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31 marzo 2017

etnomedicina - museo

Il Museo di etnomedicina A. Scarpa dell'Università degli Studi di Genova. Un viaggio fra le medicine tradizionali dei popoli

Genova, Palazzo Ducale - Sala Conferenze dell'Accademia Ligure di Scienze e Lettere, giovedì 30 marzo 2017, ore 17

Conferenza del Prof. Antonio Guerci dell’Università di Genova




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31 marzo 2017

cinema - morante

Elsa Morante

La vita nel suo movimento. Recensioni cinematografiche 1950-1951

Einaudi, 2017

All'inizio del 1950 la Rai assegnò a Elsa Morante l'incarico di critico cinematografico per un programma radiofonico settimanale. La Morante era molto interessata al cinema (aveva anche avuto esperienze dirette in occasione della sceneggiatura di un film di Lattuada) e prese molto sul serio questo incarico. Finché un giorno i funzionari Rai rifiutarono di mandare in onda una sua recensione in cui criticava un film italiano di guerra (Senza bandiera di Duilio Coletti) accusandolo di nostalgie fasciste. Elsa non tollerò la censura e, dopo meno di due anni, interruppe la collaborazione. Ora le quarantasette schede scritte in quel biennio 1950-51 sono state raccolte da Goffredo Fofi e vengono qui pubblicate per la prima volta. Vi sono recensiti i film dell'adorato Visconti, quelli di Orson Welles giudicati tra luci e ombre («eccezionali qualità del regista», «torte barocche avvelenate dal cattivo gusto»), e poi John Ford, Vincente Minnelli, Clouzot, Germi e tanti altri, maggiori e minori. Con un'appassionata prefazione dello stesso Fofi che, anche a partire dai ricordi personali, traccia il complesso rapporto della scrittrice con il cinema. E in appendice altri brani inediti della Morante sul cinema, sul suo ambivalente rapporto col neorealismo, sul suo apprezzamento dei film di Pasolini... (A cura di Goffredo Fofi)




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30 marzo 2017

cirque

Pascal Jacob

Une histoire du cirque

Seuil - BnF

Chacun possède sa propre vision du cirque, un univers aux richesses insoupçonnées et en constante évolution. Cet ouvrage en propose une histoire abondamment illustrée, de ses origines saltimbanques à ses formes les plus contemporaines. Au fil des pages, affiches, dessins, estampes et photographies dévoilent les secrets de chacune des disciplines qui peuplent le grand chapiteau et offrent un voyage planétaire haut en couleur. Né en Angleterre en 1768, développé en France, le cirque magnifie avant tout le cheval. Entre 1880 et 1930, c'est l'âge d'or du dressage, de la splendeur allemande et du gigantisme américain motivé par le développement du chemin de fer. Viennent ensuite la révolution du cirque soviétique, la puissance d'évocation du théâtre acrobatique chinois et le renouveau du cirque avec les écoles françaises, belges ou canadiennes. Un ouvrage complet pour mieux comprendre les mutations d'un art à part entière et retrouver son âme d'enfant.




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29 marzo 2017

recitazione - group theatre - lewis

Robert Lewis

Metodo o follia? Otto lezioni sulla recitazione da uno dei fondatori del Group Theatre

Audino, 2017

Questo libro, finora inedito in Italia, è uno dei testi fondamentali di chi, negli anni '50., ha introdotto in Occidente il Metodo che ha rivoluzionato la tecnica della recitazione moderna. Membro prima del Group Theatre e poi dell'Actors Studio, Robert Lewis, come i suoi colleghi e compagni, adottò completamente il Sistema di Konstantin Stanislavskij, punto di partenza di varie e celebri "evoluzioni" o interpretazioni, da quella di Stella Adler a quella di Lee Strasberg, creatore di un Metodo che finì per confondersi con quello originale. Il ciclo di otto lezioni tenuto da Lewis nella primavera del 1957 al Playhouse Theatre di New York aveva proprio l'obiettivo di chiarire le idee su Stanislavskij e sui "metodi" di recitazione a quel tempo in voga. A una platea composta da attori, registi, sceneggiatori, Lewis raccontò la vera natura del Sistema stanislavskijano palesando ciò che non era, le sciocchezze, le interpretazioni distorte e i miti sorti intorno a esso. Dalle basi alla "verità" dell'attore, dallo stile della messa in scena al Metodo in sé, nelle sue otto lezioni Robert Lewis affrontò in maniera completa ed esaustiva tutto ciò che di dubbio o confuso c'era nelle teorie del tempo.




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29 marzo 2017

de batté

BRUNETTO DE BATTÉ. CASE DEDICATE

Genova, Entr'acte, 29 marzo – 21 Aprile 2017

Case dedicate” è un lavoro raccolto in quaderni del 2008 e consiste in un campionario di case- ritratto, profili per amici, compagni di strada e conoscenze. Un modo per esplorare altri immaginari mondi e continenti, appunti di prima mano come idee per possibili progetti. Accanto alla raccolta dei quaderni presenti in mostra sarà presente una bacheca che raccoglie alcuni progetti dal 1977 ad oggi. Brunetto De Batté, architetto, è stato docente di Progettazione architettonica presso l’Università degli Studi di Genova e direttore del Master di Architettura per lo spettacolo. È redattore della rivista Anfione Zeto e collabora con diverse webmagazine. Ha partecipato a due edizioni della Triennale di Milano e a cinque edizioni della Biennale di Venezia




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28 marzo 2017

complottismo - brotherton

Rob Brotherton

MENTI SOSPETTOSE. PERCHÉ SIAMO TUTTI COMPLOTTISTI

Bollati Boringhieri, 2017

Loro cercano di controllarci. Ci fanno credere che viviamo in società libere e democratiche e che siamo i padroni del nostro destino, ma non è così, lo sappiamo bene. Ci nascondono la verità. Basta grattare sotto la superficie: l'omicidio di Kennedy, i vaccini, l'11 settembre, gli UFO, le scie chimiche, l'uomo sulla Luna, Bin Laden, i massoni, Lady D, gli Illuminati, Elvis Presley, il Nuovo Ordine Mondiale, i Protocolli dei Savi Anziani di Sion, i rettiliani... Ovunque si guardi è evidente che c'è un piano colossale per manipolarci. Cosa si nasconde dietro le più articolate teorie del complotto e, soprattutto, chi sono i complottisti e come è possibile che così tante persone possano credere anche alle più ardite e immaginarie speculazioni? Rob Brotherton, che da anni studia come funziona la «mentalità complottista», analizza in questo libro, accattivante, ironico, e anche un po' inquietante, i motivi per cui le nostre menti ci inducono tanto spesso a credere a cose implausibili, non provate e, soprattutto, in nessun modo provabili. Il fatto è che queste storie si adeguano perfettamente a certi circuiti mentali che - volenti o nolenti - tutti noi ci portiamo dentro, confortando le nostre paure più profonde, i nostri desideri più nascosti e il nostro stesso modo di interpretare il mondo. La psicologia del complotto è affascinante e svela molto su noi stessi e su come sono costruite le nostre menti. I complottismi non sono aberrazioni psichiche di pericolosi sociopatici, sono il prodotto del funzionamento del nostro cervello e la radice stessa del verbo «credere». Magari saranno in pochi a credere che il presidente degli Stati Uniti sia un mutaforma rettiliano (ma certamente sono più di quanti vorremmo che fossero!), ma sono ancora milioni (e continuano a crescere) coloro che credono alla correlazione tra autismo e vaccini (è dimostrato chiaramente che non ci sia, tanto per essere chiari). Dopo aver letto Menti sospettose saremo sorpresi nel riconoscere come sia facile cedere alla narrazione complottista ma avremo ben chiaro come sia possibile sfuggirvi. È vero che i complotti nel mondo talvolta esistono, più spesso però è meglio essere prudenti e fare attenzione a cosa scegliamo di credere perché, alla fine, potremmo scoprire che i complottisti siamo noi. Rob Brotherton insegna Psicologia presso il Barnard College di New York City ed è visiting research fellow presso Goldsmiths, University of London; è considerato un esperto internazionale delle teorie del complotto.




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28 marzo 2017

occidente

Perimetro dell’Occidente Chi siamo stati Cosa abbiamo costruito Come ci siamo immaginati Dove vogliamo andare Tre giornate di racconto, discussione, arte e teatro

Cortemaggiore, Teatro Duse, 28/ 30 marzo 2017

A ovest di che cosa? Il significato di una parola relatrice Daniela Coli ore 17 La pietra e l’idea • Il sogno dell’architettura, la tensione all’ordine e l’ottusità del reale ore 18.30 Ma chi sono questi Barbari? Letture di brani antichi sulle oscure rappresentazioni dello Straniero voce narrante Paolo Contini mercoledì 29 marzo ore 15.30 La sera andavamo in via Mercati • L'editore Volpe e i non-conformisti degli anni '70 relatore Maurizio Cabona ore 17 Storia del Paradiso Perduto tra lotte di potere, sfruttamento e sprazzi di luce • Natura e cultura nelle concezioni occidentali del giardino relatrice Anja Werner ore 21 La luce Un monologo di Jakob Shalmaneser interpretato da Paolo Dallatorre giovedì 30 marzo ore 15.30 Città e paesaggio nella pittura italiana del Novecento relatrice Elena Pontiggia ore 17 L'impalpabile essenza "dietro" le scenografie e "dentro/fra" le architetture relatore Sergio Signorini ore 18.30 Le note molli, carezzose, limpide D’Annunzio portato in canto da Casella, Mascagni, Pizzetti, Respighi, Zandonai soprani Kaho Miyamura • Zoe Papamalama • al pianoforte Alessandro Campana





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26 marzo 2017

rohmer - musica

Eric Rohmer

Da Mozart a Beethoven.    Saggio sulla nozione di profondità nella musica

Mimesis, 2017

Eric Rohmer, appassionato di musica, in certi casi compositore di temi musicali per i suoi film, applica la propria "teoria delle forme" all'arte di Mozart e Beethoven. Seguendo un excursus storico, svolge un'analisi in cui il tecnicismo critico è costantemente mitigato da una scrittura che procede con l'enfasi e l'entusiasmo di un informale parlato. La musica, soggetto privilegiato, viene rapportata anche alle altre arti, ripresa secondo le parole e la prospettiva di filosofi, critici, musicisti, scrittori, pittori. Viene così a completarsi il pensiero del regista sviluppato nella raccolta dei suoi articoli (La celluloide e il marmo) riguardanti il rapporto tra le arti e il cinema: la musica è l'unica vera sorella del cinema in grado di cogliere il reale nel suo darsi, permettendo contemporaneamente, in maniera kantiana, un'apertura alla nostra libertà. (A cura di A. Mello)




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26 marzo 2017

longhi - pittura veneziana

Roberto Longhi

Viatico per cinque secoli di pittura Veneziana

Abscondita, 2017

"Il progetto che Roberto Longhi scelse nell'immediato dopoguerra per il suo scritto 'Viatico per cinque secoli di pittura veneziana', che fu la risposta ad un evento espositivo, si focalizzava su di un doppio proposito che appare tuttora chiaramente. Lo studioso intendeva sottolineare la personale scelta del soggetto e il precoce ambito cronologico di essa, manifestando fin da subito, nei brevi capitoli del libro, il legame mentale e sentimentale che lo legava alla pittura veneziana. Le pagine dedicate a Giovanni Bellini e a Vittore Carpaccio appaiono ancora oggi prove supreme, anche grazie alla maestria letteraria, nell'intento di evocare la grandezza di queste personalità paradigmatiche e a lui particolarmente care. L'intimo significato delle tematiche affrontate dal Viatico si manifesta oggi anche con maggiore evidenza, considerando l'importanza del contributo che lo scritto ha dato alla conoscenza della pittura veneziana." (Mina Gregori)




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25 marzo 2017

maria lassnig

Maria LassnigWoman Power

Firenze, Palazzo Pitti, Dal 24 marzo al 25 giugno 2017

Sarà Palazzo Pitti a ospitare la prima esposizione italiana di Maria Lassnig. Curata da Wolfgang Drechsler, la retrospettiva dedicata all’artista austriaca scomparsa nel 2014 delineerà circa 50 anni di carriera, affiancando le prime opere ai lavori realisti del periodo americano e agli esiti dell’ultima fase della produzione. Una ventina i dipinti esposti, provenienti in larga parte dall’Albertina di Vienna, che andranno a sommarsi a opere di proprietà della Fondazione Maria Lassnig e ad altre appartenenti alla Collezione Essel.




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24 marzo 2017

destra - francia

Marco Gervasoni

LA FRANCIA IN NERO. Storia dell'estrema destra dalla Rivoluzione a Marine Le Pen

Marsilio, 2017

Dopo la crisi del 2008, e più di recente con la Brexit e con l'elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti, spira nel mondo un vento favorevole a movimenti sbrigativamente catalogati come «populisti». Tra questi, il Front national è senza dubbio il più robusto e vicino al potere in un paese chiave del mondo. Non a caso. Di tutte le destre storiche, quella francese può infatti vantare una continuità senza eguali. Tanto che - sostiene Marco Gervasoni - «non è Marine Le Pen ad aver imitato i populisti europei, semmai è il contrario». Per capire la cultura politica di cui il lepenismo è l'erede occorre risalire al 1789, l'anno cruciale da cui tutto prende avvio. Dalla Rivoluzione francese, la «matrice della politica contemporanea» che definisce il senso degli schieramenti, si dipana il filo rosso che porta da Napoleone III alla «destra rivoluzionaria» del 1914, con l'ondata di antisemitismo e nazionalismo, dal fascismo francese al collaborazionismo, dalle epurazioni alla guerra d'Algeria, dalla Nouvelle Droite alla nascita del lepenismo, fino alla sua crisi apparente e alla rinascita. Una storia indispensabile per cogliere gli elementi che hanno reso il volto della destra francese il più noto sulla scena internazionale e rispondere a molti interrogativi. Uno su tutti: può un simile modello nazional-populista manifestarsi in una versione italiana?




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22 marzo 2017

fotografia sperimentale

Fotografia sperimentale in Europa tra le due guerre

Genova, Palazzo Grillo, dal 22 marzo al 21 maggio

L’esposizione, a cura di Giovanni Battista Martini, approfondisce l’uso del medium fotografico come paradigma di modernitàOltre cinquanta opere tra fotografie, fotomontaggi e fotocollage documentano come il nuovo linguaggio abbia rivoluzionato e proposto una Nuova Visione della realtà. Le diverse interpretazioni degli artisti si confrontano, dalla geometrizzazione delle forme di nature morte, ritratti e oggetti di uso quotidiano, all’uso della sola luce per realizzare fotogrammi completamente astratti, all’immagine realizzata con la tecnica del fotomontaggio come feroce satira del potere. Un percorso espositivo che si sviluppa attraverso le opere di artisti francesi, olandesi, tedeschi, polacchi, italiani, ungheresi, appartenenti alle diverse aree dell’avanguardia come il costruttivismo, il Bauhaus, il Futurismo, il Surrealismo e il Dadaismo: Hans Bellmer, Mieczyslaw Berman, Janusz Maria Brzeski, Cesar Domela, Lux Feininger, Hans Finsler, Gelindo Furlan, Heinz Hajek Halke, Florence Henri, Hannah Höch, Otto Hofmann, Georges Hugnet,Vilmos Huszàr, Edmund Kesting, László Moholy-Nagy, Bruno Munari, Man Ray, Franz Roh, Luigi Veronesi, Dorothy Weyl, Piet Zwart. Artisti che sanciscono la presa di coscienza di nuovi codici espressivi della fotografia, affermandone definitivamente l’autonomia rispetto alla pittura e sovvertendo il ruolo meramente descrittivo e documentaristico del mezzo fotografico. Accoglie la mostra, al Primo Piano di Palazzo Grillo in Piazza delle Vigne, uno dei palazzi cinquecenteschi genovesi che, dopo anni di chiusura e un restauro, torna a illuminarsi. Dal primo aprile inoltre sarà aperto al pubblico l’Hotel Palazzo Grillo, l'unico albergo a 4 stelle nel centro storico di Genova che occupi un intero palazzo dei Rolli.




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22 marzo 2017

skateboard

Tony Hawk

Hawk. Professione skater

Salani, 2017

Questo libro parla di skateboard. Parla di un ragazzino troppo magro per governare la sua tavola, preso in giro dai compagni di scuola quando a skateare negli Stati Uniti erano solo in pochissimi e, diciamolo, anche un po' sfigati. Perdere conoscenza, fratturarsi le costole e rompersi i denti più volte pur di chiudere un trick, non per vincere la gara ma per rendere onore a uno sport. Così uno stecchino con le gomitiere sulle ginocchia e una ridicola pettinatura, che per farsi notare da un grande skater come Steve Caballero gli stacca una gomma dalle dita dei piedi e la mastica, diventa il re della tavola e guadagna milioni dagli sponsor. Così si diventa Tony Hawk. Questo libro parla di determinazione. L'unica cosa che conta insieme al coraggio di buttarsi anima e corpo nella propria passione. E per 'buttarsi' Hawk intende proprio lanciarsi da una rampa a tutta velocità. Lo skater più famoso di tutti i tempi ci racconta, attraverso gli episodi più assurdi, divertenti e commoventi della sua vita, come è diventato una leggenda. E ci svela, con semplicità e autoironia, gli ingredienti per inseguire i sogni a ogni costo e per fare dei propri difetti delle particolarità uniche, cioè per vivere una vita spettacolare che valga la pena di essere raccontata. Quindi, se sei un fanatico adoratore di Tony Hawk (sei in compagnia di un miliardo di altre persone) e vuoi diventare come lui, o speri solo di imparare qualche parola del gergo skater per impressionare una ragazza, questo è il libro che fa per te.




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21 marzo 2017

porno - cinema


Alessandro Bertolotti

Guida al cinema erotico & porno. Dal cinema muto a oggi

Odoya, 2017

Nella storia del cinema l'amore, l'erotismo e la pornografia si intrecciano continuamente: dal cinema muto a oggi, il romanticismo, il vizio e la trasgressione si danno la mano malgrado la censura, l'ipocrisia e il perbenismo. Per Alessandro Bertolotti, l'erotismo non esiste come genere cinematografico, ma in tutti i film possiamo trovare momenti erotici: in ogni scena dove due persone si incontrano, nei loro gesti, negli sguardi, nelle parole. Ma cosa rende un film erotico? La bellezza può essere un motore erotico, ogni attrice diventa bella nel momento dell'amplesso, ma puntare solo su un approccio estetizzante, ad esempio attraverso una fotografia ricercata e raffinata, non è sufficiente. Ci vuole un intreccio, una regia. Louise Brooks e Marlene Dietrich sono diventate star perché guidate dal talento di Pabst e Sternberg; Brigitte Maier e Constance Money si sono distinte dalla pletora di attricette porno grazie alla fantasia di Lasse Braun e Radley Metzger. I migliori registi creano un intreccio, per lo meno un'atmosfera, ritardando quanto più possibile l'evento tanto atteso: l'arto sessuale. È la costruzione di una storia a creare le premesse necessarie a una delle principali molle erotiche: l'infrazione dei tabù. Non c'è erotismo senza trasgressione o senza un colpo di scena. Passione, Matrimoni e Tradimenti, Primi amori, Orge, Sesso e Violenza: cinque capitoli tematici aiutano il lettore a scoprire i film più importanti della storia del cinema erotico e porno tra drammi d'amore, commedie e parodie scollacciate, film underground, horror e thriller, sadomaso e a tematica omosessuale, fino agli originalissimi capolavori giapponesi.





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20 marzo 2017

isis - fondazione de ferrari

ISIS. Mandanti, registi e attori del "terrorismo" internazionale. Incontro con Paolo Sensini

Genova, Fondazione De Ferrari, Lunedì 20 marzo 2017. Ore 17 

Terrorismo e Isis: da tempo sui mezzi d’informazione non si parla d’altro. Concetti declinati in tutte le maniere possibili e immaginabili, soprattutto riferendosi alle guerre combattute nel Vicino e Medio Oriente. Ma conosciamo tutta la verità? Abbiamo davvero tutte le informazioni per esprimere un giudizio preciso? Quelle che leggiamo sui giornali o ascoltiamo in tv corrispondono alla realtà dei fatti oppure sono menzogne? È possibile che gli uomini di governo dell’occidente stiano sfruttando il terrorismo per ottenere un potere straordinario nei confronti della società? Sono queste le domande fondamentali a cui il libro di Paolo Sensini, dopo aver vagliato un’imponente mole di materiali e documenti originali, risponde per la prima volta in maniera esaustiva e completa. E lo fa mettendo finalmente in luce la totalità degli aspetti che riguardano i mandanti, i registi, gli attori e le pratiche di quella che definisce come strategia del caos. In questo scenario anche l’Islam e le sue centrali ideologiche, su cui si sono versati fiumi di parole senza mai toccare il cuore del problema, assumono un significato e dei contorni molto più chiari e definiti. (Maurizio Cabona condurrà l’incontro. Presentazione di Carlo Romano)




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