.
Annunci online

bub
variazioni


Diario


31 agosto 2008

*

Elisabetta Rasy

Omaggi postumi, è in libreria «Hotel de Dream» di Edmund White

 “Il sole 24ore” , 24 agosto 2008

A ventiquattro anni, nel 1895, lo scrittore americano Stephen Crane pubblicò Il segno rosso del coraggio, considerato il primo romanzo di guerra moderno degli Stati Uniti per il pathos antieroico e irriducibilmente verista con cui vi era rappresentato il conflitto tra Nord e Sud e punto di riferimento del Novecento a venire. Qualche tempo prima aveva stampato, con uno pseudonimo e grazie ai soldi del fratello, Maggie: storia di una ragazza di strada, la vicenda, scabrosamente raccontata, di una prostituta, ma il libro non aveva avuto successo. Per guadagnare faceva il giornalista free lance, lo interessavano la vita dei quartieri miserabili e i teatri di guerra. In viaggio verso Cuba, conobbe in Florida quella che sarebbe diventata la sua compagna, Cora Taylor, che aveva qualche hanno più di lui e gestiva a Jacksonville un bordello dal nome poetico: «Hotel de Dream». Anche per sfuggire allo scandalo di questa unione nel '97 la coppia si trasferì in Inghilterra, dove Crane era molto apprezzato da scrittori importanti come il compatriota Henry James e Conrad. A Brede Place nel Sussex, il lavoro intenso, le difficoltà economiche e soprattutto la tubercolosi lo ridussero rapidamente in fin di vita: morì nel 1900, non ancora trentenne, in una località della Baviera poco dopo esservi arrivato dal fallimentare rifugio inglese.
Anche Edmund White, nato a Cincinnati nel 1940, è uno scrittore americano che a un certo punto della vita ha scelto l'Europa,Parigi nel suo caso,dove ha vissuto dal 1984 per quindici anni prima di rientrare negli Stati Uniti, probabilmente uno degli ultimi autori d'Oltreoceano che hanno considerato il Vecchio Continente una patria letteraria. Ispirandosi all'esperienza personale, ha raccontato nella sua opera il mondo a parte dei gay della sua generazione, dagli omofobi anni di Eisenhower a quelli combattivi della rivoluzione sessuale a quelli tragici dell'Aids (come nel bellissimo Sinfonia dell'addio), nulla però condividendo con la letteratura di denuncia o mi-litante se non la passione delle verità occultate, indagate con una prosa elegante in cui si intrecciano sentimento del tragico e ironia.
Nel 2007 White ha dedicato a Crane, che considera il più misterioso dei classici americani dell'Ottocento, un romanzo affascinante che è – anche –un affondo all'indietro nella storia della comunità omosessuale. Si intitola Hotel de Dream (ora tradotto in italiano con ottimo piglio stilistico e ogni tanto un po' troppo letteralmente da Giorgio Testa), ma il bordello di Cora non c'entra se non come evocazione di un'atmosfera di passioni disordinate, proibite e intense. Nel romanzo infatti Crane appare morente, assistito dalla dolcissima e scoveniente compagna, mentre è travolto dai ricordi della sua breve vita e soprattutto da un'ossessione: scrivere, anzi dettare con l'ultimo fiato rimasto, un romanzo iniziato anni prima e poi distrutto per timore di un imperdonabile scandalo. Un romanzo ben più scabroso di Maggie: la storia violenta e sensuale di un giovane prostituto di cui si innamora un austero e timorato padre di famiglia.
Il romanzo che non esiste, se non in un rapido cenno di uno dei primi biografi di Crane, è White a scriverlo, in una sorta di suggestivo plagio alla rovescia, il plagio di un'opera mai nata. Come a suggerire che la letteratura è un perfetto albergo del sogno dove si incrociano fantasmi e destini in perenne metamorfosi, e persino i libri mai scritti lasciano una consistente eredità.




permalink | inviato da bub il 31/8/2008 alle 7:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


31 agosto 2008

§

Ruth M. Stone

Theory for Ethnomusicology

Prentice Hall, 2007

 "Theory for Ethnomusicology" explores the underpinnings of various approaches to the study of world music. The text analyzes differences and commonalities in these orientations. It also explores how ethnomusicologists use these theories in ethnographic research.




permalink | inviato da bub il 31/8/2008 alle 7:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


30 agosto 2008

§§

Luigi Ballerini
QUATTRO PER PAGLIARANI

Scritture, 2008

La "lunga fedeltà" di Luigi Ballerini all'opera di Elio Pagliarani, uno dei padri della neoavanguardia italiana, il cui profilo rivela con nitidezza il poeta dell'assoluta modernità. Sintesi perfetta di lirismo e racconto, la poesia di Pagliarani, mentre annuncia nei poemi la forma del romanzo in versi, mostra alla letteratura la materia viva, quasi stradale, di cui è fatta oggi la scrittura poetica.




permalink | inviato da bub il 30/8/2008 alle 7:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


30 agosto 2008

§

David Henry Sterry

Un pollastro a Hollywood

Adelphi, 2008, €18

«È un paese delle Meraviglie perverso e malato, e io sono Alice». Così Hollywood appare a David Henry Sterry, che sbarca con pochi dollari in tasca e non sa neppure dove andrà a dormire, ma ha in compenso diciassette anni, pantaloni aderenti e una T-shirt troppo stretta «con la lingua dei Rolling Stones che slurpa il mondo». Dopo una notte brutale e qualche settimana passata a friggere polli in un fast food, David comincia una carriera di marchettaro d’alto bordo che durerà un anno, dal 1974 al 1975. Questa è la storia di quell’anno. Quando, per la prima volta, gli squilla il cercapersone, David è ben lungi dall’immaginare le sontuose magioni in cui verrà convocato a qualsiasi ora, e le donne ricchissime e infelici che richiederanno i suoi servigi: gli capiterà di dover lucidare l’argenteria con indosso un grembiulino nero di voile e nient’altro, mentre due signore amoreggiano alle sue spalle; o di provare invano a sedersi nella posizione del loto sul letto di un’attempata ?glia dei ?ori che gli insegna il sesso tantrico. Come è ben lungi dall’immaginare le fantasmagoriche orge in maschera «nel Fuso Orario della Trombata», o quella che diventerà la sua nuova famiglia: la comunità di ragazzi e ragazze che nel dopolavoro affollano l’appartamento del loro magnaccia, condividendo «barzellette e usi e costumi proprio come gli avvocati, i massoni e gli astronauti». Di pagina in pagina, in un delicatissimo equilibrio fra glamour e squallore, Sterry ci accompagna in un viaggio allucinato, doloroso e straripante di humour che sarà dif?cile dimenticare.




permalink | inviato da bub il 30/8/2008 alle 7:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


29 agosto 2008

§§

David Margolick

Oltre la gloria. Joe Louis vs Max Schmeling Un mondo sull'orlo del baratro

Il Saggiatore, 2008, €23

Alle dieci in punto della sera del 22 giugno 1938, l’attenzione del mondo si catalizzò sullo Yankee Stadium di New York. Già dal mattino, a Berlino, Londra, Tokyo, Johannesburg, Mosca e Roma tutti i giornali avevano dato risalto a quello che sarebbe stato ben più dell’incontro di boxe del secolo: la rivincita tra Joe Louis e Max Schmeling. A suscitare un interesse così avido non era solo il valore indiscusso dei due pugili. In palio, infatti, c’era molto più della gloria: su quel ring si scontravano un nero e un bianco, un americano e un tedesco, la democrazia e il regime nazista, il riscatto degli afroamericani e la superiorità della razza ariana. Un peso enorme sulle spalle di due soli uomini. E anche se la scarica di colpi precisi e potenti con cui Joe Louis mise al tappeto Max Schmeling dopo appena centoventiquattro secondi dall’inizio del primo round è annoverata negli annali della boxe, l’incontro è e sarà sempre ricordato come il presagio dei destini della Seconda guerra mondiale: «Il declino della potenza nazista ebbe inizio con un gancio sinistro di un autista senza alcuna nozione di politica estera». Oltre la gloria è un capitolo di storia contemporanea teso e vibrante che dà sostanza alle fotografie ingiallite dell’epoca. Con una narrazione serrata, David Margolick nelle sue pagine apre lo scorcio su un mondo in corsa verso la tragedia più grande. Jesse Owens, Adolf Hitler, Joseph Goebbels, Hermann Göring, Franklin Delano Roosevelt, John Edgar Hoover, Benito Mussolini e Primo Carnera, insieme agli avvenimenti di cui sono stati protagonisti in una decade di violenza e tensioni, sfilano sullo sfondo del primo evento mediatico globale.




permalink | inviato da bub il 29/8/2008 alle 7:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


29 agosto 2008

§

Daphne Du Maurier

Gli uccelli e altri racconti

Il Saggiatore, 2008, €9.80

Considerata per anni una scrittrice pressoché “rosa”, Daphne du Maurier è oggi ritenuta una maestra dell'attesa e dell'irresolutezza. A rendere indimenticabili le sue storie contribuiscono la profondità delle analisi psicologiche, la continua suspense, la maestria con cui descrive personalità ossessive e atmosfere inquietanti. Il celebre racconto reso immortale dal film di Alfred Hitchcock, è qui riproposto con altri cinque racconti come nell'edizione del 1952. Esempi miliari dello sviluppo del racconto gotico contemporaneo che rappresentano e definiscono il concetto moderno dello straniamento.




permalink | inviato da bub il 29/8/2008 alle 7:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


28 agosto 2008

§

Giuseppe Chiari. Art is easy

Entropyart in progress, Napoli, dal 10/7 al 30/9/2008


La mostra di Giuseppe Chiari a Napoli vuole testimoniare, attraverso alcune opere storiche, il percorso coerente di questo artista italiano Fluxus, che tanto ha influenzato le giovani generazioni del Post-Concettuale, della musica Post-Fluxus e dei linguaggi dissipativi attualmente molto presenti nel contesto dell'arte in Italia.
L'arte per questo autore non si riduce all'idea dell'arte "nell'autoanalisi di se' stessa" (Arte Concettuale), bensi' l'arte e' "alterità contro identità". "L'arte e' il differente; e' arte in quanto si pone come costantemente variabile, costantemente variabile perche' e' viva".




permalink | inviato da bub il 28/8/2008 alle 8:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


27 agosto 2008

*

Massimo Bacigalupo, Le talpe di Moby Dick

Leggere o rileggere Moby-Dick potrebbe essere un bel proposito per l’estate, visto che la fama di libro-mondo, di vero specchio dell’umanità e dell’America alle soglie dell’apocalisse, è affatto meritata. Può dissuaderci la lunghezza, ma in realtà i 135 capitoli sono per lo più brevi, si possono gustare col gelato. E la comicità è una nota ricorrente, accanto ovviamente al sublime e tutto il resto. Ma chi non si destreggia nel bell’inglese del 1851 dovrà servirsi di una delle otto traduzioni integrali disponibili da noi, in primis quella classica del giovane Pavese, che ha un bel respiro d’autore e dunque è tutto sommato da preferire. Una delle più recenti, di Bernardo Draghi (Frassinelli, pp. 758, €12,39), è alquanto meritoria per freschezza e impegno, ed è unica nel contenere una postfazione del traduttore sui criteri addottati nella versione. Così Draghi ci spiega perché ha scelto di rendere il celebre incipit “Call me Ishmael” con “Diciamo che mi chiamo Ismaele”: per sottolineare che Ishmael non è necessariamente il “vero” nome del narratore ma un nome simbolico che egli assume (Ismaele orfano nel deserto). D’altra parte la forza dell’imperativo originale si perde: “Chiamatemi Ishmael” anche in italiano ha molti sensi, compreso quello dell’autonominazione simbolica. Nel presentare una sua lettura scenica di Moby-Dick, Alessandro Baricco ebbe a dire che l’avvio è ammirevole nella sua semplicità, “come dire, mi chiamo Mario Rossi”. Nulla di più sbagliato: Ismaele non è Rossi! Tutto in questo romanzo sarà ricco di valenze, e l’imperativo annuncia che esso è tutto una apostrofe al lettore, chiamato in causa ad assistere alla tremenda vicenda.
    Nella postfazione Draghi racconta come grazie alla rete e altro ha potuto venire a capo di problemi irrisolti nelle precedenti traduzioni e cita l’inizio del capitolo 110,  dove per cercare una falla nella stiva si procede a issare in coperta tutte le botti, scendendo sempre più giù, “mandando quelle moli gigantesche (gigantic moles) da quella nera mezzanotte in alto nella luce del sole” (Nemi D’Agostino). Draghi dopo una lunga discettazione conclude che “moles” sono talpe e traduce “giganteschi talponi”, sostenendo di essere il primo a essersene accorto. Poiché nel 1991 mi è toccato rivedere per Mondadori la traduzione di Cesarina Minoli, ho effettuato un controllo. In effetti, Minoli traduce “moli gigantesche”. Ma la versione da me riveduta, disponibile negli Oscar, legge “quelle talpe gigantesche”. Chissà perché Draghi afferma che l’errore è comune a tutte le traduzioni,  quando invece esso è corretto in quella pubblicata nella collana di tascabili più diffusa in Italia. Visto che tutti i traduttori e revisori hanno distrazioni, sono contento di averla scampata in questa occasione e rivendico le mie talpe... Non per questo sono meno grato a Draghi di avere simpaticamente discusso i suoi procedimenti: se no non mi sarei accorto di questo piccolo nodo. Chissà che esso non incuriosisca qualcuno e gli faccia mettere Moby-Dick (scelga lui o lei la traduzione!) nella sacca da viaggio.

Il Manifesto-Alias”, 9 agosto 2008




permalink | inviato da bub il 27/8/2008 alle 10:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


27 agosto 2008

§§

Edmund White

Hotel de Dream

Playground Libri, 2008, €15

E’ il maggio del 1900. A soli ventinove anni, lo scrittore Stephen Crane, l’autore di uno dei romanzi più crudi sulla Guerra Civile Americana, Il segno rosso del coraggio, sta lottando invano contro la tubercolosi. E’ assistito dalla compagna Cora - un tempo tenutaria del bordello di Jacksonville, l’Hotel de Dream - alla quale decide di dettare le pagine di un romanzo già iniziato qualche anno prima, ma che era stato spinto a distruggere per timore di suscitare scandalo e censure: Il ragazzo truccat. Con voce stremata, Crane comincia a raccontare la storia di Elliott, un ragazzo di campagna fuggito da un padre violento, che per vivere nella New York di fine Ottocento, si prostituisce con vecchi signori. Una vita complicata tra sporcizia e malattie, piccoli piaceri e pochi sogni, amicizie tra reietti e disincanto. Questa stessa vita subirà una svolta improvvisa, quando Elliott, in un goffo tentativo di furto, conoscerà Theodore, un bancario grigio e abitudinario, sposato con figli che si innamorerà disperatamente di lui, mettendo a repentaglio la propria vita rispettabile, il proprio lavoro, i propri affetti, in una devozione al proprio desiderio commovente e insensata. Traduzione: Giorgio Testa. “Il tema dell’uomo maturo infatuato di un adolescente ha prodotto numerosi capolavori della letteratura moderna, da Morte a Venezia di Thomas Mann a Memorie di Adriano di Margherite Yourcenar. A questo elenco ora si deve aggiungere Hotel de Dream di Edmund White.”  “Financial Time Magazine” - “La storia è toccante e originale… lo stile del libro è eccentrico, divertente e incredibilmente magnifico… In questo romanzo White è all’apice della sua arte.”  “The Guardian” - “L’immaginazione di White è sbalorditiva… Hotel de Dream riscrive Il ritratto di Dorian Gray, una fiaba sulla dissonanza fra carne e spirito, fra la morale dell’arte e la morale della società.”  “The New York Times” .

 




permalink | inviato da bub il 27/8/2008 alle 7:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


27 agosto 2008

§

Béla Balázs

L’UOMO VISIBILE

 
Castoro, 2008, €32

 
Scritto nel 1924, L’uomo visibile è uno dei classici della teoria del cinema. Balázs dà per la prima volta compiuta formulazione alle caratteristiche originali del nuovo mezzo: il particolare apporto dell’attore, il fascino del primo piano, il ruolo del paesaggio e degli oggetti, l’inclinazione verso il fantastico, la nozione di stile. Ma il libro è soprattutto una teoria del «gesto visibile», del volto, del corpo, delle loro più peculiari risorse espressive, riscoperte e rilanciate dall’immagine in movimento in contrapposizione all’astrattezza della scrittura e del linguaggio verbale. Ed è una concezione del cinema come grande dispositivo simbolico, governato, per l’autore, dai medesimi principi dell’espressionismo. Tradotto in un gran numero di paesi (celebre la reazione polemica di Ejzenstejn), ammirato da scrittori come Robert Musil ed Erich Kästner, L’uomo visibile non è mai stato pubblicato in Italia e non è mai entrato davvero nella cultura cinematografica del nostro paese. Questa edizione, curata da Leonardo Quaresima (suo l’ampio saggio introduttivo), lo propone integralmente al lettore italiano, arricchito da un’antologia di testi dell’autore e dalle reazioni critiche che ne hanno accolto l’uscita.




permalink | inviato da bub il 27/8/2008 alle 7:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


26 agosto 2008

§§

Daniel M. Rosen

Dope: A History of Performance Enhancement in Sports from the Nineteenth Century to Today

Praeger Publishers, 2008          

 
This book chronicles the types and advances in doping techniques used by amateur and professional athletes over the last century. As modern medicine and technology have evolved, the drugs and techniques used to boost athletic performance have evolved along similar lines.

 




permalink | inviato da bub il 26/8/2008 alle 7:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


26 agosto 2008

§

Lawrence Sutin

Divine Invasioni. La vita di Philip K. Dick

Fanucci, 2008, €19

La biografia definitiva di Philip K. Dick, l’opera di riferimento per tutti gli studiosi e gli appassionati di un autore che ha segnato l’immaginario fantastico del Novecento. Divine invasioni è il testo fondamentale per ogni lettore di Philip K. Dick, l’opera su cui si è basata anche la biografia romanzata di Emmanuel Carrère Io sono vivo e voi siete morti. L’attento lavoro di Lawrence Sutin, uno dei massimi esperti dickiani, racconta e indaga quei momenti della vita dell’autore americano che hanno influenzato la sua visione e la sua scrittura: dalla sorella gemella persa alla nascita, e accanto alla quale volle essere sepolto, ai rapporti con le cinque mogli, sino al misterioso fenomeno del febbraio-marzo 1974 in cui Philip K. Dick si sentì invaso da una serie di sogni, visioni e voci che costituirono per lui l’evento centrale e inspiegabile della sua esistenza. Il volume comprende una guida cronologica alle opere di Philip K. Dick secondo la data della loro stesura, la storia della loro pubblicazione, riassunti, analisi e valutazioni di ciascun libro.




permalink | inviato da bub il 26/8/2008 alle 7:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


25 agosto 2008

§§§

FORME PURE. Astrattismo geometrico e arte cinetica

a cura di Mario Bianco e Massimo Tosco, Galleria Civica d'Arte Contemporanea Filippo Scroppo, Torre Pellice, dal 9/8 al 4/10/2008

Proseguendo la tradizione di dedicare annualmente un allestimento alla riscoperta delle opere presenti nella Civica Collezione Scroppo, quest'anno andiamo a proporre una quarantina di opere di altrettanti artisti, figli e nipoti di Mondrian e Malevic. In mostra sono rappresentate varie correnti e gruppi: optical art, cinetica, percettiva, MAC, gruppo N, gruppo TI.ZERO, scrittura visuale.




permalink | inviato da bub il 25/8/2008 alle 8:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


25 agosto 2008

§§

A ENRICO TESTA IL PREMIO CAMPANA 2008

Con "Pasqua di neve" (Einaudi 2008) Enrico Testa ha vinto il premio di poesia Dino Campana edizione 2008.
Tra i vincitori del prestigioso premio, Edoardo Sanguineti, Giovanni Roboni, Mario Luzi, Alessandro Parrochi, Andrea Zanzotto, Silvio Ramat, Raffaello Baldini, Eugenio De Signoribus, Nelo Risi, Fernando Bandini.
A decretare la vittoria di Testa, docente di storia della lingua italiana all'università di Genova, poeta e traduttore di poeti, è stata la giuria composta da Sergio Zavoli, Gabriel Cacho Millet, Franco Contorbia, Enrico Ghidetti, Claudio Marabini, Ezio Raimondi.




permalink | inviato da bub il 25/8/2008 alle 8:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


25 agosto 2008

§

Annamaria Fassio
GANGSTER

Il Giallo Mondadori, n. 2960, luglio 2008

Che cosa si nasconde dietro l’improvvisa impennata di efferati omicidi che insanguinano Genova? Chi sono i quattro folli armati di fucili d’assalto decisi di tramutare i carrugi in un campi di battaglia? Quali sono le reali intenzioni di un discusso alto prelato fin troppo amico di certi politicanti? Che ruolo gioca in tutto questo una sinistra e sinistramente efficiente agente dei Servizi? Per Erica Franzoni e Antonio Maffina, poliziotti onesti in un labirinto di inganni feroci, comincia una discesa agli inferi della cospirazione e dell’eversione.




permalink | inviato da bub il 25/8/2008 alle 8:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia     luglio   <<  1 | 2 | 3 | 4  >>   settembre
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario

VAI A VEDERE

biblioteca dell'egoista
fondazione de ferrari
breaking point
vento largo
archivio berneri-chessa
archivio carta stampata
fondation de rougemont
lampisterie
d. letizia
tarantula
radicali anarchici
barravento
archivio movimenti
finimondo
contrappunto
etnogastronomia ligure
liguria


bub






CERCA