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Diario


26 febbraio 2017

serie tv

Andrea Bernardelli

Cattivi seriali. Personaggi atipici nelle produzioni televisive contemporanee

Carocci, 2017

Negli ultimi due decenni gli spettatori di serie televisive si sono abituati alla presenza di un nuovo genere di protagonista, certamente non tradizionale. Si tratta di personaggi spesso asociali, antipatici, cattivi e moralmente discutibili che vengono definiti genericamente antieroi. Ma perché ci appassioniamo alle vicende di Tony Soprano, di Dexter Morgan, di Walter White o di Ciro Di Marzio? Attraverso quali meccanismi gli sceneggiatori ci portano ad accettare e spesso a giustificare le loro azioni criminali o comunque eticamente scorrette? Una questione la cui risposta coinvolge le relazioni tra etica ed estetica, tra narratologia e semiotica, tra Cognitive Media Theory e Television Studies. Il volume definisce in primo luogo le peculiarità delle diverse tipologie di protagonista antieroico, delle sue diverse sfumature e caratterizzazioni, per poi esplorare il panorama degli studi dedicati all'argomento dei rough heroes, di quegli eroi che sono dei "duri", degli "amabili cattivi". Le teorie illustrate sono inoltre messe alla prova applicandole ad alcune produzioni della recente serialità televisiva italiana




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25 febbraio 2017

le orme

(...)

Le orme. Dal beat psichedelico al rock progressivo (1966-1982)

Youcanprint, 2017

"Le orme. Dal beat psichedelico al rock progressivo (1966-1982)" è un volume in grande formato (30 x 21 cm) e a colori che ripercorre (grazie a fotografie, documenti, lettere private, ritagli di stampa, manifesti, cartoline autografate e materiale pubblicitario) la storia del gruppo veneziano delle Orme. Dalla nascita in pieno fermento del beat italiano, alla svolta psichedelica, dal periodo del rock progressivo all'innesto della musica classica, fino agli anni 80 e alla svolta elettro-pop. Questo libro ripercorrerà minuziosamente in ordine cronologico questa straordinaria storia (fra incisioni, festival pop, manifestazioni musicali e cambi di formazione) attraverso una documentazione biografica ed iconografica davvero incredibile e la loro discografia a 45 e 33 giri.





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24 febbraio 2017

nisargadatta

Maharaj Nisargadatta

Il nulla è tutto. Discorsi inediti

Astrolabio Ubaldini, 2017

Quest'ultimo volume di discorsi e dialoghi emerge innanzi tutto per la grande accuratezza con cui sono state trascritte le parole del Maharaj, un lume della spiritualità advaita vedanta del novecento. Tratto per lo più dalle registrazioni dei satsang pomeridiani di novembre e dicembre 1979 e poi redatto da uno dei suoi traduttori personali, il testo è una riproduzione assai fedele di quanto veniva detto nella piccola sala di Bombay, dove Sri Nisargadatta incontrava ogni giorno i visitatori e i ricercatori spirituali che venivano a trovarlo. Ma non solo ragioni storiche pesano sul grande valore del libro. Proprio a motivo della completezza del testo, l'insegnamento del grande saggio viene qui esposto in ogni suo risvolto essenziale: l'identificazione col corpo, l'illusione dell'individualità, l'io-sono (ossia la sensazione di essere), che è la lente attraverso cui la manifestazione appare davanti al testimone di tutto, l'assoluto, il parabrah-man. Per questo la lettura è quanto mai toccante, profonda, chiara, e non mancherà nel suo grande intento di sconvolgere e cancellare l'ordine concettuale con cui di solito diamo forma al mondo e agli eventi che costituiscono la nostra esperienza.




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22 febbraio 2017

talese

Gay Talese

Motel Voyeur

Rizzoli, 2017

È il 7 gennaio del 1980 quando Gay Talese, all'epoca impegnato nell'imminente pubblicazione del suo bestseller La donna d'altri, riceve una lettera scritta a mano e anonima. Il mittente è un uomo del Colorado, che dice di aver «appreso del suo attesissimo studio sul sesso in America» e «di poter contribuire con alcune importanti informazioni». Nel seguito di quella lettera l'autore rivela a Talese qualcosa di inconfessabile: alla fine degli anni Sessanta ha acquistato il Manor House Motel, alla periferia di Denver, per soddisfare le proprie tendenze voyeuristiche. Sotto il tetto della struttura ha costruito una «piattaforma d'osservazione», e da lì, attraverso dei finti condotti di ventilazione, da anni osserva gli ospiti ignari. Talese, incuriosito e intenzionato a scriverne, incontra l'uomo – Gerald Foos – in Colorado qualche settimana dopo, e visita il motel. Foos, però, dichiara di voler rimanere anonimo, il giornalista non accetta e decide che questa storia non sarà raccontata. Passano degli anni, Talese rimane in contatto con Foos, che gli invia pagine e pagine del suo Diario del Voyeur, un registro in cui ha annotato le abitudini, i vizi, le passioni dei suoi ospiti…




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21 febbraio 2017

mediocrazia

Alain Deneault

la mediocrazia

Neri Pozza, 2017

«Non c'è stata nessuna presa della Bastiglia, niente di paragonabile all'incendio del Reichstag, e l'incrociatore Aurora non ha ancora sparato un solo colpo di cannone. Eppure di fatto l'assalto è avvenuto, ed è stato coronato dal successo: i mediocri hanno preso il potere». Così questo libro annuncia l'oggetto delle sue pagine: la presa del potere dei mediocri e l'instaurazione globale del loro regime, la mediocrazia, in ogni ambito della vita umana. La trattazione che ne segue è una sorta di genealogia di questo evento che, nella prosa accattivante ed errabonda di Deneault, tocca campi differenti - dalla politica (affidata ormai al «centrismo» dei mediocri) all'economia, al sistema dell'educazione, alla stessa vita sociale - offrendo differenti modulazioni di questa forma di potere. Tuttavia, per Deneault, l'avvento della mediocrazia è impensabile senza l'avvento dell'industrializzazione del lavoro - sia manuale che intellettuale - e, in particolare, della sua espressione ultima, quella «Corporate Religion», quella religione d'impresa che pretende, nella nostra epoca, di «unificare tutto» sotto la sua egida. Oggi il termine «mediocrazia» designa standard professionali, protocolli di ricerca, processi di verifica attraverso i quali la religione d'impresa organizza il suo culto, quell'ordine grazie al quale «i mestieri cedono il posto a una serie di funzioni, le pratiche a precise tecniche, la competenza all'esecuzione pura e semplice». È il risultato di un lungo percorso che è cominciato quando il lavoro è diventato "forza-lavoro", un'esecuzione, appunto, in virtù della quale è divenuto possibile «preparare i pasti in una lavorazione a catena senza essere nemmeno capaci di cucinare in casa propria, esporre al telefono ai clienti alcune direttive aziendali senza sapere di cosa si sta parlando, vendere libri e giornali senza neppure sfogliarli». Il risultato è che oggi, nella società delle funzioni "tecniche" ("tecnica" qui designa, naturalmente il suo opposto, l'assenza totale, cioè, di "téchne", di arte e perizia), per lavorare «bisogna saper far funzionare un determinato software, riempire un modulo senza storcere il naso, fare propria con naturalezza l'espressione "alti standard di qualità nella governance di società nel rispetto dei valori di eccellenza" e salutare opportunamente le persone giuste. Non serve altro. Non va fatto nient'altro». E per affacciarsi alla vita pubblica in ogni sua forma (diventare un parlamentare oppure un preside di facoltà universitaria) non occorre altro che occupare «il punto di mezzo, il centro, il momento medio elevato a programma» e abbracciare nozioni feticcio quali «provvedimenti equilibrati», «giusto centro» o «compromesso». Insomma, essere perfettamente, impeccabilmente mediocri.





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21 febbraio 2017

italia - musica

Michele Bovi

Note segrete. Eroi, spie e banditi della musica italiana

Graphofeel, 2017

Il racconto, vivace e documentato, delle sconcertanti connessioni tra musica italiana, servizi segreti e malavita organizzata. Testimonianze e fotografie ci conducono nel mondo dei grandi della musica leggera, raccontandoci come ogni locale notturno del dopoguerra sia stato ritrovo di terribili banditi e assieme palestra di eroici, straordinari artisti da Renato Carosone a Fred Buscaglione, da Bruno Martino a Fred Bongusto, da Sergio Endrigo a Lucio Battisti.




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20 febbraio 2017

cubeddu

Raimondo Cubeddu
LA NATURA DELLA POLITICA

Cantagalli, 2017

Il volume ha per oggetto l'incertezza, la natura e i limiti della politica. Problemi ai quali si stenta a dare risposte convincenti anche perché la politica, un'attività ricca di seduzioni che a causa della sua importanza suscita da sempre inesauste passioni, grandi aspettative e un'inarrestabile espansione, ha sempre offerto di sé uno spettacolo controverso se non deplorevole. Il tema del libro, prendendo atto del fallimento dei tentativi di renderla meno coercitiva ed invasiva, è quindi la possibilità di fare a meno della politica.




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19 febbraio 2017

hollywood

Andrea Indiano

Misteri tra le stelle. Hollywood noir 

Vololibero, 2017

Hollywood Noir raccoglie dieci dei misteri più incredibili avvenuti in questa cittadina californiana, sempre baciata dal sole, ma capace di nascondere un lato macabro destinato a venire a galla. A distanza di decenni alcune morti che hanno funestato il mondo del cinema restano avvolte nel mistero e molti avvenimenti sono stati tenuti nascosti per troppo tempo. Racconti che mischiano realtà a fantasia, segreti diventati leggende. Queste sono le storie che definiscono la realtà di Hollywood. Dove ogni attore ha un ruolo da recitare, spesso anche nella vita vera. Si dice che il cielo di Los Angeles sia il più inquinato del mondo, per questo di sera è quasi impossibile vedere le stelle. A Hollywood la notte non è mai del tutto nera, in compenso sono le storie di chi ci vive a essere noir. Chi si aspetta di trovare risposte vedrà moltiplicate domande e curiosità. Non per nulla su questo tema si sono già cimentati tanti autori. Persino trasmissioni televisive di culto se ne sono occupate. E continuano a occuparsene.




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18 febbraio 2017

didi coppola

A pennello” L’opera in immagini di Gianluigi “Didi” Coppola

Chiavari, Palazzo Ravaschieri e Palazzo Rocca, dal 18 febbraio al 19 marzo 2017

Resterà aperta dal 18 febbraio al 19 marzo la mostra A pennello”: l'opera in immagini di Gianluigi 'Didi' Coppola, voluta dalla Società Economica di Chiavari e dal Comune di Chiavari per ricordare, a poco più di un anno dalla scomparsa, il pittore, illustratore, fumettista la cui importante carriera figurativa si è svolta nell'arco di sessantacinque anni tra Italia e Gran Bretagna. L'articolata attività espressiva di Coppola ha avuto inizio nel campo del fumetto, si è poi sviluppata nel settore dell'illustrazione editoriale e si è conclusa con la pittura di mare, senza dimenticare una divertita attività collaterale di ritrattistica e caricatura. La mostra documenta queste quattro facce complementari di una personalità artistica e umana ricca di pregi e di sfumature.




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15 febbraio 2017

potere - filo spinato

Olivier Razac

Storia politica del filo spinato. Genealogia di un dispositivo di potere 

Ombre corte, 2017

Vecchio più di un secolo, il filo spinato non è mai stato un semplice attrezzo agricolo. Quasi subito si è mostrato uno strumento politico di grande rilevanza, la cui efficacia gli ha garantito un ruolo di primo piano in tre delle maggiori catastrofi della modernità. Negli Stati Uniti ha contribuito alla colonizzazione delle praterie del West e dunque all'ultima tappa dell'etnocidio degli Indiani d'America. Nel corso della Prima Guerra mondiale ha fortificato le trincee, dove sono morti milioni di uomini. Infine, è stato la recinzione elettrificata dei campi di concentramento e di sterminio nazisti. Ma la sua storia non finisce lì. Il filo spinato ha continuato a essere largamente utilizzato quasi ovunque: attorno ai campi e ai pascoli in campagna; in città, sui muri o sui cancelli delle fabbriche, delle caserme, delle prigioni e delle abitazioni di famiglie preoccupate. Ma anche lungo le frontiere nazionali, sui campi di battaglia o per sorvegliare uomini da far sopravvivere, da rispedire ai loro paesi, da uccidere... Tuttavia, il fatto che continui ad avere successo non significa che sia ancora il punto tecnologicamente più avanzato di gestione dello spazio. La tendenza attuale è di chiudere, gerarchizzare e controllare lo spazio con altri mezzi ben più sofisticati, ancora più leggeri e reattivi. Ma è poi così nuova questa tendenza? Contrariamente alla percezione che se ne ha, il filo spinato corrispondeva già a un allontanamento dalla pesante materialità della pietra, a una virtualizzazione delle separazioni massicce. Si trattava già di perdere in consistenza per guadagnare in potenza. Ma, in questo modo, annunciava il proprio superamento, il tempo in cui anch'esso sarebbe stato troppo vistoso e pesante, e avrebbe dovuto essere sostituito da tecniche più leggere, da dispositivi più discreti, che tracciano confini immateriali: non di legno, non di pietra né di metallo, ma di luce, onde e vibrazioni invisibili.




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14 febbraio 2017

cinema - underground - luginbühl

Sirio Luginbühl racconta il cinema underground anni '60 '70

Genova, Biblioteca Universitaria – via Balbi 40, Mercoledì 15 febbraio ore 17.30 
Mercoledì 15 febbraio alle ore 17,30 sarà presentato il volume “Scritti sparsi 1964 -2014” in cui curato da Flavia Randi ha raccolto gli scritti di Sirio Luginbühl, uno dei più importanti film-makers italiani e teorico del cinema underground. Questi scritti accompagnano uno dei periodi più fertili e intensi per le neoavanguardie nazionali e internazionali della seconda metà del '900. Saranno presenti con i loro film Massimo Bacigalupo, Università di Genova, che modererà la serata, Flavia Randi con film di Sirio Luginbühl, Raffaele Perrotta, poeta/filosofo, film-maker e autore del volume “Lo schermo negato” con lo stesso Luginbühl, Anna Oberto, artista visiva, responsabile Archivio Anna e Martino Oberto. Eccezionalmente sarà proiettato un film di Paolo Gioli, artista film-maker fotografo di respiro internazionale.

I film proiettati sono:
Sirio Luginbühl
La Scala,1968
Amarsi a Marghera (il bacio)1970
Massimo Bacigalupo
60 metri per il 31 marzo, 1968 
 Paolo Gioli
Secondo il mio occhio di vetro,1972
Anna e Martino Oberto
A proposito di Ezra Pound, 1955
Raffaele Perrotta
Verso Sirio (alza un canto e quando germinante) 1976
Michele Sambin
"Tob&Lia", 1974




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14 febbraio 2017

nouveau réalisme

Frédéric Altmann

Les archives racontent: du nouveau Réalisme à l'Ecole de Nice

Les éditions Ovadia, 2017

Cet ouvrage est une recherche en hommage aux pionniers de l'art contemporain…. le fil d'Ariane de cet ouvrage sur l'École de Nice, les archives ! Elles ont enfin la parole, un voyage de 1945 à 2016, en passant par le nouveau Réalisme aux portes de l'École de Nice car à l'évidence c'est le Nouveau Réalisme qui a fertilisé l'École de Nice.C'est aussi un devoir de mémoire de rendre un hommage aux pionniers de cette histoire qui est unique en France, en évitant bien évidemment les inévitables manipulateurs de cette tranche de vie…. qui est aussi la mienne. Ils ont dit, ils ont mémorisé, ils se sont contredit et reniés….Ben à écrit : « … Pour comprendre la chronologie de la création à Nice, il va falloir passer par l'œil d'Altmann. » Yves Klein à écrit en 1960 « Je pense que l'École de Nice est à l'origine de tout ce qui se passe depuis dix ans en Europe ». Martial Raysse a écrit en 1961 « La théorie de l'École de Nice…c'est que la vie est plus belle que tout ! » Pierre Restany à écrit, en 1991 et 1995 :« Frédéric Altmann est le Commissaire aux Comptes de l'École de Nice » Axel Ménard à écrit en 2011 « Frédéric Altmann est assurément un des critiques les plus connus et reconnus de l'École de Nice » Les limites de l'École de Nice n'ont jamais été fixées…? Alors nous allons faire revivre cette histoire par les archives…?




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13 febbraio 2017

svizzera - lottieri

Carlo Lottieri
UN'IDEA ELVETICA DI LIBERTA'. Nella crisi della modernità europea

La Scuola, 2017

La decisione del Regno Unito di abbandonare l'Unione europea obbliga a ripensare le istituzioni del Vecchio Continente. Di fronte al fallimento di un progetto, quello europeista, che ci costringe a ricercare il senso della nostra identità, può essere opportuno focalizzare l'attenzione sulla piccola Svizzera: una società posta al centro dell'Europa, ma al tempo stesso da sempre refrattaria a ogni ipotesi di dissolversi nell'Unione. Questo volume propone una riflessione sulla distanza che separa la Svizzera dei cantoni dall'Unione europea degli Stati, sposando l'idea che molto di ciò che vi è di buono in Europa giunga a noi dal persistere di logiche remote e proprie di ordinamenti basati sull'autogoverno locale. Evidenziare le ragioni della civiltà elvetica, come qui viene fatto in modo esplicito, implica pure che si accolga la tesi secondo cui per secoli l'Europa ha saputo fiorire perché ha evitato l'accentramento del potere e anzi ha scongiurato ogni tentativo di unificarla politicamente. Grazie a federalismo, democrazia diretta e neutralità, la Svizzera attuale è assai più fedele al meglio della tradizione europea di quanto non lo siano i fautori del progetto volto all'integrazione politica, dal momento che tale processo di unificazione sembra la più evidente negazione dell'eredità culturale e politica dell'Europa stessa.





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12 febbraio 2017

eliade - meditazione - yoga


Mircea Eliade

Psicologia della meditazione indiana

Mediterranee, 2017

Frutto delle ricerche condotte in India sotto la guida di S. Dasgupta e redatto nei primi anni Trenta, "Psicologia della meditazione indiana" (Psihologia meditatiei indiene) è il primo lavoro scientifico di ampio respiro del giovane Eliade: si tratta della sua tesi di dottorato, sostenuta nel 1933, che gli aprì le porte alla carriera universitaria. Il dattiloscritto della tesi fu scoperto negli archivi dell'Università di Bucarest dallo studioso Constantin Popescu-Cadem che lo pubblicò, inizialmente sulla "Revista de Istorie si teorie literarà" (1983-1985) e, successivamente (1992), come volume indipendente. Il lettore ha davanti il testo-base o lo "Yoga zero", all'origine degli sviluppi successivi sfociati nei vari libri che lo studioso romeno avrebbe dedicato all'argomento a partire dal 1936; esso getta nuova luce sull'approccio e le fonti di una ricerca sullo yoga, pionieristica e ancora in fieri, intrapresa da Mircea Eliade durante il suo decisivo contatto con la cultura indiana.





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11 febbraio 2017

coppola

Collectif

Francis Ford Coppola

Capricci Editions, 2016

Il a été le roi d'Hollywood et remporté cinq oscars dans les années 1970. Il a rêvé d'un cinéma électronique et connu la faillite dans les années 1980. Il a trouvé une synthèse entre grand spectacle et films intimistes dans les années 2000. Sans conteste, Francis Ford Coppola est l'un des réalisateurs contemporains les plus singuliers.Richement illustré en couleurs, cet ouvrage est composé de textes qui parcourent chronologiquement son œuvre, de ses débuts dans l'écurie Corman à son dernier film en date, Twixt, en passant par le pivot Apocalypse Now, notamment au fil d'un long entretien de 1979 inédit en livre.Coppola et la génération Corman - Gilles EspositoLes Gens de la pluie - Cédric AngerTrois scènes de la trilogie du Parrain - Jean-François BuiréConversation Secrète - Miguel MariasApocalypse Now - Hervé AubronEntretien avec Francis Ford Coppola (1979)Les années 1980 et le cinéma électronique - Murielle JoudetDracula - Jean DouchetJack et L'Idéaliste - Jean-François RaugerLe retour de Coppola - Mathieu Macheret




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