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Diario


24 settembre 2016

las casas

Luca Baccelli

Bartolomé de Las Casas. La conquista senza fondamento

Feltrinelli, 2016

La globalizzazione ha cinque secoli di vita. L'Europa inaugura la globalizzazione con la scoperta dell'America, e la conquista e distruzione degli "altri", degli "indigeni", degli "stranieri". Proprio per questo, da subito, l'Europa della globalizzazione e della colonizzazione diventa uno straordinario e combattutissimo laboratorio di pensiero. Idee, iniziative, resoconti più o meno fantasiosi dalle colonie, leggi più o meno efferate promulgate dai grandi paesi colonizzatori: un'intera galassia culturale fiorisce e si mette in movimento nel tentativo ora di giustificare ora di temperare la violenza della conquista. Chi sono "gli altri", animali da macello, utili schiavi, buoni selvaggi, nostri simili? Un gesuita spagnolo, Bartolomé de Las Casas, cappellano nelle colonie, responsabile della diffusione del verbo cristiano nei possedimenti d'oltreoceano, teologo raffinato e disincantato uomo di potere, inizia a interrogarsi con onestà e radicalità inedite sulla sua presunta missione civilizzatrice e sui suoi malcapitati destinatari. Mette al servizio di questa causa i tesori della sua formazione teologica e della sua astuzia di politico. Inizia ad aprire spazi di dubbio e di riflessione impensabili. Si adopera fattivamente per fermare il massacro. Non ci riesce, e viene accusato di tutto e del contrario di tutto. Chi siano gli altri, e chi siamo noi per gli altri, è la domanda di Bartolomé ed è, più che mai, la domanda che inquieta il nostro tempo.




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23 settembre 2016

kubrick

Alison Castle

The Stanley Kubrick archives

Taschen, 2016

Nel 1968, in risposta a una domanda sul significato metafisico di 2001: Odissea nello spazio, Stanley Kubrick disse: "Si tratta di un messaggio che non ho mai voluto veicolare a parole. 2001 è un'esperienza non verbale... Ho cercato di creare un'esperienza visiva che evitasse ogni tipo di categorizzazione e che penetrasse direttamente nel subconscio con un contenuto emozionale e filosofico". Ora disponibile nella popolare collana Bibliotheca Universalis, The Stanley Kubrick Archives prende a prestito la filosofia del regista. Dalla scena di apertura de Il bacio dell'assassino all'inquadratura finale di Eyes Wide Shut, tutti i film di Kubrick sono presentati in modo da colpire il lettore con i loro seducenti fotogrammi. Una sezione dedicata del libro porta in vita il processo creativo dietro la regia di Kubrick presentando una notevole collezione di materiali tratti dai suoi archivi, tra cui progetti di scenografie, schizzi, lettere, documenti, sceneggiature, bozze, note e programmi delle riprese. Il materiale visivo è accompagnato da saggi di studiosi di Kubrick, articoli scritti da e dedicati al regista e una selezione delle sue migliori interviste. Il risultato è un viaggio visivo, documentale e scientifico.




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23 settembre 2016

arte - camec

VITAMINE. Tavolette energetiche
La Spezia, Camec, 24 settembre

Dopo il successo dei precedenti appuntamenti, il progetto itinerante Vitamine. Tavolette energetiche è giunto al suo finissage. Sabato 24 settembre 2016 a partire dalle ore 15.00 avrà luogo presso il CAMEC di La Spezia l’ultimo vitaminico evento dedicato alla singolare raccolta che è stata ospitata nei più importanti musei e spazi espositivi italiani. (A cura di Laura Monaldi)




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21 settembre 2016

stile - lolita

Giulia Pivetta

Lolita. Icona di stile

24Ore, 2016

Non più bambina, ma non ancora donna, il nome Lolita racconta uno degli aspetti più misteriosi che riguardano la femminilità: il delicato momento di passaggio tra l'età infantile e l'adolescenza. Con nomi come Brigitte Bardot, Alicia Silverstone e Twiggy questo personaggio ha superato confini geografici per diventare un'icona pop, centrale nella cultura contemporanea. Qui sono raccolte le sue principali sfaccettature ed evoluzioni stilistiche, fatte anche di bronci e capricci: dettagli fugaci immortalati dallo sguardo di artisti come David Hamilton, Wes Anderson, John Galliano e Alexander McQueen. Lolita incarna il mito antico della giovinezza, un vero e proprio cult della nostra epoca, che oggi influenza milioni di donne nel mondo.




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20 settembre 2016

gioco - buffoni di corte

Bisceglia – Ceriana – Mammana (a cura di)

Buffoni, villani e giocatori alla corte dei Medici

Sillabe, 2016

Il volume è il catalogo della mostra di Firenze (19 maggio - 11 settembre 2016). La mostra raccoglie ed espone un tema interessante di pittura 'di genere' su quei personaggi che circolavano alla Corte dei Medici come buffoni, giocatori e nani venuti dal contado ma anche da lontano al seguito di granduchesse e principesse promesse spose. Le opere esposte di epoca compresa tra Seicento e Settecento, prevalentemente provenienti dai depositi della Galleria Palatina, illustrano soggetti figurativi bizzarri ed hanno notevole importanza perché creati da artisti del calibro di Suttermans, Giambologna, Bronzino e Gabbiani. Tra i soggetti più famosi rappresentati si ricordano Meo Matto, il nano Morgante e Gabriello Martinez che rallegravano e intrattenevano gli ospiti illustri dei Granduchi. Un secondo itinerario si snoda nel Giardino di Boboli dove sono presenti sculture particolari tra le più note è certamente la fontana del Cioli che ritrae il nano Barbino a cavallo di una tartaruga. Il volume è corredato da saggi di storici dell'arte noti come Heikamp, Griffo, Mammana, Diana e Girimonti Greco con Giovannoni.




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20 settembre 2016

male - satana

Federico Bellini

Gli arconti, i dominatori del mondo. Il male occulto tra Satana e Lucifero

Risveglio, 2016

Un lungo viaggio negli abissi umani e universali, un'indagine sul Male Occulto che attanaglia il nostro pianeta tra le influenze di Satana e Lucifero. Un'analisi delle forze arcontiche che controllano, governano, manipolano il genere umano.




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18 settembre 2016

beccaria

V. Ferrone – G. Ricuperati (a cura di)

Il caso Beccaria. A 250 anni dalla pubblicazione del «Dei delitti e delle pene»

il Mulino, 2016

Cesare Beccaria ha cambiato il nostro modo di pensare il diritto di punire e la stessa idea di giustizia, ponendo al centro del suo ragionamento la difesa dell'uomo dall'uomo stesso. Il suo pensiero è sempre attuale e in occasione dei 250 anni dalla pubblicazione del Dei delitti e delle pene l'attenzione internazionale verso l'illuminista milanese è stata altissima. Perché tanto clamore e coinvolgimento emotivo? Nel Settecento Beccaria era stato osannato come una celebrità internazionale, ma aveva al tempo stesso suscitato critiche velenose. Ancora oggi, nonostante i molti riconoscimenti, le sue pagine riescono a causare profonda irritazione fra i giuristi. Cosa racchiude di speciale e di perennemente attuale quel pamphlet ancora capace di scuotere le coscienze e di porre interrogativi sulla pena di morte, sulla pratica umanitaria della giustizia e più in generale sulla natura profonda e la legittimità del diritto di punire? Questo volume offre una ricognizione dei più recenti studi storici internazionali su Beccaria e una verifica dell'attualità del suo pensiero.




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17 settembre 2016

fotografia - rheims

Remy Patrick - Bettina Rheims

Bettina Rheims. Ediz. inglese, francese e tedesca

Taschen, 2016

Fin dalle prime immagini realizzate sul finire degli anni Settanta, Bettina Rheims si è sottratta a quanto vi è di più ovvio e scontato. Dalle serie incentrate sulle spogliarelliste di Pigalle (1980) fino al ciclo sulla vita di Gesù in I.N.R.I. (1998), dalle pubblicità per Chanel a Gender Studies (2011), la sua opera ha sbaragliato l'iconografia tradizionale e sollecitato senza tregua il delicato punto di rottura tra due delle più grandi preoccupazioni umane: la bellezza e l'imperfezione. Questa Collector's Edition in edizione limitata ripercorre, con oltre 500 scatti, i 35 anni di carriera di una delle fotografe più provocatorie, ipnotiche e all'avanguardia. Selezionata e montata personalmente da Bettina Rheims, la collezione di immagini giustappone serie celebrate come Chambre Close a tanti scatti d'archivio finora inediti. In un catalogo a parte, un "diario privato" regala al lettore racconti dietro le quinte e memorie personali.




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16 settembre 2016

bibbia

Mauro Biglino

Il falso testamento. Creazione, miracoli, patto d'allenza: l'altra verità dietro la Bibbia

Mondadori, 2016

Che cosa ci rivelano gli studi di genetica sul racconto della creazione? Come si possono facilmente spiegare alcuni episodi di miracoli e guarigioni narrati nella Bibbia? Quali scenari si aprono se si scopre, da una traduzione attenta e letterale, che la "gloria" di Dio era probabilmente una vera e propria arma fisica? Perché ci sono somiglianze così sorprendenti tra i comportamenti di Yahweh e quelli degli dei dell'era classica descritti nell'Iliade e nell'Odissea? Che cosa emerge da uno studio attento del presunto patto di alleanza tra Dio e gli uomini? E quale luce getta tutto questo sui Vangeli? Questo libro è il nuovo sconvolgente capitolo dell'opera di rilettura che Mauro Biglino sta compiendo da anni sulle Sacre Scritture. Un cammino iniziato con le traduzioni della Bibbia compiute dallo stesso Biglino per le Edizioni San Paolo e che sta suscitando l'interesse di un numero sempre crescente di persone in Italia e all'estero.




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15 settembre 2016

western


Francangelo Scapolla

La leggenda del western. Da John Ford a Quentin Tarantino

il Melangolo, 2016

Il western classico hollywoodiano, che André Bazin definiva "il cinema americano per eccellenza", ha rappresentato, per intere generazioni, una realtà assolutamente magica e coinvolgente: gli spettatori avevano come unico interlocutore uno spazio, lo schermo, dove si muovevano i divi/eroi e si sviluppavano le trame, nelle quali gli stessi venivano proiettati, subendo un processo di seduzione e di identificazione con i protagonisti del film, di cui le componenti essenziali erano l'epica, l'avventura, le sconfinate praterie, le guglie della Monument Valley, l'incanto e lo spettacolo della natura. Il talento e il genio di autori quali ]ohn Ford, Raoul Walsh, Howard Hawks, Anthony Mann, Delmer Daves ha contribuito in modo determinante e fondamentale a nobilitare e ad arricchire il genere, così come la presenza di interpreti affascinanti come Gary Cooper, John Wayne, Henry Fonda, James Stewart, Randolph Scott, per citare i più noti. Il testo non si limita all'analisi delle opere appartenenti all'epoca d'oro del cinema classico americano: si occupa, ovviamente, anche dell'intera filmografia western successiva, dai primi anni Sessanta agli "spaghetti western", dai film della New Hollywood a quelli del revisionismo, dal cinema western dei nuovi autori fino a "The Hateful Eight" di Tarantino. Non è possibile analizzare in profondità l'intera storia del western in un breve saggio, ma è importante offrire ai lettori una panoramica che ne evidenzi gli elementi e le caratteristiche essenziali.






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14 settembre 2016

albert spaggiari

Giorgio Ballario

Vita spericolata di Albert Spaggiari

Idrovolante, 2016

Luglio 1976: una banda di scassinatori penetra nel caveau della principale banca di Nizza, forza le cassette di sicurezza e porta via denaro, oro e gioielli per un valore attuale di 30 milioni di euro. I ladri sono passati per le fogne cittadine e lavorando per più di un mese hanno scavato un cunicolo di otto metri. Sul muro, in segno di scherno, scrivono una frase che rimarrà famosa: "Senza odio, senza violenza, senza armi". È la firma di Albert Spaggiari, il "cervello" della gang delle fogne che in Francia diverrà ineguagliabile esempio di ladro gentiluomo, avventuriero e "primula rossa" in sfida perenne con la giustizia. Paracadutista volontario in Indocina poi militante dell'OAS, Spaggiari verrà arrestato, riuscirà ad evadere in modo rocambolesco e rimarrà latitante per dodici anni fra Italia, Spagna e Sudamerica. È morto, libero, in Italia nel 1989, a fianco di Emilia, la donna che l'ha amato e accompagnato durante la lunga fuga.




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14 settembre 2016

outsider art

Ogni cosa è sempre nuova

Genova, M & M Gallery, fino al 23 Settembre 2016

Rosangela Anelli - Francesco Maria Bibesco - Stefano Codega - Kuffjca Cozma - Umberto Gervasi - Francesco Kikko - Fabio Negri - Maurizio Zap Zappon.

Outsider Art tra invenzione, realtà, visione. A cura di Giorgio Bedoni




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14 settembre 2016

cinema

I MILLE OCCHI XV edizione | CINEMA OLTRE IL MURO DEL TEMPO

Trieste, dal 16 al 22 settembre
Si apre con il capolavoro di Carmelo Bene Nostra Signora dei Turchialla presenza della protagonista Lydia Mancinelli la quindicesima edizione del festival I Mille Occhi. L’evento è in collaborazione con CSC-Cineteca Nazionale che ne ha curato il restauro nella sua versione integrale. Sette giorni d’intense visioni tra anteprime e riscoperte assolute, senza confini né limiti all’amore per le infinite forme del cinema, con tutte le proiezioni e gli incontri a ingresso libero.

Diretto e messo in scena da Sergio M. Grmek GermaniI Mille Occhi – Festival internazionale del cinema e delle arti festeggia quest’anno i suoi primi 15 anni, riaffermando l’inconfondibile poetica – critica e curatoriale – che ne ha contraddistinto tutte le precedenti edizioni: l’esplorazione libera e trasversale del cinema d’ogni tempo, senza apriorismi né discriminazioni geografiche, storiografiche, tematiche o di genere; il dialogo con le altre arti (teatro, letteratura, poesia, musica, arti visive…) in eclettici intrecci culturali che trovano origini e sponde nel cinema senza mai esaurirvisi; l’attenzione per i formati del cinema, ritenendo essenziale riproporre i film girati in pellicola nel loro formato originario e ricorrendo al digitale solo in caso di accertata irreperibilità delle copie; non ultima, la vocazione a esplorare i margini e le zone d’ombra del cinema, in modo particolare italiano, senza per questo abbandonare i grandi autori che non cessano di essere rivelatori della vera identità del festival come del cinema tutto (di ieri e di oggi). A partire daRoberto Rossellini, che con il suo controverso film biografico su Alcide De Gasperi dà il nome all’associazione che indice il festival e allo stesso Premio Anno Uno, il riconoscimento con il quale ogni anno I Mille Occhi omaggiano la grandezza di un cineasta contemporaneo, che con particolare forza emerge da un’ultima opera ancora troppo poco valorizzata dall’establishment festivaliero o dalla critica del nostro tempo.

L’edizione di quest’anno – dal 16 al 22 settembre al Teatro Miela di Trieste, con anteprima a Roma il 13 e 14 settembre, al Cinema Trevi – Cineteca Nazionale – sceglie di premiare un regista vicino al festival triestino non solo geograficamente, lo sloveno Vlado Škafar, proponendone la personale completa, affiancandovi la mostra della pittrice e musa Joni Zakonjšek. L’omaggio al giovane cineasta, noto per essere anche il cofondatore della Cineteca Slovena e del festival Kino Otok di Izola, conferma l’interesse dei Mille Occhi per il cinema più vitale del cuore d’Europa: curato dalla drammaturga Mila Lazic, co-fondatrice del festival insieme a Sergio Germani, culminerà nella serata di chiusura con l’assegnazione del Premio Anno Uno per il suo ultimo film, la coproduzione italiana Mama, proiettato in anteprima nazionale. A conferma del fatto che I Mille Occhi intendono smentire anche quest’anno “l’idea che solo il cinema appena realizzato sia rivolto all’oggi” (S. Germani), un’ampia parte del programma 2016, curata da Olaf Möller ad ampliamento della retrospettiva del festival di Locarno, si concentra sul tema più che mai urgente ed attuale dei migranti e degli esuli visto attraverso una selezione di film tedeschi dell’era Adenauer in significativo confronto con le attuali politiche dell’Europa comunitaria, proponendo film da riscoprire di autori come Harald Braun (Herz der Welt e Solange Du da Bist) e G.W. Pabst (A Modern Hero), e tornando con due ulteriori film sull’oscura grandezza di Frank Wysbar, a cui Möller aveva già dedicato una prima personale nella scorsa edizione del festival.

Con la consueta attenzione ai punti d’incontro tra distinte autorialità del cinema, vi saranno alcune anteprime di film che legano diverse generazioni di cineasti, artisti e presenze femminili: la storica ospite e collaboratrice del festival Jackie Raynal presenta i sue due ritratti filmati del cineasta sperimentale Jonas MekasNotes on Jonas Mekas Reminiscences of Jonas Mekas (realizzato su invito di André S. Labarthe per la serieCinéastes de notre temps); mentre l’attrice icona di Walerian Borowczyk Marina Pierro sarà ospite del festival e al centro del suo trittico registico realizzato in collaborazione con il figlio pittore Alessio Pierro, proposto al festival da Cecilia Ermini: si tratta della serie di cortometraggi Floaters, In versi Himorogi, i cui due primi tasselli video vengono presentati in anteprima assoluta in una versione appositamente rimontata per quest’edizione dei Mille Occhi.

Lo sconfinamento verso le altre arti continua e si approfondisce con gli omaggi a due grandi personalità letterarie del secondo ‘900, il friulano Siro Angeli e il palermitano Franco Scaldati, quest’ultimo in un ricordo curato da Fulvio Baglivi attraverso il cinema di Franco Maresco. Al primo dei due poeti, anche drammaturgo e sceneggiatore per il cinema, è dedicato l’evento speciale di presentazione del Fondo a lui intitolato e curato da Sergio M. Grmek Germani presso la Cineteca del Friulialla presenza di Omero AntonuttiErmes Dorigo, Livio Jacob e Michele Zanetti, in ricordo del 40° anniversario del terremoto in Friuli e con un omaggio al giornalista e storico Guido Botteri, direttore della sede RAI del Friuli Venezia Giulia. Se di opere che conversano con la figura di Angeli, si proporranno in particolare quattro titoli tra film, documentari e addirittura programmi radiofonici (55” come secoli), del drammaturgo siciliano Franco Scaldati si vedrà un trittico di opere su di lui centrate e tutte realizzate dal grande Franco Maresco, regista Premio Anno Uno 2013, del quale saranno proiettati a Trieste il film biografico Gli uomini di questa città io non li conosco, presentato nel 2015 fuori concorso al festival di Venezia, il programma televisivo realizzato con Daniele Ciprì, e infine un montaggio inedito realizzato appositamente per I Mille Occhi, a partire da materiali inediti del lungometraggio di Maresco.

Il capolavoro muto di Elvira Giallanella Umanità sarà proiettato con accompagnamento musicale di Francesca Bergamasco alla voce e Alessandro Fogar al live electronics. In collaborazione con la Cineteca del Friuli anche per l’omaggio a Luca Comerio organizzato con Le Giornate del Cinema muto (e un prosieguo della già avviata rassegna sulla Grande Guerra, con il preziosissimo recupero del film televisivo Gli ultimi giorni dell’umanità di Luca Ronconi, da Karl Kraus), I Mille Occhi ribadiscono di voler ricordare i più grandi registi del cinema italiano anche dal primo giorno di proiezioni, con l’anteprima assoluta di un film di Mario Cameriniche si riteneva perduto da decenniIl documento (1939), ritrovato e restaurato dalla Cineteca del Friuli nella collezione del veneto Gian Maria Buffatti, presente alla proiezione con il figlio Michaël, il direttore della Cineteca Livio Jacob e la figlia del regista Manitta Camerini, da quest’anno entrata a far parte anche del direttivo del festival. A seguire, sempre durante la giornata inaugurale e a ricordare l’ultimo passaggio al cinema di quello stesso Ruggero Ruggeri che svetta dal cast dell’importante recupero cameriniano, si terrà un evento altrettanto speciale realizzato in collaborazione con CSCCineteca Nazionale, con la proiezione della versione integrale inedita del primo lungometraggio di Carmelo Bene Nostra Signora dei Turchi (1968), restaurata dalla stessa Cineteca (la quale, sempre in fatto di capolavori ritrovati, permetterà ai Mille Occhi di proporre anche la rara versione estesa di Paisà di Roberto Rossellini), in contemporanea nella stessa giornata alla videoproiezione del girato integrale del film, e proiettata all’attesissima presenza dell’attrice feticcio di Bene Lydia Mancinelli.

Ma i percorsi dei Mille Occhi tra le infinite storie del cinema italiano non si fermano certo alle pietre miliari già conclamate: dal secondo appuntamento con I figli di nessuno del collezionista e collaboratore del festivalSimone Starace, con rarissimi film italiani fortunosamente recuperati in pellicola dopo decenni d’oblio (tra i titoli più sorprendenti, Teheran, co-diretto dal triestino Giacomo Gentilomo e introdotto al festival dal critico e giornalista de Il giornale Maurizio Cabona) alla prima parte di un percorso di riscoperta pluriennale di cineasti veneti ingiustamente dimenticati da ogni storia del cinema, involontari propugnatori di un’idea di cinema “lontana da Roma” e oggi pienamente meritevoli di essere riscoperti e restituiti al nostro presente (dal rodigino Renato Dall’Ara, avventuroso ed emarginato cineasta degli anni ’60, al padovano Walter Santesso, noto solo come interprete del Paparazzo ne La dolce vita di Fellini eppure autore rigoroso di originali e personalissimi film per ragazzi). In stretta relazione con la discussa centralità cinematografica di Roma, infine, nonché di ulteriore rimando allo stesso Carmelo Bene e ai fermenti non solo cinematografici del ’68, non sono da dimenticare le meraviglie scelte dalla collezione di pellicole dell’Officina Film Club, in una selezione di film curata dai suoi animatori Paolo Luciani Cristina Torelli, con l’epocale film manifesto di quasi 4 ore Anna di Grifi e Sarchielli, l’apolide Claro di Glauber Rocha con Bene e il Tony Scott già filmografato con commozione da Franco Maresco, Ciao Renato! sul leggendario assessore alla cultura di Roma Renato Nicolini, e le due versioni italiano/francese di Bella di nottesuggestiva visita guidata da Luciano Emmer tra le bellezze di Villa Borghese.

Tutte le proiezioni e gli incontri sono a ingresso libero.

Il festival è finanziato da Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Kathleen Foreman Casali, con la collaborazione dei Civici Musei del Comune di Trieste, la main partnership di Cineteca del Friuli CSC-Cineteca Nazionale, la quale offre gentilmente anche lo spazio al Cinema Trevi e numerose copie rare per i giorni di programmazione a Trieste. Il festival vanta inoltre la collaborazione della Cineteca di Bologna e di altri archivi italiani ed europei.




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11 settembre 2016

rock - stefanel

Renzo Stefanel

Sesso, droga, calci in bocca. Storie del rock maledetto
Giunti, 2016

"Sesso, droga e calci in bocca" racconta in 38 storie, dalla sua preistoria all'epoca della new wave, il lato violento, sporco, indecente, volgare, sinistro e brutale del rock: in una parola, trucido. Perché il rock è stato una cosa maledettamente seria, nient'affatto carina e sorridente. Non è mai stato uno scherzo, nemmeno quando era bagordi, crapula e bisboccia; e non è mai stato alla moda, nemmeno quando era di moda. È stato uno stile di vita, prima che musicale, che nelle proprie miserie ha trovato una grandiosa ed epica nobiltà. Questo libro è il tentativo di narrarne, seppure a sprazzi, l'oscura leggenda, separando accuratamente realtà da fantasia. Qui ci sono solo sangue, fatica, lacrime e sudore. Vita vera.




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11 settembre 2016

is

Pasquale Stanziale (a cura di)

L'antispettacolo nella società dello spettacolo. Punto della situazione n. 2

Massari, 2016

Un incontro a Livorno fra teoria e situazioni urbane (a.s.); Fronteggiare lo spettacolo di Stefano Taccone; Dallo spettacolo del fantasma al fantasma dello spettacolo di Pasquale Stanziale; "Pour en finir avec le travail" di Alessandro Scuro; FaceStrike: détournare la società spettacolare dai social network di Antonio Saccoccio; Vaneigem: premesse di una teoria politica del situazionismo di Roberto Massari; Sulla teologia eversiva della fotografia situazionista di Pino Bertelli; "...lui non sposa l'imitazione" di Antonio Marchi; Teatro in birreria di Maurizio Moretti. Appendici: Michèle Bernstein: critica della separazione di Arianna Iacono; Guy Debord's critique of Religion by Anna G. O'Meara. Dis-servizio fotografico di Pino Bertelli.




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