione: l'autrice ci trasmette con naturaleimmediatezza l'infinita passione per la parola scritta, poco importase per riferirci della scoperta di Proust dopo tanta diffidenza o perconfessare le gioie che le procura il carrello della nuova macchinada scrivere elettrica.

Sentite che cosa risponde a Ben Griffith, che ringrazia per una recensione e che a sua volta le ha sottoposto un racconto: "La cosafondamentale è avere sempre i personaggi davanti agli occhi. Leientra nella mente del vecchio prima ancora di dirci che aspetto ha.Deve imparare a dipingere con le parole. Piazzi il vecchio come primacosa, in modo che il lettore non lo possa evitare. Naturalmente deveimparare a farlo con discrezione". E più in là, alla cara amica di una vita, la misteriosa "A": "Ogni volta che il narratore onnisciente adotta lo stesso linguaggio dei personaggi, un'opera narrativa perde tensione e cala di tono".

Ironica,colta, visionaria, Flannery O' Connor è partecipe dei diversi fattidel suo tempo, li commenta senza remore , prende parte senza tuttaviamai avanzare pretese. Come nella stesura dei suo romanzi, non segueuno schema: "Devo scrivere per scoprire che cosa sto facendo.Non so mai bene cosa penso finché non vedo cosa dico; dopodichédevo dirlo e ridirlo".

Quante vite ha vissuto Flannery? Così verrebbe da chiedersi se non si sapesse quanto della sua breve esistenza abbia trascorso sola nellasua fortezza, Andalusia, la casa di campagna in Georgia. Lo spiega la stessa scrittrice nelle prime pagine, mostrando la straordinariacapacità di raccontare un male tremendo, soggiogandolo con leparole, tenendolo a freno: "Non me la passo tanto male, checchése ne dica. Ho una malattia che sin chiama lupus e prendo unamedicina che si chiama ACTH e tra l'una e l'altra tiro a campare. Illupus è una di quelle cose nella sfera reumatica; va e viene, quando viene mi rintano e quando va esco allo scoperto".

Mai,in nessuna lettera, c'è una concessione al terribile morbo che haminato all'origine il suo corpo. Cinque giorni prima di morire, asoli 39 anni, si scusa per non avere inviato dei racconti con unlapidario: "sono stata troppo male per batterli a macchina"."Leggendola- spiega nella sua bella presentazione OttavioFatica- capiamo perché non bisogna chiedere che malattia ha unapersona, bensì con chi ha a che fare la malattia".
Ognilettera del fecondo epistolario è un piccolo inno alla vita: lo èquando spiega all'amica "A" in che cosa consista la suafede e il suo essere cattolica sino in fondo. "Scrivo perché enon sebbene sia cattolica. Però sono una cattolica singolarmentedotata di coscienza moderna, della specie che Jung definisceastorica, solitaria e colpevole. Esserne dotati all'interno dellaChiesa significa portare l'inevitabile fardello del cattolicoconsapevole". E ancora "per me un dogma è solo una via d'accesso alla contemplazione ed è uno strumento di libertà e non di costrizione".

Il percorso che Flannery O' Connor ci propone con le sue lettere è denso di citazioni, giudizi anche taglienti sugli scrittori che incontra, dall'amata Simone Weil ai signori Truman Capote e Tennessee Williams "che mi danno il voltastomaco". Sempre resta fedele al principio che lo scrittore di narrativa non afferma, ma mostra, raffigura. Se scrivi di persone volgari, devi dare provadella loro volgarità mostrandole all'opera, evitando tuttavia i peccati peggiori: la pornografia e il sentimentalismo.

Flannery si racconta in ogni pagina, mantenendo inalterata la sua capacità distupirsi e di lasciarsi coinvolgere. Una divoratrice di letteraturache non teme di farci sapere d'essersi avvicinata a Proust solocostretta dal male che la inchioda a letto e sollecitata dal regalodi un amico che le porta A la recherche du temps perdu: "Sperodi non rimanere qui tanto da leggerlo". Poi in realtà lo leggee confessa: "Non mi aspettavo di gustarmelo tanto".

Così è Flannery O' Connor. A epitaffio ci piace riportare l'episodio checita in una delle ultime lettere.

"All'arrivo,quando ho lasciato i dati all'accettazione (in ospedale, ndr) la tipa, capelli color carota e occhiali in tinta, mi ha chiesto presso chi ero impiegata". "Lavoratrice autonoma" faccio. "Di che si occupa?" fa lei. "Sono una scrittrice" dico. Lei smette di battere a macchina e un attimo dopo fa: "Che?""Scrittrice" dico. Lei mi guarda un po' e poi fa: "Come si scrive?".





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5 maggio 2012

métiers du cinéma

1895-Revue d'histoire du cinéman65 Histoire des métiers du cinéma en France avant 1945

AFRHC- coédité avec l'Université Rennes 2, 2012

Le cinéma est l'exemple type de la création artistique collective. Eneffet, l'œuvre cinématographique implique un grand nombre de collaborateurs artistiques, de partenaires économiques, industrielset politiques pour sa création. Étudier ces professions exige unecapacité ou du moins la volonté d’excéder la discipline «cinéma », soit dans l’approche (la sociologie), soit dans la façon d’interroger les objets. Car c’est l’inscription dansles pratiques antérieures, diverses et déjà pensées, qui expliquela constitution, l’organisation, les luttes de pouvoir et dereconnaissance des métiers du cinéma. Ainsi, comment comprendre lemétier de scénariste sans l’ouvrir à la question du statut et dela rétribution des auteurs de théâtres et des écrivains ? Il enest de même pour les autres métiers dont les racines s’allongent jusqu’aux champs voisins, et qui ne peuvent donc être étudiés avec une visée strictement « cinéma ». C’est le cas du décorateur, du « compositeur de musique pour films », du «monteur », de l’artiste (ou acteur) cinématographique, des ingénieurs du son. Il faut, chaque fois, réinterroger la pertinence des « métiers du cinéma », voire leur existence.




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5 maggio 2012

arie del tempo - ercolani

Movimenti Parole Segni Suoni

Genova, Le Arie del Tempo/via Lomellini 3/3, sabato 5 maggio 2012 ore 17.30

Marco Ercolani:SENTINELLA (Carta bianca, 2011) - TURNOdi GUARDIA (Il Canneto editore, 2011)
Giuseppe Zuccarino e Luigi Sasso dialogano con l'autore
Intervento visivo: Il sogno possibile: Oltre i cancelli - Progetto dellAssociazione le Arie del Tempo a cura di Luisella Carretta eMarco Ercolani




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5 maggio 2012

l'indice

(...)

L'indice dei libri dell'anno2011

Ugo Mursia, 2012

"Continua a scegliere" è stato lo slogan usato nel 2011 da "L'Indice dei libri del mese", la nota rivista italiana di recensioni. Ma come orientarsi fra le decine di migliaia di titolipubblicati, tra le roboanti campagne pubblicitarie, nella vorticosarotazione dei volumi? Una risposta è questa guida ragionata redattadai recensori dell'"Indice" che, settore per settore, hannoselezionato cinque titoli che per contenuti e originalità meritanodi essere letti. Una classifica di qualità che, per una volta,sfugge alle logiche del marketing e riporta l'attenzione sul libro esui suoi contenuti. Una selezione ragionata che non risponde allemode effimere, ma vuole fornire al lettore tutti gli strumenti perscegliere liberamente. Seguendo una divisione per argomenti, nell'ambito della produzione libraria italiana, europea e mondiale,si spazia dalla narrativa alla storia, dalle scienze alla religione,dall'arte alla filosofia, dall'economia alla scuola, dai noir aigraphic novel. Forse non sarete d'accordo su tutto, ma certamentenegli interventi proposti troverete molte opportunità di recupero eriscoperta di una produzione editoriale nella quale si rischia diperdere l'orientamento.




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4 maggio 2012

eurasia - goody

Jack Goody

EURASIAStoria di un miracolo

ilMulino, 2012

L'idea di un predominio europeo nella storia mondiale ha ispirato molteteorie della società e della cultura. Si riteneva che dall'antichità al capitalismo, attraverso feudalesimo e Rinascimento, vi fosse una progressione lineare che in Europa aveva trovato compimento. Ancora oggi molti credono in un "miracolo" europeo cui sarebbedovuta la supremazia globale dell'Occidente. Goody smantellasistematicamente questa visione eurocentrica. Se un miracolo si è davvero dato, ha avuto per protagonista non l'Europa, ma l'Eurasia, a partire dalla rivoluzione urbana e dall'invenzione della scrittura,che interessarono Medio Oriente, Cina e India ben prima del nostrocontinente. Iniziò così uno scambio di esperienze e conoscenze traOriente e Occidente che li ha visti alternarsi nel ruolo dileadership. Se con il Rinascimento l'Europa avviò, graziesoprattutto alla secolarizzazione della cultura, un lungo ciclo di crescita, questa supremazia sembra oggi giunta ad esaurimento, con il ritorno del testimone nelle mani dell'Oriente.




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