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26 giugno 2008

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 AA.VV.
PAESAGGI SONORI

A cura di M. Bull e L. Back
Saggiatore. 2008 

I rintocchi della campana del villaggio nei comuni francesi, le processioni protestanti dell'Irlanda del Nord, «i ritmi affettivi della casa» accompagnati dai suoni della radio in Gran Bretagna, le passeggiate metropolitane con la musica in cuffia nelle città europee. Le feste reggae, le manifestazioni politiche e i rituali religiosi. Ogni giorno regoliamo lo spazio e il tempo tramite il suono perché l'orecchio è senza difese. E l'uomo è sempre in ascolto. «L'alfabetismo ha estromesso l'uomo dalla tribù, gli ha dato un occhio al posto dell'orecchio e ha sostituito il suo sentimento di appartenenza collettiva, totale e in profondità con i valori visivi e lineari e con una conoscenza frammentaria. Di qui una possibile nota di ottimismo: se la civiltà elettronica esalterà di nuovo l'orecchio, il senso della vicinanza, vi è qualche speranza che le divisioni del mondo possano attenuarsi.» Con queste parole Marshall McLuhan nel 1969 descriveva i sensi umani. Perché se vista e udito hanno un ruolo parimenti decisivo nella comprensione del mondo, il campo visivo ha da sempre dominato i dibattiti sull'esperienza culturale. Di conseguenza il modo in cui entriamo in relazione con il mondo e lo pensiamo è sempre stato influenzato più dalla vista che dall'udito. Unendo studi di sociologia, cultural studies, antropologia, filosofia, geografia urbana e musicologia, Paesaggi sonori evidenzia questa «rivalità», indagando come la cultura acustica incida in modo sottile e profondo sulla nostra vita. Dal suono evocativo delle campane di paese al chiasso stridente dei tubi di scarico, ciò che udiamo modifica il nostro stato d'animo e le nostre azioni. E con l'avanzare della tecnologia, il mondo è diventato sempre più rumoroso e inquietante; per difenderci dai rumori, andiamo alla ricerca di nuovi suoni - suoni che calmano, proteggono, alleviano. A partire dal ruolo dell'esperienza acustica in ambito storico e sociale, Paesaggi sonori esamina i rumori della città, la musica, le voci. Esplora, per esempio, i rumori della Belfast divisa, i suoni delle cerimonie tribali fra i nativi d'America, il frastuono urbano nella Londra del Seicento, il potere ammaliante della voce dei dj, quella persuasiva dei leader politici e ci presenta venti punti di vista su cosa significhi conoscere il mondo attraverso il suono. Con un invito: pensare con le nostre orecchie. Un'innovativa antologia che conduce il lettore alla scoperta dei paesaggi sonori del pianeta in tutte le sue forme. Dai rumori della natura che non percepiamo più alle voci distanti dei leader politici, dalle note della musico reggae alla radio troppo alta dei vicini di casa, dalle suonerie dei telefoni cellulari al frastuono delle metropoli: la prima analisi interdisciplinare che privilegia il senso dell'udito a quello della vista, grazie alla quale impareremo ad ascoltare il mondo che lo circonda.




permalink | inviato da bub il 26/6/2008 alle 8:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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