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Giuseppe Zuccarino

il dialogo e il silenzio


Campanotto, 2008, €12,50
I saggi raccolti in questo volume, dedicati a tre importanti scrittori francesi (Mallarmé, Jabès e Blanchot), vertono soprattutto sul silenzio e sul dialogo. Il primo tema appare quando si parla degli spazi bianchi che Mallarmé inserisce nei propri testi al fine di rendere visibile l’assenza di suoni, oppure del deserto in cui l’egiziano Jabès ama soggiornare in completa solitudine. Il secondo viene evocato raffrontando i diversi modi in cui Mallarmé e Jabès concepiscono l’idea di libro assoluto, o esaminando i rapporti di “amicizia a distanza” stabiliti da Blanchot con altri autori dell’epoca, da Michaux a Beckett. L’analisi di due opere narrative blanchotiane consente poi di chiarire che la stessa comunicazione interpersonale si basa sull’alternarsi di comprensione e incomprensione, di confidenza e mutismo. Il discorso sviluppato nei vari saggi, anche quando sfiora argomenti quasi fantascientifici (come quello dell’ultimo uomo), finisce sempre coll’evidenziare che la grande letteratura polverizza i luoghi comuni, sostituendo ad essi una riflessione profonda e originale sul linguaggio, sulla vita e sulla morte. Giuseppe Zuccarino, nato nel 1955, è critico e traduttore. Ha pubblicato varie raccolte di saggi (La scrittura impossibile, Genova, Graphos, 1995; L’immagine e l’enigma, ivi, 1998; Critica e commento, ivi, 2000; Percorsi anomali, Udine, Campanotto, 2002; Il desiderio, la follia, la morte, ivi, 2005) e di frammenti (Insistenze, Genova, Graphos, 1996; Grafemi, Novi Ligure, Joker, 2007). Tra i libri da lui tradotti figurano opere di Mallarmé, Bataille, Klossowski, Blanchot, Caillois e Barthes.

Pubblicato il 22/6/2008 alle 8.20 nella rubrica Diario.

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