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Diario


24 maggio 2017

ferrandino - balzac

Giuseppe Ferrandino 

ONORATO

Bompiani, 2017

Un giovane borghese ambizioso, pronto a conquistare Parigi e il mondo, convinto di essere destinato alla grandezza; le sue imprese letterarie, i suoi azzardi, gli investimenti sbagliati, gli amori guidati dall'interesse; l'ossessione del denaro, sempre cercato, sempre dissipato; e poi pagine e pagine di romanzi, una penna dall'energia inesauribile, il plauso dei salotti, l'eterno, torturante senso di inferiorità rispetto al mondo dei veri nobili e dei grandi ricchi che è sempre pronto a voltar le spalle a chi cerca di appartenervi. Questa è la storia narrata in prima persona di Onorato de B..., così contorta e contraddittoria da confondere anche il suo autore: in un miscuglio di bugie consapevoli e mera confusione, l'autoritratto di un grande scrittore è reso da Giuseppe Ferrandino con una lingua mimetica e originale, densa e solenne, tronfia, altalenante tra le vertigini dell'ispirazione e le piccolezze pesanti della vita di tutti i giorni.




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24 maggio 2017

nouveau réalisme

NOUVEAUX RÉALISTES. Gli anni classici 1960-1970

Ascona, Museo Comunale d'Arte Moderna, 25 maggio - 3 settembre 2017

La mostra nasce da un progetto del mercante d’arte Reto a Marca e della Direttrice Mara Folini. Presenta circa 80 opere dei protagonisti del Nouveau Réalisme , con i quali a Marca ha collaborato e ha stretto amicizie di lunga durata, a partire dal suo mentore Pierre Restanyfino agli artisti Arman, César, Rotella, Tinguely, de  Saint Phalle, Spoerri. A testimonianza di questi incontri e momenti eccezionali la mostra offre al pubblico preziosi libri degli ospiti, conservati con cura da Reto a Marca, e ritratti fotografici degli artisti Jean Ferrero e Stefania Beretta. A corollario della mostra viene proposta la visione di due documentari I Nouveaux Réalistesdi Claudio Tettamanti , un omaggio alla lunga attività di Reto a Marca, e L’Orchestra muta di Arman di Enrica Roffi , prodotto da TSI, che approfondisce la “filosofia degli oggetti” dell’artista.
Artisti in mostra:
Arman 
Stefania Beretta 
César 
Gérard Deschamps 
François Dufrêne 
Jean Ferrero 
Raymond Hains 
Yves Klein 
Heinz Mack 
Otto Piene 
Martial Raysse 
Mimmo Rotella 
Daniel Spoerri 
Niki de Saint Phalle 
Jean Tinguely 
Günther Uecker 
Jacques Villeglé




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19 maggio 2017

toppi


Sergio Toppi

BLUES

Nicola Pesce, 2017

In questo secondo volume della collana dedicata a Sergio Toppi, risaliamo alle radici del blues, quando il voodoo e la musica mostravano molti punti in comune, tanto da sembrar suonare la stessa partitura. Ogni singola tavola è un capolavoro a sé stante. Lo stile del maestro aveva raggiunto la sua piena maturità. Il volume è costituito da due storie sul “Blues”: – la prima, che dà il titolo al volume, ci racconta le vicissitudini di un sassofonista nero che riesce con la sua musica a redimere alcuni malviventi mafiosi; – la seconda, L’Erede, era stata realizzata nel 2007 dal maestro per un editore francese. Appare in Italia per la prima volta con il lettering di Sergio Toppi.





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18 maggio 2017

bruce lee

Francesco Palmieri

Piccolo drago. La vita di Bruce Lee

Mondadori, 2017

Partito da Hong Kong per l'America con cento dollari in tasca e una valigia di speranze, Bruce Lee conquistò in pochi anni Oriente e Occidente diventando uno dei personaggi più rappresentativi della contemporaneità. La sua breve vita, suggellata da una morte enigmatica il 20 luglio 1973, si è prolungata nella leggenda del Piccolo Drago, superando i confini del cinema e delle arti marziali. L'aspirazione alla saggezza e le seduzioni della fama, il taoismo e l'ambizione personale, l'obiettivo forse impossibile della liberazione da ogni schema prestabilito hanno costituito la sua sfida, il "Gioco della morte" di un uomo ricco di genio e di contraddizioni, e spiegano la durevole potenza del suo carisma universale. Questo libro ne racconta la storia dalla prospettiva inedita di chi ha percorso in prima persona i sentieri paralleli del Kung Fu e della scrittura sulle tracce del Piccolo Drago. Lungo il filo ideale teso da Bruce Lee fra Oriente e Occidente, si succedono i luoghi e i maestri, gli scontri e gli incontri la cui stessa verità compone un singolare romanzo. È il sogno di un ragazzo italiano, affascinato come tanti dai film di arti marziali, che un giorno si fa realtà nelle palestre di Hong Kong, nei suoi templi, sui tetti dei palazzi a Kowloon, dove Lee si era cimentato nei primi combattimenti e dove tornò per morire all'improvviso. Lo sguardo di Francesco Palmieri interroga sullo sfondo la cultura cinese che il Piccolo Drago, più di Confucio e più di Mao, propose a suo modo e rese accessibile al resto del mondo, rivoluzionando vecchi punti di vista e acquisite convinzioni. Ma questo libro è soprattutto un omaggio a chi continua a credere che valga sempre la pena di inseguire i propri sogni, se non altro per raccontare ciò che ne resta al termine della notte. 




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18 maggio 2017

enigmistica - gioco - semiotica

Stefano Bartezzaghi

Parole in gioco. Per una semiotica del gioco linguistico
Bompiani, 2017

Non c'è lingua e non c'è epoca in cui non si sia giocato con le parole: troviamo giochi di parole nei testi più solenni di religioni, letterature, filosofie. Sono una dimensione comune a tutti: dagli analfabeti ai premi Nobel. Ed è proprio dalla classicità e dal folklore che la cultura di massa ha ripescato le più curiose ed enigmatiche combinazioni linguistiche per adattarle alla contemporaneità. Dall'enigmistica alla pubblicità, dalla satira ai tweet, la lingua mette in gioco le parole in modo che ci avvincano ancora prima che convincerci. In queste pagine Stefano Bartezzaghi ci spiega la natura di queste scintille dell'intelligenza e ci invita ad appropriarcene.





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13 maggio 2017

ciclismo - giro d'italia

Colin O'Brien

Il Giro d'Italia. Una storia di passione, eroismo e fatica

Mondadori, 2017

Gli sprint mozzafiato, le salite mitiche, le discese vertiginose, i successi eclatanti e i crolli più drammatici, l'amicizia e l'odio, i retroscena, gli scandali: lo spaccato di un secolo di grande sport e di storia del nostro paese che tiene il lettore incollato alle pagine, lungo il tracciato di un Giro che ha attraversato la vita di cinque generazioni di italiani - Venerdì 5 maggio 2017, con la tappa Alghero-Olbia, prenderà il via il Giro d'Italia, appuntamento irrinunciabile per gli appassionati di ciclismo del nostro paese. Ma questa volta a rendere ancora più fervida l'attesa di milioni di persone c'è una ricorrenza speciale: la Corsa rosa taglia il traguardo del secolo. Saranno cento, infatti, le edizioni trascorse da quel lontano 1909 in cui l'audace trovata pubblicitaria di un manipolo di giovani e ambiziosi giornalisti della «Gazzetta dello Sport» si materializzò in un percorso di 2448 chilometri, suddivisi in otto tappe disumane, che laureò il varesino Luigi Ganna primo vincitore della competizione. Colin O'Brien, giornalista irlandese residente da oltre vent'anni in Italia, ricostruisce con magistrali pennellate la storia del Giro attraverso i personaggi che l'hanno reso unico, ricevendone in cambio l'immortalità nella memoria degli sportivi. Dalle gesta eroiche dei pionieri, tra polvere, fango, sudore e tanta improvvisazione, agli anni del dominio incontrastato di Alfredo Binda e a quelli del fascismo, che trovò nel ciclismo, una disciplina che è l'apoteosi della forza e della resistenza fisica, un efficacissimo strumento di propaganda. E poi i dualismi: dal più grande che lo sport nazionale ricordi, che spaccò il popolo italiano nelle due opposte e irriducibili fazioni dei coppiani e bartaliani, a quello del prode Gimondi, che spese la sua carriera, comunque di successo, nel vano tentativo di contrastare il dominio autocratico del «Cannibale» Merckx, al più estremo tra Moser e Saronni, diversi come l'acqua e il fuoco, l'uno espressione della dura realtà contadina, l'altro figlio della ricca borghesia industriale. Fino all'eroe più tragico, il più amato dopo Coppi, capace di far credere nella magia con la teatralità dei suoi attacchi: Pantani, vittima - come sportivo e come uomo - dell'ipocrisia del mondo delle due ruote nel suo periodo più buio. E ai campioni di oggi, Nibali e Aru su tutti, pronti a incrociare le ruote su strade sempre più curate ma che hanno mantenuto intatto il fascino di quelle sterrate d'inizio Novecento.




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13 maggio 2017

cinema - longanesi - malaparte - montanelli - guareschi

Giancarlo Mancini

Colpi roventi. I film di Longanesi, Malaparte, Montanelli e Guareschi

Bompiani, 2017

Quattro colpi, unici, secchi, roventi. Quattro film diretti da altrettanti uomini simbolo della cultura italiana del Novecento: Leo Longanesi, Curzio Malaparte, Indro Montanelli e Giovannino Guareschi. Ciascuna di queste pellicole restituisce alla memoria collettiva un momento storico imprescindibile: il 1943 e la caduta del fascismo raccontati dalle immagini di Longanesi; l'immediato dopoguerra e gli orrori della guerra civile nella rappresentazione di Malaparte; la grande crisi della sinistra italiana alle prese con i fatti di Ungheria del 1956 visti attraverso lo sguardo di Montanelli. E, infine, l'Italia del boom economico di cui Guareschi nel 1963 fa un ritratto per nulla condiscendente. Il libro, corredato da un ricco apparato fotografico e frutto di un'appassionata ricerca d'archivio, ricostruisce l'importanza e il valore di queste testimonianze di grandi penne alla loro prima e ultima esperienza dietro la macchina da presa. Film scomodi, non concilianti, che toccano temi e corde di cui pochi o nessuno, nell'Italia del dopoguerra, si voleva occupare; testimonianze preziose e per molti anni dimenticate di quattro intelligenze controcorrente.




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9 maggio 2017

canzone napoletana

Roberto De Simone 

La canzone napolitana

Einaudi “Millenni”, 2017

La canzone napoletana studiata e raccontata non nei suoi aspetti folcloristici più standardizzati, ma come mito che affonda negli archetipi musicali più antichi, come sonorità rimosse dalla memoria e affioranti dove meno te l'aspetti: in un mercatino domenicale dove si vendono dischi di prima della guerra o nel negozio di un barbiere cantante che conserva tradizioni perse nei secoli. Roberto De Simone ci conduce in una ricerca che diventa inventario di testi e musiche, ma anche racconto di personaggi, di luoghi, di rappresentazioni popolari devote e profane. Sempre nei libri di De Simone alto e basso, popolare e colto si intrecciano indissolubilmente; così avviene anche in questo libro, che insieme al saggio sul Presepe napoletano è forse il suo capolavoro, la summa delle sue ricerche e della sua antropologia culturale. Dunque nelle pagine della Canzone napolitana l'arte canterina di un anonimo venditore ambulante e la raffinata poesia di Salvatore Di Giacomo vanno a braccetto fra loro, come i melodrammi di Rossini e Donizetti e la performance di tre femminelli in processione a un santuario. L'alternanza fra capitoli di rigorosa musicologia e altri di spericolata narrazione è più apparente che reale, perché nei capitoli storico-musicali si insinua la fiction (come in un bellissimo colloquio immaginario fra Torquato Tasso e Monteverdi) e nelle narrazioni c'è molta filologia (peraltro le partiture delle canzoni sono raccolte in fondo al volume). Attraverso la trattazione storica e il racconto, De Simone delinea un genere musicale ma tratteggia anche il ritratto della sua città: una Napoli cangiante nei secoli eppure sempre se stessa. Un collage di sovrapposizioni (splendidamente rappresentate in un parallelo visivo dalle illustrazioni di Gennaro Vallifuoco, antico sodale di De Simone) legato da un filo rosso che arriva fino alla seconda guerra mondiale e, attraverso le testimonianze più resistenti ai cambiamenti della modernità, a saperle trovare e ascoltare, fino ai giorni nostri.




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6 maggio 2017

estetica italiana - perniola

Mario Perniola

Estetica italiana contemporanea. Trentadue autori che hanno fatto la storia degli ultimi cinquant'anni

Bompiani, 2017

Si sa che l'Italia è un paese estetico. Meno noto è che essa ha prodotto nel corso degli ultimi cinquant'anni un cospicuo numero di pensatori di alto livello che hanno portato un contributo originale e innovativo aprendo orizzonti inediti su che cosa è il bello e che cosa è l'arte. Tra questi i più noti sono Gillo Dorfles, Luigi Pareyson, Umberto Eco, Italo Calvino, Gianni Vattimo, Massimo Cacciari, Giorgio Agamben, Guido Ceronetti. Ma non dovrebbero essere ignorati anche molti altri poco conosciuti come i filosofi Andrea Emo e Gianni Carchia, la femminista Carla Lonzi, e lo stilista Quirino Conti. Essi hanno ripensato in modo nuovo alcune categorie estetiche (armonia, ironia, sublime, tragico, arguzia, acutezza) che appartengono al patrimonio culturale plurisecolare della cultura italiana. Si sono confrontati con la realtà politica, sociale, antropologica del loro paese e hanno trovato nell'ambito dell'estetica soluzioni che suggeriscono stili di vita e modi di sentire capaci di aprire spazi di libertà e di autenticità.




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4 maggio 2017

morris - fortuny - byatt

A.S. Byatt

Pavone e rampicante. Vita e arte di Mariano Fortuny e William Morris

Einaudi, 2017

«Eravamo a Venezia in aprile, e io ero ebbra di luce acquamarina. È una luce impalpabile, che gioca con le superfici mobili e scure dei canali, che luccica sulla pietra e sul marmo fondendoli insieme con molteplici sfumature, sempre acquamarina. Sperimentavo una bizzarra sensazione. Ogni volta che chiudevo gli occhi, vedevo un verde molto inglese, molto più giallo, un amalgama di luce scintillante sui prati rasati e di pastosa luce verde dei boschi inglesi, una luce che svanisce dentro tronchi nodosi, guizzando fra le ombre su strati di foglie estive. [...] Ogni volta che pensavo a Fortuny nel chiarore acquamarino, mi ritrovavo a pensare anche a un inglese, William Morris. Usavo Morris, che conoscevo, per capire Fortuny. Usavo Fortuny per reimmaginare Morris». Nasce così questa biografia iconico-letteraria bifronte: nell'ineffabile bellezza della cornice veneziana, l'attenzione di Byatt è catturata dalle atmosfere eccentriche e ombrose di quella «caverna scintillante» che è Palazzo Pesaro Orfei, dimora e laboratorio di Mariano Fortuny. I tessuti unici e preziosi da lui disegnati - le sciarpe Knossos e il plissé Delphos in particolare, punto di riferimento sia per la storia della moda sia per la danza e il teatro europeo di primo Novecento -, il gioco di buio e scintillii delle vaste sale, i dipinti, le lastre fotografiche, lanciano nell'immaginazione della scrittrice un ponte ideale verso le creazioni di quell'altro eclettico artista-artigiano che fu William Morris. Per molti versi i due sembrano antitetici. Figlio borghese della campagna londinese e appassionato di mitologia nordica, Morris; nato da una famiglia aristocratica catalana e radicato in un immaginario ellenico e mediterraneo, Fortuny. Entrambi però, con le loro intuizioni, hanno rivoluzionato il rapporto tra arte e artigianato, portando il bello nella vita quotidiana. A. S. Byatt ne esplora i caratteri, gli ideali, le ambizioni, visita le loro case, osserva gli oggetti che producono e di cui si circondano, racconta l'amore che li unì a due donne fuori del comune, Henriette Negrin, compagna di vita e di lavoro di Fortuny, e Jane Burden, la bellissima e infelice modella che sposò William Morris e fu dipinta e amata da Dante Gabriel Rossetti. Ne nasce una fitta trama di parole e di immagini scelte da Byatt e arricchite da didascalie di suo pugno. Un museo arredato con occhi che sanno guardare, soffermarsi sul dettaglio, connettere.




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3 maggio 2017

poesia visiva - "lotta poetica"

LOTTA POETICA. IL MESSAGGIO POLITICO NELLA POESIA VISIVA (1965- 1978)
Foggia, Fondazione Banca del Monte di Foggia, 5 maggio 2017 – 6 giugno 2017

Venerdì 5 maggio 2017 presso la Fondazione Monti Uniti di Foggia, inaugura la mostra Lotta Poetica. Il messaggio politico nella poesia visiva (1965 – 1978), curata da Benedetta Carpi De Resmini in collaborazione con Michele Brescia. L’esposizione rientra nel programma della Fondazione dedicato all’arte contemporanea. Il titolo della mostra è liberamente ispirato a quello della rivista Lotta Poetica,  ideata nel 1971 da Paul De Vree e Sarenco, in quegli anni luogo privilegiato di dibattito e confronto culturale, al di fuori dei canali di comunicazione tradizionali. In esposizione i lavori e le opere degli artisti che si sono impegnati a contrastare la nascente società dei consumi a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta: abbandonati i tradizionali strumenti comunicativi e cadute le barriere tra i diversi generi, gli artisti approdano a un linguaggio basato sul verbo e sull’immagine che trova definizione proprio nella Poesia Visiva, neoavanguardia nata in seno al fiorentino Gruppo 70, fondato da Lamberto Pignotti ed Eugenio Miccini. Oltre quaranta le opere presenti, realizzate da artisti come Nanni Balestrini,Ketty La Rocca, Lucia MarcucciLamberto PignottiSarenco, Mirella Bentivoglio, Luciano Ori, Michele Perfetti  e tanti altri che animarono quel periodo storicoCollage, disegni, documenti, riviste, manifesti e libri d’artista raccontano  l’immagine di un’arte militante, creando punti di vista inediti da cui osservare la compenetrazione tra immagine, segno verbale e segno grafico. In mostra opere provenienti da importanti collezioni come l’Archivio Collezione Carlo Palli, di Prato e la Fondazione Berardelli, di Brescia. Le opere esposte sottolineano le criticità della società contemporanea capitalistica: veicolano un’arte eversiva che, tramite collage, ritagli di giornali, fumetti, testimonia l’atmosfera degli anni Settanta, attraversata da movimenti politici e sociali  capaci di raccontare la carica sovversiva del nuovo codice linguistico, schierato in prima linea per riscattare la condizione subalterna della donna, per garantire il proprio supporto alla lotta per la casa, per smascherare l’ipocrisia dei dogmi, per sostenere le contestazioni sociali. All’interno del percorso espositivo, il visitatore verrà immerso in uno spazio multisensoriale, creato dalla riproduzione di poesie sonore, ideate negli anni Settanta da Sarenco: autentiche installazioni che invaderanno simbolicamente la mostra con la riproduzione continua di slogan politici dell’epoca.




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1 maggio 2017

pinelli

Enrico Maltini - Gabriele Fuga
Pinelli. La finestra è ancora aperta

Colibrì, 2016

Giuseppe “Pino” Pinelli, trova la morte nella notte tra il 15 e il 16 dicembre del 1969 nella Questura di Milano, tre giorni dopo la strage di Piazza Fontana. Ventuno anni dopo la sentenza, siamo nel 1996, si scoprono a Roma i documenti segreti di un ufficio detto degli Affari Riservati, struttura potente quanto “occulta”, facente capo al Ministero dell’Interno. Migliaia di fascicoli rivelano una sistematica azione di intrusione, sottrazione di corpi di reato, depistaggi, manipolazione di testi, occultamento di indizi, falsificazioni di prove nelle indagini sulle stragi di quegli anni. Solo nel 2011, quando la “Casa della Memoria” di Brescia inizia un vasto progetto di digitalizzazione di atti giudiziari, quei documenti e quelle deposizioni escono dagli archivi dei tribunali e divengono accessibili a storici, ricercatori, giornalisti. Solo allora si scopre che molti di questi riguardano da vicino la vicenda in cui Pinelli trovò la morte.




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30 aprile 2017

milano - cimitero

Carla De Bernardi – Lalla Fumagalli

La piccola città.     Il Monumentale di Milano. 

Jaka Book, 2017

Il Monumentale di Milano è un museo a cielo aperto che da un secolo e mezzo custodisce una strabiliante raccolta di capolavori realizzati dai principali artisti italiani tra la metà dell'Ottocento e i giorni nostri. A 150 anni dalla sua inaugurazione, il volume ripercorre le vicende di uno dei luoghi più suggestivi della città di Milano. Con un documentato apparato iconografico e i ricchi contributi di alcuni fra i maggiori studiosi dell'argomento, finalmente un libro illustrato dedicato a questo simbolo della memoria e della sperimentazione, sia artistica che tecnica, in dialogo costante con il suo contesto culturale e sociale. Dalla costruzione del primo Recinto Maciachini all'opera MU 14I-La vita infinita del maestro giapponese Kengiro Azuma: una metafora, come il luogo che la ospita, di tutti gli opposti, un simbolo del desiderio di risposte all'insondabile, un tentativo di rendere eterna l'umanità.




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27 aprile 2017

cina - islam

Francesca Rosati

L'islam in Cina. Dalle origini alla Repubblica popolare

L'Asino d'Oro, 2017

Questa è una storia tutta da raccontare, l'Islam penetrò in Cina già due secoli dopo la morte di Maometto, attraverso i percorsi terrestri e marittimi della Via della Seta, articolandosi in una pluralità di tradizioni locali. Il contributo scientifico e intellettuale dei musulmani trovò il plauso degli imperatori, divenendo parte del patrimonio culturale cinese, a testimonianza della compiuta trasformazione dei devoti di Allah da 'ospiti stranieri' a 'cinesi musulmani' - Hui. Nel Celeste Impero, il dialogo tra Islam e confucianesimo raggiunse sublimi livelli di sintesi filosofica nell'opera dei letterati dello "Han Kitab"; mentre il misticismo musulmano della tradizione arabo-persiana predilesse il linguaggio simbolico del taoismo e del buddismo. Se al tramonto dell'impero il confronto tra musulmani e governo fu spesso violento, nei primi anni della Repubblica, il fervore patriottico degli Hui animò il dibattito sulla costruzione della nazione, gettando le basi teoriche della suddivisione della "'umtnah" cinese in 'minoranze etniche', affermatasi con Mao Zedong. Oggi, il rapporto tra le comunità islamiche e il regime comunista è percepito in Occidente nei termini di un confronto violento. Tuttavia, la vicenda dell'Islam nella Cina contemporanea è soprattutto il frutto di delicati processi di negoziazione, nello sforzo di conciliare la fede nel messaggio coranico con quella nel socialismo cinese.




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26 aprile 2017

james cameron

David Fakrikian

James Cameron, l'odyssée d'un cinéaste

Fantask Editions, 2017

James Cameron a révolutionné le septième art et enrichi la pop culture de nombreux personnages et univers désormais cultes. Prêt à toutes les folies pour donner vie à ses idées, il ne s est pas fait que des amis dans le milieu... Réalisateur visionnaire, mais souvent polémique, « Jim » a marqué le cinéma contemporain. À travers des interviews inédites et des documents exclusifs, cette biographie revient sur quarante ans de carrière d un personnage atypique. Un voyage fascinant et approfondi dans l intimité de l artiste, d uvre en uvre, de coulisses en coulisses.




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