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30 aprile 2017

milano - cimitero

Carla De Bernardi – Lalla Fumagalli

La piccola città.     Il Monumentale di Milano. 

Jaka Book, 2017

Il Monumentale di Milano è un museo a cielo aperto che da un secolo e mezzo custodisce una strabiliante raccolta di capolavori realizzati dai principali artisti italiani tra la metà dell'Ottocento e i giorni nostri. A 150 anni dalla sua inaugurazione, il volume ripercorre le vicende di uno dei luoghi più suggestivi della città di Milano. Con un documentato apparato iconografico e i ricchi contributi di alcuni fra i maggiori studiosi dell'argomento, finalmente un libro illustrato dedicato a questo simbolo della memoria e della sperimentazione, sia artistica che tecnica, in dialogo costante con il suo contesto culturale e sociale. Dalla costruzione del primo Recinto Maciachini all'opera MU 14I-La vita infinita del maestro giapponese Kengiro Azuma: una metafora, come il luogo che la ospita, di tutti gli opposti, un simbolo del desiderio di risposte all'insondabile, un tentativo di rendere eterna l'umanità.




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27 aprile 2017

cina - islam

Francesca Rosati

L'islam in Cina. Dalle origini alla Repubblica popolare

L'Asino d'Oro, 2017

Questa è una storia tutta da raccontare, l'Islam penetrò in Cina già due secoli dopo la morte di Maometto, attraverso i percorsi terrestri e marittimi della Via della Seta, articolandosi in una pluralità di tradizioni locali. Il contributo scientifico e intellettuale dei musulmani trovò il plauso degli imperatori, divenendo parte del patrimonio culturale cinese, a testimonianza della compiuta trasformazione dei devoti di Allah da 'ospiti stranieri' a 'cinesi musulmani' - Hui. Nel Celeste Impero, il dialogo tra Islam e confucianesimo raggiunse sublimi livelli di sintesi filosofica nell'opera dei letterati dello "Han Kitab"; mentre il misticismo musulmano della tradizione arabo-persiana predilesse il linguaggio simbolico del taoismo e del buddismo. Se al tramonto dell'impero il confronto tra musulmani e governo fu spesso violento, nei primi anni della Repubblica, il fervore patriottico degli Hui animò il dibattito sulla costruzione della nazione, gettando le basi teoriche della suddivisione della "'umtnah" cinese in 'minoranze etniche', affermatasi con Mao Zedong. Oggi, il rapporto tra le comunità islamiche e il regime comunista è percepito in Occidente nei termini di un confronto violento. Tuttavia, la vicenda dell'Islam nella Cina contemporanea è soprattutto il frutto di delicati processi di negoziazione, nello sforzo di conciliare la fede nel messaggio coranico con quella nel socialismo cinese.




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26 aprile 2017

james cameron

David Fakrikian

James Cameron, l'odyssée d'un cinéaste

Fantask Editions, 2017

James Cameron a révolutionné le septième art et enrichi la pop culture de nombreux personnages et univers désormais cultes. Prêt à toutes les folies pour donner vie à ses idées, il ne s est pas fait que des amis dans le milieu... Réalisateur visionnaire, mais souvent polémique, « Jim » a marqué le cinéma contemporain. À travers des interviews inédites et des documents exclusifs, cette biographie revient sur quarante ans de carrière d un personnage atypique. Un voyage fascinant et approfondi dans l intimité de l artiste, d uvre en uvre, de coulisses en coulisses.




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26 aprile 2017

qutb

Sayyd Qutb

La battaglia tra Islam e capitalismo

Marcianum, 2017

La battaglia fra Islam e capitalismo è un pamphlet pubblicato in Egitto nel 1952, a pochi mesi dal colpo di Stato che avrebbe visto salire al potere il colonnello Nasser. La prima parte dell’opera rappresenta un esplicito J’accuse contro le forze politiche responsabili, secondo l’autore, della crisi economica e delle sperequazioni sociali imperanti nel paese durante il secondo dopoguerra. Nella seconda parte, Qutb delinea i tratti essenziali di un sistema sociale, economico e politico che dipinge come alternativo e migliore rispetto al capitalismo e al comunismo: la “terza via” dell’Islam. (A cura di Margherita Picchi)




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25 aprile 2017

cinema d'animazione

Davide Giurlando (a cura di)

Fantasmagoria.    Un secolo (e oltre) di cinema d'animazione

Marsilio, 2017

La lanterna magica e il taumatropio, le marionette della stop-motion e le creazioni digitali: la storia dell'animazione è un caleidoscopio di invenzioni e concetti studiati per donare vita alle immagini attraverso il genio di poeti del visuale. Realizzato con il contributo di studiosi di fama internazionale e di alcuni tra i più grandi animatori del mondo, Fantasmagoria è uno strumento utile per approfondire l'essenza di questa peculiare arte.




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25 aprile 2017

scandinavia - guerrieri

Vincent Samson

I Berserkir. I guerrieri-belve nella Scandinavia antica, dall'età di Vendel ai Vichinghi (VI-XI secolo)

Settimo Sigillo, 2017

I Berserkir si annoverano fra le figure più affascinanti della letteratura scandinava medievale. Questi combattenti scelti, "simili ad orsi o a lupi", manifestano la loro "seconda natura" durante terrificanti accessi di ferocia. Molto apprezzati dai sovrani dell'antico Nord, i berserkir sono considerati compagni di Odino - divinità furiosa, che padroneggia l'arte della metamorfosi. Questo libro non è indirizzato solo agli specialisti della civiltà dei Vichinghi - linguisti, storici o archeologi - ma anche ai lettori interessati alle pratiche marziali e alle credenze religiose dell'Europa pre-cristiana.




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21 aprile 2017

intellettuali

Angelo Ventura

Intellettuali. Cultura e politica tra fascismo e antifascismo

Donzelli, 2017

«L'atteggiamento degli intellettuali di fronte al fascismo è tema complesso e delicato, che tocca i nervi scoperti più sensibili della coscienza nazionale, riluttante a fare i conti fino in fondo con questo inquietante periodo della sua storia». Così scriveva Angelo Ventura - uno tra i più autorevoli storici del secondo dopoguerra italiano - suggerendo, implicitamente, il filo che collega i saggi raccolti in questo volume postumo. Il fascismo infatti ha coinvolto «la responsabilità collettiva di tutto un popolo, ma in primo luogo delle élites intellettuali alle quali i privilegi della cultura e del rango sociale negavano quei margini di innocenza che spettano alla gente comune». Si trattava, per Ventura, di entrare nelle pieghe di quel complesso - e nuovo - rapporto tra cultura e politica di cui il fascismo volle farsi banditore: «Dobbiamo calarci nel clima di un'epoca, comprendere e superare i silenzi, le rimozioni e gli inganni della memoria infelice, con cui due generazioni di intellettuali - la generazione della Grande guerra e del dopoguerra, e quella cresciuta sotto il regime - hanno ripensato la propria esperienza del ventennio fascista». Parole che racchiudono un tema di ricerca, un'indicazione di metodo, un invito ai lettori. Il tema è quello del confine (talvolta mobile) tra fascismo e antifascismo: che si posi su Anna Kuliscioff o Carlo Anti, su Gaetano Salvemini o Silvio Trentin, su Vincenzo Crescini, Eugenio Colorni o Norberto Bobbio, lo sguardo di Ventura è sempre teso a misurare la distanza - o la vicinanza - tra ideologia e azione. L'indicazione di metodo è l'immersione nei contesti attraverso una rigorosa lettura dei testi. Tra il saggio sulla Kuliscioff (1978) e quello su Colorni (2010) passano trentadue anni: ma la passione storica e civile, lo stile limpido ed elegante, l'originalità interpretativa restano immutati. L'invito ai lettori è quello di diffidare della retorica e andare sempre all'origine del problema storico.




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21 aprile 2017

jihad

Diego Gambetta – Stepphen Hertog

INGEGNERI DELLA JIHAD

Università Bocconi, 2017

Il fulcro di questo libro è un fatto sorprendente. La jihad estremista non è combattuta da ignoranti o analfabeti, ma da persone che spesso hanno un livello di istruzione universitaria, e che non sono affatto povere. Il fatto ancor più sorprendente è però che gli ingegneri sono sovrarappresentati tra gli estremisti violenti di matrice islamista e fra quelli appartenenti all'estrema destra, mentre sono assenti a sinistra, dove prevalgono i laureati in scienze sociali e in studi umanistici. Quali sono le ragioni per cui gli ingegneri - e non i medici o gli avvocati o gli economisti - hanno molte più probabilità di abbracciare l'estremismo islamista? Nel cercare una risposta, il testo non solo guida il lettore a distinguere la singolare realtà dei fatti dai luoghi comuni sul terrorismo, ma apre nuove e inaspettate prospettive per capire la violenza politica e la natura dell'estremismo.




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21 aprile 2017

diabolik

Andrea Carlo Cappi

Fenomenologia di Diabolik

Nicola Pesce Editore, 2017

Un saggio scorrevole e di piacevolissima lettura che parte dalla ricerca delle origini letterarie del personaggio, dagli scrittori europei dell’Ottocento, con Fantomas, Rocambole e Lupin, fino ai giorni nostri, con La Pantera Rosa di Peter Sellers ed i film post-2000. La ricerca approfondisce anche la storia della diffusione nell’editoria italiana del genere giallo, del concetto di criminale e di “rapina” nella letteratura. Un breve capitolo è dedicato ai tentativi di imitazione del celebre fumetto, con tutti quei fumetti “con la k”, quali ad esempio Satanik, Cattivik ed altri che invasero le edicole negli anni ’70. Il saggio infine analizza i luoghi cari al ladro gentiluomo mascherato, la città di Clerville, e i personaggi che la popolano e con cui Diabolik ha a che fare quotidianamente: Eva, Ginko, Altea e tutti gli altri. Alcune curiosità poco note ai lettori rendono questa lettura ancora più affascinante. Ad esempio, lo sapevate che Diabolik è un personaggio che invecchia? Questo lo differenzia da tutti gli altri fenomeni da edicola, da un Dylan Dog o da un Tex. Si dice che un anno di un cane sia come 7 anni di un essere umano. Per Diabolik è il contrario: lui invecchia di un anno ogni 4 anni di noi comuni mortali perché… è nato il 29 febbraio!





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9 aprile 2017

fascismo - moda

Sofia Gnoli

ELEGANZA FASCISTA. La moda dagli anni Venti alla fine della guerra

Carocci, 2017

Storia, moda, donne e regime sono gli ingredienti principali di questo libro che, attraverso documenti inediti, rare immagini di archivio e testimonianze orali, ripercorre la storia della moda italiana a partire dai primi anni Venti fino al suo grande riconoscimento internazionale dopo la Seconda guerra mondiale.




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9 aprile 2017

hockney

David Hockney - Martin Gayford

Una storia delle immagini. Dalle caverne al computer

Einaudi, 2017

Creare un'immagine, sostiene Hockney, è l'unico modo che abbiamo a disposizione per dar conto di ciò vediamo. Ma tutti coloro che producono immagini si confrontano con lo stesso problema: come comprimere persone, cose e luoghi tridimensionali su una superficie piatta? I risultati vengono spesso catalogati come pitture, fotografie o film, per poi essere ordinati secondo epoche e stili. Ma di fatto, che siano prodotti con un pennello, un apparecchio fotografico o un programma digitale, che siano sulle pareti di una caverna o sullo schermo di un computer, sono innanzitutto delle immagini. E a noi, per capire in che modo vediamo il mondo - e quindi per capire anche noi stessi - serve una storia delle immagini. Insomma, questo libro. Dopo una vita dedicata a dipingere, a disegnare o a produrre immagini con apparecchi fotografici, Hockney, in collaborazione con il critico Martin Gayford, possiede tutti gli strumenti necessari per esplorare come e perché nel corso dei millenni siano state prodotte delle immagini. Cos'è che rende interessante dei segni su una superficie piatta? Come viene reso il movimento in un'immagine immobile o, viceversa, cosa lega i film e la televisione agli antichi maestri della pittura? Come condensare il tempo e lo spazio in un'immagine statica, su una tela o su uno schermo? Quello che un'immagine ci mostra è una verità o una menzogna? Le fotografie rappresentano il mondo per come ne facciamo esperienza? Mettendo a confronto una grande varietà di immagini - un fotogramma di un cartone animato di Disney con una stampa di Hiroshige, una scena di un film di Ejzenstejn con un dipinto di Velazquez - gli autori superano le convenzionali frontiere tra cultura alta e bassa, operando inaspettati collegamenti tra epoche, luoghi e tecniche espressive diversissime. Perché per Hockney, film, fotografia, pittura e disegno sono sempre profondamente connessi gli uni con gli altri. Acuto e provocatorio, questo libro contribuisce in modo autorevole a renderci consapevoli del modo in cui rappresentiamo la realtà che ci circonda.




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8 aprile 2017

van eick - arnolfini

Jean-Philippe Postel

Il mistero Arnolfini.     Indagine su un dipinto di Van Eyck

Skira, 2017

Il "Ritratto dei coniugi Arnolfini" dipinto da Jan van Eyck nel 1434 è il celeberrimo oggetto di questa indagine, un'opera che chiunque abbia visto non può più dimenticare. Amata e ammirata nei secoli, protagonista di innumerevoli studi, cela tuttavia un mistero, un significato nascosto, che continua a sfuggire anche allo sguardo più attento. Chi sono l'uomo e la donna al centro del dipinto? Soprattutto, che cosa stanno facendo? Il mercante lucchese Niccolò Arnolfini, che si è creduto vi fosse raffigurato assieme alla prima moglie, negli altri suoi ritratti coevi non mostra alcuna somiglianza fìsica con questo dipinto. Il primo documento che ne parla cita il quadro come "Hernoul-le-Fin avec sa femme": all'epoca Saint Hernoul è il patrono dei cornuti. Perché il cagnolino, simbolo di fedeltà coniugale, non è riflesso dallo specchio che, come un occhio di verità, ci fìssa dal muro alle spalle dei protagonisti? Perché un'unica candela è rimasta accesa sul lampadario, in pieno giorno, mentre le altre sono spente? È forse un indizio di morte? Quali altri segreti nasconde questo dipinto straordinario e affascinante? L'occhio clinico dell'autore, che è medico e scrittore, analizza tutti i dettagli per condurci alla scoperta dei misteri di uno dei massimi capolavori di tutti i tempi.




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7 aprile 2017

marxismo - losurdo

Domenico Losurdo

Il marxismo occidentale. Come nacque, come morì, come può rinascere

Laterza, 2017

Nato nel cuore dell'Occidente, con la Rivoluzione d'Ottobre il marxismo si è diffuso in ogni angolo del mondo, sviluppandosi in modi diversi e contrastanti. Contrariamente a quello orientale, il marxismo occidentale ha mancato l’incontro con la rivoluzione anticolonialista mondiale – la svolta decisiva del Novecento – e ha finito col subire un tracollo. Ci sono oggi le condizioni per una rinascita del marxismo in Occidente




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6 aprile 2017

minichiello

Pier Luigi Vercesi

Il marine. Storia di Raffaele Minichiello, il soldato italo-americano che sfidò gli Stati Uniti d'America

Mondadori, 2017

Il 31 ottobre 1969 le telescriventi di tutto il mondo battono una notizia che ha dell'incredibile. Ralph Minichiello, marine italo-americano di vent'anni, decorato in Vietnam per le sue azioni «eroiche», sta dirottando un aereo decollato da Los Angeles. All'aeroporto di New York, dove il Boeing 707 atterra per rifornirsi di carburante, Minichiello riesce a beffare l'imponente dispiegamento di forze dell'Fbi coordinato da John E. Hoover in persona. L'aereo sembra diretto al Cairo ma all'alba del i° novembre si ferma a Roma, dove il marine, su un'auto della polizia guidata da un vicequestore, comincia una disperata fuga verso Napoli e il paese in cui è nato, Melito Irpino. Dopo rocambolesche avventure nella campagna romana, viene arrestato e condotto nel carcere di Regina Coeli. Gli inquirenti faticano a credere al suo racconto: un anno, il 1968, vissuto nelle giungle del Vietnam; il torto subito al suo ritorno negli Stati Uniti; la decisione di sfidare, da solo, il Paese per cui era disposto a sacrificare la vita. Tutto per 200 maledetti dollari. Qualche giorno dopo cominciano a giungere, da ogni parte del mondo, messaggi di solidarietà per il ragazzo capace di sfidare «l'impero» impegnato nella «sporca guerra» diventata l'emblema di tutte le proteste che riempiono le piazze dell'Occidente. Se estradato, Minichiello, che a quattordici anni era emigrato in America con i genitori per fuggire dalla miseria dell'lrpinia colpita dal terremoto, rischia la pena di morte. Ma ormai è un simbolo: la sua vicenda si intreccia, involontariamente, con una storia che parte dalle proteste nelle università americane, passa per il Maggio francese, per Woodstock, la strage di Piazza Fontana a Milano, la ritirata americana dal Vietnam e gli Anni di piombo in Italia. Non è più la bravata di un ragazzo diventato uomo sparando raffiche di mitra in Vietnam ma la parabola di un'intera generazione che mette sotto accusa i propri genitori.




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5 aprile 2017

boom economico - design - oggettistica

Carlo Alberto Carutti 

Boom. Gli oggetti del miracolo economico tra vita, passione e lavoro

Interlinea, 2017

I ricordi di un testimone del boom economico, uno dei molti italiani che hanno costruito il Paese collaborando con i grandi nomi dell'imprenditoria degli anni Sessanta - Guzzi, Garelli, Fiat, Zoppas, Ignis, Zanussi e tanti altri -, sono rivolti ai giovani di oggi, perché siano fonte di energia positiva, di coraggio e fiducia, di ottimismo per cominciare da zero, nonostante le difficoltà del nostro tempo. Carlo Alberto Carutti ha vissuto i migliori anni del boom economico. Le tappe del suo racconto, fatto di incontri e di grande passione per il lavoro, si concretizzano negli oggetti che hanno cambiato il modo di vivere di una nazione: dalla bottiglia della Coca-Cola al motore del Mosquito, dalle lampade fluorescenti alla motofalciatrice, dal frigorifero alla lavatrice, dal registratore Geloso al televisore, dalle brugole alle cerniere per mobili. Sono prodotti che hanno costellato vita e lavoro dell'autore, ingegnere appassionato di musica e arte, ma anche profondo conoscitore delle tecnologie più avanzate necessarie nei processi produttivi di maggior resa e qualità. Presentazione di Andrea Kerbaker.




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