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9 dicembre 2016

bertolucci

Bernardo Bertolucci

Cinema la prima volta. Conversazioni sull'arte e la vita

Minimun Fax, 2016

Cineasta e cinéphile, Bernardo Bertolucci racconta se stesso e il suo cinema, dall'opera prima "La commare secca" del 1963 al più recente Io e te del 2013. Nato da anni di ricerche negli archivi delle biblioteche di cinema e spettacolo, il volume raccoglie una selezione di interviste e conversazioni pubblicate dagli esordi a oggi su riviste di cinema e spettacolo e quotidiani nazionali e internazionali, che sono spesso condotte da altri registi (tra cui Clare Peploe, Andy Warhol, Anne Wiazemsky, Robert Aldrich e James Franco) o scrittori e drammaturghi (Dacia Maraini, John Guare) e sempre accomunate da una fedeltà al presente e a quelle che egli stesso definisce «le intermittenze del cuore». Nelle parole delle interviste che hanno seguito ogni film (o a volte condotte proprio sui set dei film) si ritrova così quel giusto equilibrio tra etica ed estetica che appartiene alla sua opera, realizzata senza compromessi e con coerenza, e sempre con la consapevolezza che «la cosa più importante è rimanere fedeli a se stessi».




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9 dicembre 2016

piramidi

Marco Virginio Fiorini

L'armonia universale. Scoperte nelle piramidi le meraviglie Maat

Priuli & Verluca, 2016

Perché ci commuoviamo guardando un tramonto dai mille colori e perché ritroviamo la serenità nei petali di un flore o nel viso di un bambino? Perché rimaniamo sorpresi osservando la perfetta struttura spiraliforme di una conchiglia o quella di alcune piante come il girasole e restiamo ammirati osservando la struttura di un alveare o quella dei cristalli di neve? Perché le piramidi di Giza sono disposte in quel modo e perché realizzate con quelle misure? Ed ancora, perché in alcune tombe era presente un Cubito Reale, cioè uno strumento per misurare? Queste domande, apparentemente slegate tra loro, hanno molto in comune e contribuiscono a spiegare l'essenza di un nucleo sapienziale omogeneo che è alla base dell'Armonia di tutto il nostro universo. Il libro svela quale «filo rosso» unisca tutti questi elementi e dia un senso a quelli che sembravano misteri impenetrabili. Si entra in un mondo magico fatto di scoperte assolutamente inattese, partecipando ad una formidabile caccia al tesoro nei meandri della civiltà egizia, che ci condurrà a scoprire quali meraviglie si celino tra quei blocchi di roccia.




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7 dicembre 2016

arte - allestimenti

Francesco Poli – Francesco Bernardelli

Mettere in scena l'arte contemporanea.    Dallo spazio dell'opera allo spazio intorno all'opera

Johan & Levi, 2016

L'opera d'arte e lo spazio che la circonda vivono in un rapporto di stretta interdipendenza: questo saggio mette a fuoco tale relazione simbiotica, e lo fa attraverso una cospicua cronistoria delle principali sperimentazioni installative e ambientali dalle avanguardie fino ai giorni nostri. Un modo per ripercorrere l'evoluzione del sistema dell'arte e l'itinerario che ha condotto al paradosso postmoderno per cui collocare un qualsiasi artefatto in un particolare contesto è di per sé sufficiente affinché si compia la sua trasfigurazione in dispositivo artistico. È la cronaca di un rapporto in perenne tensione, quello fra testo e contesto, fra contenuto e contenitore. E a pungolarlo, provocando l'evoluzione non solo dell'arte ma anche delle caratteristiche degli spazi espositivi, sono sempre e soprattutto gli artisti più all'avanguardia. La loro ricerca si articola attraverso un fitto dialogo con lo spazio reale, che via via è coinvolto in maniera costitutiva nell'ideazione delle opere. Si comincia con il superamento dei limiti convenzionali del piedistallo e della cornice: il quadro, messo a nudo, esce nel mondo accogliendo nel suo recinto frammenti della realtà. Dal caso emblematico di Fontana, che nel secondo dopoguerra invade l'ambiente circostante per dare vita alle prime opere realizzate utilizzando solo lo spazio e la luce, si arriva alla creazione di installazioni di ampio impatto ambientale, spesso site-specific con gli artisti processuali, poveristi, concettuali e della Land Art tra gli altri; fino alla consapevolezza, oggi del tutto assunta, che l'opera d'arte trova la propria ragion d'essere in relazione all'ambiente e all'osmosi che con esso si instaura. Una trattazione allo stesso tempo chiara e sistematica, in cui vengono documentate anche le mostre e le rassegne internazionali più paradigmatiche fino alle esperienze più attuali; tutto questo senza ignorare l'importanza dei curatori, figure ormai onnipresenti per la loro capacità (vera o presunta) di mettere in scena eventi espositivi da considerare come produzioni creative in sé, subordinando lo spazio dell'opera allo spazio da loro gestito.




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6 dicembre 2016

artemisia gentileschi

Artemisia Gentileschi e il suo tempo

Roma, Museo di Roma, 30/11/2016 - 07/05/2017

Un viaggio nell’arte della prima metà del XVII secolo seguendo le tracce di una grande, vera donna. Una pittrice di prim’ordine, un’intellettuale effervescente, che non si limitava alla sublime tecnica pittorica, ma che seppe, quella tecnica, declinarla secondo le esigenze dei diversi committenti, trasformarla dopo aver assorbito il meglio dai suoi contemporanei, così come dagli antichi maestri, scultori e pittori. La parabola umana e professionale di Artemisia Gentileschi (1593-1653), straordinaria artista e donna di temperamento, appassiona il pubblico anche perché è vista come un’antesignana dell’affermazione del talento femminile, dotata di un carattere e una volontà unici. Un talento che le consentì, giovanissima, arrivata a Firenze da Roma, prima del suo genere, di entrare all’Accademia delle Arti e del Disegno di Firenze; che le fece imparare, già grande, a leggere e scrivere, a suonare il liuto, a frequentare il mondo culturale in senso lato; una volontà che le consentì di superare le violenze familiari, le difficoltà economiche; una libertà la sua che le permise di scrivere lettere appassionate al suo amante Francesco Maria Maringhi, nobile raffinato quanto tenero e fedele compagno di una vita. Una tempra la sua, che pure sotto tortura (nel processo che il padre intentò al suo violentatore Agostino Tassi) le fece dire: “Questo è l’anello che tu mi dai et queste le promesse”, riuscendo così a ironizzare, fino al limite del sarcasmo, sulla vana promessa di matrimonio riparatore.




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6 dicembre 2016

cinema - recitazione

Cristina Jandelli

L'attore in primo piano. Nascita della recitazione cinematografica

Marsilio, 2016

Oggi gli attori cinematografici recitano, siamo in grado di riconoscere diversi stili nelle performance dei protagonisti dei film che amiamo, ma non è sempre stato così. Quando il cinema era appena nato iniziò a prosperare grazie ad attori e attrici ma senza che loro potessero parlare. All'epoca, quando la recitazione era appannaggio dei soli interpreti teatrali, non aveva alcun senso immaginare un gesto artistico nel lavoro di scritturati che si limitavano a posare: infatti si parlava al massimo di esibizione e i personaggi cinematografici cominciavano appena a comparire. Il libro vuole spiegare due cose: come sia avvenuto il passaggio dalla casualità con cui i primi volti del cinema, posti davanti alla macchina da presa, hanno emozionato generazioni di spettatori e la nascita di una nuova professione artistica. Gli attori, affacciati dal grande schermo, hanno raccontato personaggi chiave delle nostre vite e lo hanno fatto recitando. Come bambini diventati adulti, prima li abbiamo amati, poi compresi. Il presente volume tenta di mostrare come e perché.




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5 dicembre 2016

massimo fini

Massimo Fini

La modernità di un antimoderno. Tutto il pensiero di un ribelle

Marsilio, 2016

A partire dal 1985 con "La Ragione aveva Torto?", un sarcastico quanto documentato pamphlet contro l'Illuminismo, Fini ha preso a demolire tutti i capisaldi della nostra società: la democrazia, l'economia, la tecnologia, la pretesa totalitaria dell'Occidente di ergersi a "cultura superiore". Fini mette a nudo le pesantissime ricadute che questo modello ha sulla nostra vita: nevrosi, depressione, alcolismo di massa, uso e abuso di psicofarmaci, droga. Questo volume raccoglie sei testi pubblicati dal 1985 a oggi. Straordinario anticipatore Massimo Fini è stato sottovalutato per decenni, ma oggi quelle che venivano considerate delle provocazioni sono diventate delle inquietanti realtà. (Prefazione di Salvatore Veca)




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4 dicembre 2016

riviste - poesia

POESIA E CONOSCENZA

Genova, Biblioteca Universitaria, Martedì 6 dicembre, h 17,00

Massimo Bacigalupo e la direttrice Donatella Bisutti presentano la rivista  

POESIA E CONOSCENZA

con Rosa Giangoia, Vivian Ciampi, Elio Gioanola, Carlo Vita, Luisella Carretta




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4 dicembre 2016

artisti - psicoanalisi

Massimo Recalcati

Il mistero delle cose. Nove ritratti di artisti

Feltrinelli, 2016

In questo libro Massimo Recalcati riprende dopo alcuni anni la sua riflessione sull'arte alla luce della psicoanalisi, muovendosi in direzione contraria rispetto al conformismo intellettuale che oggi vorrebbe sancire la morte irreversibile della pittura. Piuttosto, egli ci ricorda la grande scommessa che la ispira: è possibile raffigurare l'irraffigurabile, dare un'immagine all'inesprimibile, offrire un volto all'assoluto? È questo il compito della grande arte e il filo rosso che unisce i nove artisti italiani - Giorgio Morandi, Alberto Burri, Emilio Vedova, William Congdon, Giorgio Celiberti, Jannis Kounellis, Claudio Parmiggiani, Alessandro Papetti e Giovanni Frangi - di cui Recalcati propone un ritratto ricco di suggestioni: "Tutti questi autori sanno ancora far esistere il miracolo della pittura. Sono ancora all'altezza del compito di far esistere la pittura come apertura inaudita sull'invisibile, come invocazione e preghiera laica". L'opera d'arte ci sveglia dal sonno della realtà ordinaria e ci mette di fronte al "mistero delle cose". L'arte non è una fuga, né un rifugio dall'incandescenza e dall'eccesso del reale propri della vita e della morte, ma la possibilità di incontrarne l'alterità e di ricordarci che c'è più grazia in una bottiglia o in uno straccio che nel volto dei santi.





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3 dicembre 2016

dietro le quinte

Franco Bagnasco

Il peggio della diretta. I dietro le quinte dello spettacolo raccontati dai protagonisti

Mondadori, 2016

Che cos'è "Il peggio della diretta"? È l'imprevisto, l'impasse, il momento esilarante, imbarazzante, strano o a volte persino drammatico, che l'artista vive sul palco o dietro le quinte. Quegli aneddoti spesso inconfessabili che chi fa spettacolo consegna a qualche cauto off record nelle interviste, oppure li fa diventare la chicca segreta da raccontare alle cene tra amici e addetti ai lavori per strappare la risata. In questo libro, sottotitolato non a caso "Quello che gli artisti non dicono", cinquanta Big dello spettacolo italiano hanno accettato di raccontare in prima persona, usando come tramite un amico giornalista, alcune tra le esperienze più stravaganti o traumatiche della loro carriera. Complessivamente ci sono un centinaio di storie tutte da leggere. Per sorridere, ridere, commuoversi, stupirsi. E sicuramente comprendere meglio le fragilità e il lato umano di chi calca un palcoscenico.




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3 dicembre 2016

cina - pensiero

François Jullien

Essere o vivere. Il pensiero occidentale e il pensiero cinese in venti contrasti

Feltrinelli, 2016

Essere o vivere: due grandi prospettive, due modi di abitare il mondo, di accostarsi agli uomini e agli esseri che lo popolano. L'Europa guarda il mondo nella prospettiva dell'Essere, la Cina nella prospettiva del vivere. L'Europa vede cose, la Cina eventi. L'Europa pensa per individui, la Cina per situazioni. Noi pensiamo ad andare al di là, loro si preoccupano di stare "tra". Noi crediamo nella nostra libertà, la riaffermiamo in un confronto accanito con il mondo, loro scommettono sulla disponibilità di un contesto, si dispongono ad accompagnarne le tante trasformazioni possibili. Con questo libro, vera e propria summa di un lavoro trentennale, François Jullien ci accompagna in un viaggio affascinante attraverso venti tappe, venti incontri, venti coppie concettuali che, nella loro dissonanza, riaprono i giochi nelle nostre tranquille abitudini di pensiero. Perché Jullien non mira tanto a comparare e a scegliere, o magari a integrare e ricomporre le differenze tra Oriente e Occidente; mira piuttosto a produrre uno scarto, ad aprire un varco nello spazio grigio del pensiero globalizzato, a interrogare l'Europa dal punto di vista della Cina e la Cina dal punto di vista dell'Europa. A fare dell'una un'occasione e una risorsa per l'altra.




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2 dicembre 2016

clusone - danza macabra



Chiara Frugoni – Simone Facchinetti

Senza misericordia.     Il «Trionfo della Morte» e la «Danza macabra» a Clusone

Einaudi, 2016

Dopo il breve e innovativo articolo di Arsenio Frugoni del 1957, alla "Danza macabra" e al "Trionfo della Morte" di Clusone non sono stati dedicati altri significativi contributi storico-critici, ma solo sporadiche citazioni. Il tempo trascorso da quello studio ha spinto i due autori a riconsiderare il significato di questi temi macabri, rarissimi in Italia... Nel volume, riccamente illustrato, gli autori leggono i numerosi cartigli inseriti negli affreschi, rintracciando le fonti. Vengono inoltre identificati almeno tre personaggi fino a ora misteriosi, sempre descritti in modo vago e comunque errato e che riservano una notevole sorpresa. Il libro si propone inoltre di individuare in modo più sicuro il nome dell'autore dell'affresco del "Trionfo" e della "Danza", di cui ricostruisce la personalità artistica.





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1 dicembre 2016

venner

Dominique Venner - Un samurai d'Occidente

Chiavari, Libreria Pane e Vino, Venerdì 2 dicembre, ore 21:00

Il curatore del libro Andrea Lombardi presenta “Un samurai d'Occidente. Breviario dei ribelli” (Edizioni Settimo Sigillo) di Dominique Venner




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30 novembre 2016

fumetti - graphic novel

Andrea Tosti

Graphic novel. Storia e teoria del romanzo a fumetti e del rapporto fra parola e immagine

Tunué, 2016

La ricerca e la discussione sulla storia del fumetto - le sue origini, il suo sviluppo, la sua maturità - deve coinvolgere approcci multidisciplinari e incrociati, che siano in grado di abbracciare una moltitudine di prospettive: la storia della caricatura e del disegno umoristico, l'analisi semiotica dei linguaggi grafici, sviluppo della stampa popolare, la controversa transizione dall'idea di fumetto come passatempo per illetterati a quella di colorato intrattenimento per appassionati, a quella di forma d'arte per lettori maturi e acculturati. In quest'ultimo passaggio sono anche racchiusi lo sviluppo e la modifica nella percezione del fumetto, la quale di recente ha interessato per la prima volta nella storia una platea e un dibattito fra intellettuali e giornalisti che esula dal settore specifico del fumetto come forma di spettacolo economico a mezzo stampa e che entra nel campo della critica letteraria. Un passaggio sintetizzato nel crescente uso del termine graphic novel, 'romanzo grafico' (o 'romanzo a fumetti', appunto), a sostituire e a volte prevaricare i termini finora in uso da decenni per indicare questa forma espressiva. Questo libro, mastodontico e dettagliato trattato teorico e storico, ricompone la parabola del medium e delle modalità con le quali il rapporto fra parola e immagine è stato declinato, fin dal XVII secolo, nelle narrative visuali che hanno preceduto e accompagnato il fumetto, fino alla consacrazione di questo mezzo grafico-narrativo e alla sua recente legittimazione culturale sotto l'etichetta - a volte, spesso, mistificatoria o almeno fuorviante - di graphic novel.




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29 novembre 2016

ateismo

Gianluca Mori

L'ateismo dei moderni. Filosofia e negazione di Dio da Spinoza a D'Holbach

Carocci, 2016

Cento anni separano il "Tractatus theologico-politicus" di Spinoza (1670) dal "Système de la nature" di d'Holbach (1770), alba e tramonto di un'epoca. Un'epoca in cui si è cercato di dare una veste filosofica nuova a quella ribellione contro la teologia che è sempre stata latente, in varie forme, nella cultura occidentale, ma che soltanto tra Sei e Settecento ha raggiunto una piena visibilità e una piena consapevolezza di sé. Meteora della modernità, l'ateismo filosofico ha una sua storia, non indegna di essere raccontata, che si dipana spesso nell'ombra e quasi sempre in forma parassitaria come reazione all'imperante pensiero teologico. In realtà, c'è stato un vero e proprio ateismo filosofico, nel pensiero moderno, soltanto finché c'è stata una teologia filosofica degna di questo nome, e cioè dall'età cartesiana fino a Kant. Rompendo con una tradizione millenaria, Cartesio aveva rivendicato la possibilità di una conoscenza "chiara e distinta" di Dio, aprendo la strada a una teologia nuova, che intendeva assurgere al ruolo di scienza al pari della fisica e della matematica. Ma così come si era reso Dio oggetto di scienza, lo si era anche reso oggetto di analisi e critiche prettamente scientifiche; e così come, da quel momento in poi, lo si poteva affermare scientificamente, lo si poteva negare con altrettanta scientificità: Dio era diventato falsificabile.




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28 novembre 2016

burlesque

Julie Vesper

BurlesqueLa storia, i segreti e le immagini di un'arte che seduce gli uomini e affascina, sempre di più, anche le donne

Gremese, 2016

Questo volume propone un viaggio nel mondo dell'eros attraverso la storia del burlesque, l'arte performativa che mette la donna davvero al centro della scena. Il burlesque è seduzione, è spettacolo, è strip-tease, ma è anche (come suggerisce il nome) ironia, scherzo, sberleffo senza freni. Nato nell'Ottocento come parodia del teatro "serio", si è evoluto nel secolo successivo come provocazione e gioco erotico, definendosi via via in una serie di stilemi, icone e feticci imprescindibili: i trionfi di piume, l'incanto assassino delle guèpières e dei tacchi a spillo, le ciglia finte e le nuvole di cipria, il vedo-non-vedo dei locali fumosi e l'estetica provocante delle pin-up. Ecco dunque un racconto fatto di immagini ma anche di parole magiche poco note ai profani (bumps and grinds, teasing, tassel twirling); una passerella di miti senza tempo e dive ineffabili, dall'età dell'oro degli anni Quaranta e Cinquanta al gusto estremo del new burlesque, dai ventagli maliziosi di Sally Rand alla golosa coppa di champagne di Dita Von Teese, fino all'irresistibile sguaiataggine della taglia forte Dirty Martini. E tra uno strip e l'altro, incontreremo il circo, l'avanspettacolo, il cinema, l'arte contemporanea: tracce di un linguaggio sempre uguale a se stesso eppure in continua trasformazione, capace di incantare gli uomini e insieme di affascinare le donne, di mescolarsi e intrecciarsi sorprendentemente con l'attualità, la satira del potere, gli umori e le contraddizioni della vita.




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