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23 giugno 2008

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GENOVAINEDITA PRESENTA L'ANTOLOGIA 2007-2008
Inediti di talento e di prestigio: i versi di Wislawa Szymborska e Alvaro Mutis

Appuntamento conclusivo della stagione 2007-2008 con la presentazione dell'antologia Genovainedita ( De Ferrari Editore ), curata da Tina Cosmai con la Presentazione di Massimo Morasso. L'evento si terrà a Genova mercoledì 25 giugno, alle ore 18.00, al Garibaldi Café via ai Quattro Canti di San Francesco, 40r. Nell'occasione gli autori presenti nel volume leggeranno brani poetici e narrativi, offrendo cos'è nuovamente un saggio della loro forza creativa e della qualità espressiva dei propri testi inediti. Il libro, realizzato anche grazie al contributo della Fondazione De Ferrari e impreziosito dalla suggestiva foto di copertina di Angela Ferrari, raccoglie brani degli scrittori Claudio Bagnasco, Andrea Carraro, Massimo Ceravolo, Marco Ercolani, Marco Ferrari, Giuliano Galletta, Simone Garau e Gian Paolo&Micaela Tonini, e versi dei poeti Stefano Bigazzi, Luisella Carretta, Lucetta Frisa, Alvaro Mutis tradotto da Martha L. Canfield, Gianni Priano, Aurelio Ruggero, Wislawa Szymborska tradotta da Pietro Marchesani e Cristina Unterberger. Fra gli autori più affermati, oltre al premio Nobel Wislawa Szymborska e al grande poeta e scrittore colombiano Alvaro Mutis, l'antologia propone, due importanti scrittori italiani: il romano Andrea Carraro e lo spezzino Marco Ferrari. Ricordiamo che Genovainedita è una manifestazione letteraria, promossa nel 2006 da Tina Cosmai e Riccardo Grozio insieme a Massimo Morasso, Mario Flamigni e Marco Fabio Gasperini che propone settimanalmente a Genova, letture di testi inediti di autori noti ed esordienti.




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23 giugno 2008

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Moritz Schlick
FORMA E CONTENUTO
Bollati Boringhieri, 2008
Moritz Schlick è il filosofo e fisico tedesco che, a partire dal 1925, organizzò il cosiddetto «Circolo di Vienna» frequentato dai maggiori esponenti del movimento neopositivistico. Il saggio Forma e contenuto riprende una serie di lezioni tenute da Schlick a Londra nel 1932, e può essere considerato la più organica esposizione della teoria della conoscenza elaborata dal filosofo in quegli anni.È un testo assai elegante e chiaro che pone l’accento fin dal titolo su una distinzione tipica della filosofia neopositivistica: Schlick sostiene la tesi della radicale inconoscibilità e inesprimibilità del contenuto intuitivamente esperibile e dell’impossibilità di cogliere la natura qualitativa delle cose. L’unica conoscenza effettivamente possibile è quella relativa ai rapporti strutturali tra i fenomeni offertaci dal sapere scientifico. Il libro è completato da due brevi scritti, di respiro più schiettamente speculativo, che danno conto di due aspetti molto importanti dell’empirismo logico: il primo, della polemica con l’interpretazione neokantiana e cassireriana della teoria della relatività; il secondo, della critica alla concezione husserliana e fenomenologica dell’apriori materiale e al bergsonismo. L’introduzione di Paolo Parrini dà il giusto rilievo al pensiero di Schlick discutendone i rapporti con l’opera di altri rappresentanti del Circolo di Vienna nella prima fase del neopositivismo.




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