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29 giugno 2008

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Jean-Noel Liaut, Gli angeli del bizzarro, Exelsior 1881

Carlo Romano, “Il Secolo XIX”, 9 giugno 2008 

Edith Sitwell era una signorina inglese appassionata di poesia e cultura moderna.  Coi fratelli, Osbert e Sacheverell, approntò una rivista attenta alle sperimentazioni moderniste. Il suo Façade costituì un importante evento delle performances d'avanguardia nell'Inghilterra degli anni Venti e la sua autobiografia divenne un classico del genere.  Per i distratti la Sitwell si incarnava tuttavia nell'immagine di una secca dama stravagante e nasuta che, immortalata da pregiati fotografi, era usa addobbare il capo con graziosi piccoli turbanti, velette e cappellini di sicuro effetto. Esperta a sua volta delle altrui stravaganze, a lei si deve un libro, British eccentrics, che costituisce una base d'eccellenza per ogni indagine sulle bizzarre peculiarità di taluni abitanti dell'isola di Albione.

Anche Jean-Noel Liaut consacrando il suo Gli angeli del bizzarro (edito in Italia da Exelsior 1881) a "un secolo di eccentrici" deve a un certo punto ammettere come queste peculiarità siano etnologicamente fondate, per quanto dichiarando le intenzioni del libro abbia poco prima affermato l'ovvio, vale a dire che "l'eccentricità non conosce confini". Non è un caso d'altra parte che in questa godibile sequenza di abili schizzi, chi merita un capitolo intero sia un colto e nobile gruppo famigliare inglese, quello delle sei sorelle Mitford, assurto al rango di irrinunciabile vedette nelle conversazioni degli snob ed omaggiato per giunta da commedie e sceneggiati televisivi. Fin da piccole le sorelle si costituirono in una sorta di società segreta ed adottarono fra loro un linguaggio cifrato. Le più giovani divennero una, Unity Valkyrie, l'amica inglese di Adolf Hitler e l'altra, Jessica, una fervente comunista che ammise di aver preso in considerazione l'eventualità di doverla sopprimere - ciò nondimeno fu Unity che cercò di darsi la morte quando il suo idolo mosse la guerra all'Inghilterra. La sorella Diana, per parte sua, fu la moglie di Oswald Mosley, il capo dei fascisti inglesi. Va osservato che alla comunista Jessica si deve quel Sistema di morte americano che indagando la spericolata estetica delle pompe funebri può essere ricordato come un involontario quanto spiritoso capolavoro dell'inchiesta sociologica (oltre ad aver ispirato Il caro estinto diretto per gli schermi da Tony Richardson). La maggiore, Nancy, ci ha lasciato invece alcuni romanzi che raccontano in sostanza le vicende dei suoi originali famigliari, quantunque celati da nomi di comodo (famoso da noi è Amore in climi freddi, riproposto da Giunti qualche anno fa). Per parte sua la mamma da bambina era stata membro di quell'esclusivo circolo di fanciulline stuzzicate dall'autore di Alice nel paese delle meraviglie.

Certi mezzi per farsi notare, come quelli che le Mitford sperimentarono, sembrerebbero tuttavia appannaggio più di intelligenze frustrate e di individui socialmente marginali che di belle ragazze ricche, aristocratiche, erudite, ben alloggiate. Andy Warhol ha rappresentato in modo sommo il genere, giungendo ad influenzare l'opinione pubblica finché essa non l'ha riconosciuto come "genio". Assai prima di lui, e in un diverso contesto, il colpo riuscì perfettamente a Gabriele D'Annunzio, solo che l'italiano, a differenza dell'algida e programmata timidezza del pittore, si consacrò a comportamenti estremi ostentando una sicurezza attraverso la quale accanto al genio letterario (e a quello di far debiti) poté mettere la seduzione, malgrado la bruttezza e il fisico più che modesto. Eppure i ricchi e ricchissimi angeli del bizzarro, dediti in qualche modo ad attività artistiche, sono tutt'altro che pochi, basti pensare a Raymond Roussel, l'autore di Impressioni d'Africa cui erano devoti i surrealisti, che girava per l'Europa a bordo di una "casa viaggiante" insieme a due autisti e al domestico, incaricato per altro di servirgli ad ogni occasione fino a oltre venti portate, consumate dallo scrittore in modo assolutamente solitario, a meno di non considerare la morfina una compagnia. Per le sue stravaganze Roussel aveva del resto trovato ispirazione fin da bambino nei genitori. Si racconta che sua mamma avesse organizzato una lussuosa crociera per raggiungere l'India e che quando col cannocchiale finalmente la inquadrò si mettesse ad esclamare: "Ecco le Indie, capitano torniamo in Francia!". Di fatto noi guardiamo a certe insolite manifestazioni del comportamento alla luce della società di massa e delle relative rapide comunicazioni, ma nel passato erano proprio i ricchi a potersele permettere, o perlomeno ad avere i mezzi per tramandarle. Bisognava esserlo per forza se si voleva costruire un maniero ricco di eclettiche collezioni, dai grandi capolavori ai semplici parafernalia, come quello di Strawberry Hill concepito da Horace Walpole, lo scrittore "gotico" che introdusse il termine "serendipità" a indicare le scoperte casuali. Il ventesimo secolo ha permesso viceversa a un umile postino francese, Ferdinand Cheval, di edificare la fantastica costruzione che i posteri hanno considerato quale massima espressione dell'architettura spontanea, tanto che Andrè Malraux, in veste di ministro, la dichiarò monumento nazionale. Ma a proposito di scoperte casuali, che dire di quella fatta al Bois de Boulogne dalla dimenticata, ricca ed elegantissima scrittrice Daisy Fellowes? La signora stava passeggiando con un amico quando fu colpita dall'adorabile eleganza di alcune bambine. Chiese chi fossero: "le sue" le fu risposto.




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29 giugno 2008

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Antonio Sergio Bessa
OYVIND FAHLSTROM. THE ART OF WRITING
Northwestern University Press, 2008
Oyvind Fahlstrom (1928-76), the Brazilian-born Swedish multi-artist, is one of the mid-twentieth century's most intriguing cultural figures. His work, as profoundly political as it is aesthetic, spans two tumultuous decades in the avant-garde world and comprises concrete poetry (his own innovation), manifestos, plays, performance, filmmaking, paintings, multiple prints, sculpture and installations. Initially, poorly received in Sweden and little appreciated in the English-speaking world, Fahlstrom's role as one of the creators of concrete poetry is now increasingly recognized worldwide.The first study to give this major twentieth-century artist his due, this book serves as both an informative and entertaining introduction to Oyvind Fahlstrom and a valuable critical analysis of some of his most important works. "Oyvind Fahlstrom: The Art of Writing" focuses on how Fahlstrom's early experiments with concrete poetry influenced his later work in the visual arts and offers a close reading of the seminal work "Bord", the series of paintings "Ade-Ledic-Nander", the radio play "Birds in Sweden", the interactive painting "The Painting" (based on Natalie Sarraute's novel "Le planetarium"), and the series of game-paintings based on the board game Monopoly. Bessa's "Oyvind Fahlstrom" is without precedent or parallel as an overview of Fahlstrom art, an assessment of his place in twentieth-century cultural history, and an examination of trends and movements, such as concretism, in which he figures large.




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